Proseguono i lavori per la stazione MUOS a Niscemi, nonostante l’ennesima manifestazione di cittadini – erano in 500 sabato 31 marzo – preoccupati per gli effetti nocivi delle radiazioni, ampiamente documentate da uno studio di due professori del Politecnico di Torino, di cui abbiamo già parlato. (vedi ARGO).

Parallelamente si è già alle battute finali per l’avvio dell’aeroporto di Comiso (a 19 km da Niscemi). Consegnata la struttura aeroportuale al sindaco di Comiso nel novembre 2011, si attende dall’Aeronautica militare l’assegnazione degli spazi aerei e l’approntamento del piano di avvicinamento allo scalo degli aeromobili tramite il centro di controllo esistente nella base militare di Sigonella (lo stesso che dirige il traffico a Catania-Fontanarossa). L’inaugurazione dovrebbe avvenire entro l’anno. Il condizionale è d’obbligo considerato che era prevista per l’autunno del 2006.

A mettere insieme le due realtà non sono solo i soliti ecologisti (vedi le ragioni del no su Ecologistidemocratici), sono gli stessi tecnici del Politecnico che parlano di “interferenze elettromagnetiche incompatibili con il regolare traffico aereo in buona parte della Sicilia orientale”. Analisi confermata anche da un altro studio, eseguito da due società (AGI della Pennsylvania e Maxim System della California) che asserisce che questo tipo di trasmettitori potrebbero influenzare i detonatori all’interno dei velivoli dotati di armamento; ragione per cui si preferì Niscemi a Sigonella (vedi anche il clandestino.info).

Comitati di base NO MUOS stanno sorgendo in diverse città siciliane: Modica, Vittoria, Palermo, in ragione dei pericolosi effetti sulla salute dei cittadini delle radiazioni emesse dalle potenti antenne, della cementificazione di circa 2500 mq all’interno dell’area protetta Sughereta di Niscemi, a cui si aggiunge il rischio di interferire con i sistemi di controllo dell’aeroporto di Comiso. 

Possiamo fidarci delle rassicurazioni espresse dai rappresentanti dell’aeronautica militare che hanno risposto che non esiste alcuna interferenza (vedi su Sicilia.travelnostop.com)?

Oppure dello studio (“edulcorato” secondo A. Mazzeo) della Facoltà di Ingegneria di Palermo che è riuscita a tranquillizzare il nostro Presidente della Regione?

Dobbiamo attendere che si verifichi una tragedia prima di mettere seriamente a confronto i due pareri autorevoli?

Oppure stiamo aspettando di sperperare tutto il denaro pubblico a disposizione, ad esempio i 4,5 milioni della Regione per i servizi di torre, (vedi Ragusanews) per l’avvio dell’aeroporto di Comiso, per dichiarare – solo a lavori ultimati – l’impossibilità a renderlo operativo?

Qual è il futuro della Sicilia? Avamposto militare o nodo commerciale e turistico? E’ di questi giorni (vedi siciliaway.it ) la visita del vice ministro dell’economia cinese al Porto di Augusta per valutarne l’ipotesi di utilizzo come nodo commerciale per il traffico proveniente dall’Oriente, che proseguirebbe via terra verso il nord Europa.

Commercio e turismo avranno il sopravvento sui programmi militari?

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3 Responses to “Sicilia, avamposto militare o nodo turistico-commerciale?”

  1. Mouse come Super Droni fino a poco tempo fa erano vocaboli sconosciuti alla maggior parte dei siciliani ma il rischio di un’eventuale gigantesca alterazione dei campi magnetici e di un’abmorme emissione di onde elettromagnetiche ce li ha resi non soltanto noti ma anche sinistri.
    Basti pensare quanto sia difficile per le ditte di telefonia mobile trovare un condominio disposto a far installare un’antenna sul tetto dell’edificio, malgrado le congrue cifre offerte in cambio ai vari condonimi. La gente non può fare a meno del telefonino ma non vuole che l’antenna sia montata nel suo “giardino”.
    Del resto le indagini, per esempio sugli effetti dell’uso del cellulare nei confronti della salute dell’uomo, sono state fin ora finanziate dalle stesse ditte che producono i telefonini!
    I rischi per la salute non sono ancora stati codificati perché gli effetti potrebbero verificarsi anche dopo anni dalla esposizione a tapi emissioni.
    Tuttavia come per altre alterazioni ambientali, delle quali non si conoscono a tutt’oggi tutti gli esiti, bisognerebbe adoperare il “Principio di Precauzioe”
    E cioè sarebbe opportuno evitare di esporre la cittadinanza e specialmente i giovani alle radiazioni dalle quali nessuno sa come difendersi; per l’appunto nessuno sa quali siano i veri rischi né tantomeno si conoscono le cure.
    Infine ci sarebbe da chiedersi se qualcuno ha mai svolto un’indagine sulla salute delle persone che abitano nella zona adiacente alle antenne di San Gregorio.
    linda russo

  2. perchè non proponiamo di fare una terza Hollywood in Sicilia? E precisamente a Termini Imerese.Là dove la FIAT ha distrutto tutta la costa si potrebbe impiantare una terza città dello spettacolo. Come Bollywood in India.Perchè non fare come gli ungheresi che hanno chiamato capitali americani per investirli nel campo della cinematografia?Cosa impedisce il fatto di chiamare capitali stranieri e non solo cinesi per organizzare città o centri di spettacolo come Las Vegas? Lo impedisce la Chiesa? Non credo.

  3. m i sono ricreduta: credo proprio che la Chiesa cattolica sia un ostacolo terrificante per il progresso dell’economia. IL mercato capitalista ha bisogno di grandi spazi e di larghi respiri per dare lavoro e benessere alla gente. La produzione capitalistica si fonda anche sulla produzione del banale o dell’inutile a condizione che una fetta di mercato faccia vivere questa merce. Perchè allora criticare il consumismo? Consumare è necessario per produrre o invogliare a produrre.Solo quando capiremo che per avere il telefonino di ultima generazione bisogna produrre anche le formichine o le coccinelle di legno ( apparentemente inutili ) avremo superato quei pregiudizi che un’economia coltivata nelle sacrestie ci impone per sacrifici futuri e per una vita eterna insussistente. Quando capiremo che il PARADISO è solo una pietosa bugia?

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