“Gentile Senatrice, gentile Senatore,
sto seguendo la vostra discussione in Commissione, in particolare quella che riguarda i servizi pubblici locali, relativa all’art. 25 del decreto liberalizzazioni. Voglio ricordarvi che il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta dei cittadini italiani si è pronunciata attraverso i referendum contro la possibilità di privatizzare ulteriormente i servizi pubblici locali e affinché il servizio idrico sia gestito in modo pubblico e senza profitti. Non è possibile venir meno a questo mandato espresso dalla volontà popolare. Qualunque norma contraddica l’esito referendario incontrerà una ferma reazione e una forte e diffusa mobilitazione sociale.”

E’ questo il testo della lettera che il Forum per l’acqua bene comune ci propone di inviare a tutti i senatori e le senatrici della Commissione Industria che sta discutendo il testo del decreto liberalizzazioni da mandare in aula mercoledì o giovedì. La moltiplicazione di emendamenti presentati sull’art. 25 preoccupa gli aderenti ai Comitati per l’acqua pubblica e dovrebbe preoccupare tutti i cittadini che hanno partecipato al referendum chiedendo che l’acqua divenisse un bene comune da sottrarre alle speculazioni private.

Da qui è nato l’invito a “passare dall’attenta vigilanza all’azione concreta” e quindi di ripartire dall’invio massiccio di mail (mailbombing) “per chiarire a tutte e tutti che il voto referendario degli italiani non è stato uno scherzo e che ogni tentativo di annullarlo troverà la mobilitazione sociale diffusa e pronta a contrastarlo. Indietro non si torna!”.

Oggi più che mai, si scrive acqua e si legge democrazia.

L’invio di mail dovrebbe concentrarsi soprattutto nella giornata di oggi, o al massimo di domani. Ecco gli indirizzi dei senatori della commissione.

 

 

 

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One Response to “Mailbombing sui senatori, il voto referendario non si tocca”

  1. Privatizzare tutto forse anche l’aria che respiriamo? E perchè no, forse sta già accadendo, sommersi da inutili tasse,e da privatizazioni che fanno bene, solo a chi li gestisce, noi cittadini siamo sommersi da inutili tasse,stiamo soffocando, stiamo sprofondando nel mondo della privatizzazione,di pubblico c’è rimasto ben poco in attivo, la scuola che fa’ acqua da tutte le parti, gli ospedali pure, i parlamentari super pagati da noi fanno del Parlamento un cola brodo che fa’ acqua anche lui da tutte le parti, le casse dello Stato Italiano pure, i comuni fanno acqua da tutte le parti, le poste, le ferrovie non ne parliamo, ma se vogliamo pensarci bene tutta l’Italia fa’acqua da tutte le parti, e sarà per questo che con tutta quest’acqua, nonostante il referendum qualcuno pensa bene che è un super affare privatizzarla, visto l’abbondanza d’acqua che in Italia si fa’ da tutte le parti, perchè non far fare acqua anche alla nostra Costituzione, al nostro diritto al referendum, alla nostra Democrazia, in fondo privatizzare l’acqua al confronto è veramente ben poca cosa. Credo che come me molti Italiani ( con un briciolo d’intelligenza,di cultura e di onestà),sono stufi di sopprusi, di leggi ad personam, di voti di scambio, di voti venduti, di disoccupazione, di parlamentari grassi, grossi e corrotti, e come direbbe Totò “ed io pago”. No io non ci sto, io non voglio svendere la nostra Democrazia, pezzo per pezzo l’Italia, la nostra Costituzione, il mio diritto al referendum ed al voto, e tanto meno non stipendio i miei dipendenti, “i parlamentari”, impiegati unici in Italia super pagati per non far niente, che con 5 anni di legislazione avranno una pensione che forse i miei figli come pure tanti altri Italiani non vedranno mai, neanche del valore di un decimo della loro, neanche dopo i 70anni, io insieme ad altri elettori li abbiamo “assunti” stupidamente votandoli,con un contratto ed uno stipendio da favola per rappresentarci in parlamento, contratto e stipendi che io, i miei figli e tanti molti altri italiani non vedremo mai in tutta la nostra vita, neanche se lavorassimo per cento anni,legge 18 permettendo (non è uno scherzo),ed invece loro sono li non per lavorare seriamente e per rappresentarci, sono li per non lavorare, in una seduta o l’altra spesso sono assenti, nelle dirette parlamentari, i banchi parlamentari spesso vuoti anche nelle occasioni ed interrogazioni più importanti, dicono tanto sul voto delegato ad altri, dei loro giochetti di partito, di potere, dei loro compromessi, delle bustarelle ,tangenti varie ed affini. Forse non hanno capito bene, non sono li per i loro comodi interessi o per fregarci, sono li per rappresentarci facendo i nostri interessi non i loro, ed allora io dico no io non ci sto, non mi sento più rappresentata da loro,il prezzo che pago è alto, la resa pessima, il lavoro mal fatto, quindi perchè non licenziarli tutti, no l’acqua non si tocca, non ci provate, previo licenziamento in massa.

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