Ogni anniversario della morte di Giuseppe Fava (5 gennaio 1984) rappresenta, anche, un’occasione per riflettere sulle trasformazioni e su ciò che accade a Catania e in Sicilia. Dal primo grande corteo del 1985, aperto dallo striscione “un uomo e la sua lotta”, e seguito da migliaia di catanesi finalmente consapevoli della centralità della lotta alla mafia, ai successivi appuntamenti sotto la lapide non altrettanto partecipati, ma testimonianza di una coerente volontà di non dimenticare.

Volontà, purtroppo, espressa “a singhiozzo” dalle Amministrazioni pubbliche che si sono succedute. Ma di questo non ci stupiamo. Non pretendiamo, infatti, che i rappresentanti di questi enti locali debbano condividere le belle e chiare parole della lapide dedicata a Fava dall’allora movimento studentesco catanese.

Ogni anniversario è anche, grazie alla Fondazione Fava, occasione per ricordare che la lotta alla mafia è un problema nazionale, il premio e le iniziative di dibattito ad esso collegate permettono, infatti, di mantenere e rafforzare questo legame, necessario per dare un giusto respiro e adeguate ambizioni a un tale impegno. Quest’anno sarà proiettato il film di Vittorio Sindoni, “Un siciliano come noi“, che contiene, oltre a parti recitate, anche brani di un’inchiesta il 6 puntate realizzata da Fava per la RAI e mai trasmessa, ad eccezione dell’ultima puntata, utilizzata dopo l’uccisone del generale Della Chiesa.

Da dicembre c’è, anche, un’ importante novità all’interno del mondo dell’informazione catanese e siciliana: è in edicola, online, I Siciliani Giovani. Da tempo diverse testate siciliane (ricordiamo, tra le altre, le catanesi UCuntu, La Periferica, I Cordai) avevano iniziato una collaborazione, da cui era nata l’Associazione Lavori in Corso, innanzitutto con l’obiettivo di ampliare le capacità di inchiesta, per esempio attraverso la produzione di dossier collettivi. Sinora sono stati prodotti quattro dossier.

L’intento era anche quello di costruire un’impresa editoriale capace di fare informazione in modo ampio e articolato, si era parlato, addirittura, della nascita di un quotidiano. La pubblicazione de I Siciliani Giovani va, dunque, letta all’interno di questo quadro.

Prima dell’uscita un po’ di polemiche: la maggior parte del vecchio nucleo redazionale de I Siciliani non ne ha approvato la rinascita, mentre alcuni di coloro che si erano stretti intorno alla redazione dopo la morte di Fava (tra gli altri Scidà, purtroppo scomparso di recente, Caselli e Dalla Chiesa) sono divenuti garanti del nuovo progetto, I Siciliani Giovani, appunto.

Non tocca a noi entrare nel merito di tali polemiche, proviamo, perciò, a fare alcune considerazioni sul nuovo giornale, premettendo che, comunque, ogni nuova pubblicazione, di per sé, è un contributo per rimettere in discussione il tragico monopolio dell’informazione che grava sull’Isola. Come ogni primo numero, è evidente che si tratta di un esperimento iniziale, che va rivisto, affinato, limato.

Colpisce positivamente il “taglio nazionale” del giornale con riflessioni che riguardano tutto il Paese e la ramificazione delle mafie, così come la volontà di ampliare il quadro delle tematiche affrontate. Non sempre, però, le inchieste sembrano avere quella profondità necessaria per anticipare e/o cogliere la complessità delle trasformazioni in atto, mentre appare discutibile la scelta di pubblicare molti vecchi articoli già apparsi su blog diversi. Al contrario altri articoli presenti, probabilmente, avrebbero potuto trovare spazio, per essere adeguatamente valorizzati, in altri numeri, con una sequenza più ordinata.

Ancora, una parte dei materiali proposti guarda eccessivamente al passato. Se è certamente importante coltivare la memoria è altrettanto importante, se la si vuole utilizzare per progettare il futuro, non “imbalsamarla”. Trovare un equilibrio non è, evidentemente, mai facile.

Infine, invitiamo tutti a visitare la mostra “Il Giornale del Sud, Immagini del nostro Novecento” (4/6 gennaio, dalle ore 16.00 alle ore 20.00, presso il salone di via Siena 1), curata da Giovanni Caruso insieme al collega Aldo Ciulla per ricordare il giornalista palazzolese nel periodo in cui era a capo della redazione del Giornale del Sud. “Novanta scatti per raccontare Catania negli anni dei morti ammazzati, dal punto di vista di chi faceva giornalismo da strada, grazie alla guida del «direttore» e del suo modo «diverso e vero» di fare informazione, anche attraverso la fotografia.”

Questo il quadro completo delle iniziative:

Ore 17,00 – Via Giuseppe Fava
Presidio alla lapide

Ore 18,30 – Centro Zo, Piazzale Asia 6
Proiezione di “Un Siciliano come noi”
di Vittorio Sindoni,
organizzata dalla Fondazione Fava

Ore 21,00 – Città Insieme, Via Siena 1
Presentazione del giornale
I Sicilianigiovani,
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