Ancora a proposito della violenza sulle donne. E non se ne parla mai abbastanza. Stavolta lo fanno l’Udi-Napoli e DonneSudDonne in una lettera indirizzata alla ministra guardasigilli Paola Severino e a quella dell’Interno Annamaria Cancellieri. Vi si invocano regole certe; vi si afferma il diritto di denunciare da parte delle donne che hanno subito violenza; vi si chiede l’eliminazione di ogni azione di mediazione o composizione quando ci siano denunce delle vittime.

Anche dalla Sicilia hanno aderito all’appello in tante, associazioni e singole, come l’UDI Catania, l’UDI Lentini, Simonetta Cormaci (Catania), Barbara Crivelli (Insegnante, Catania), Elvira Morana (Segreteria Regionale CGIL Sicilia), Associazione Antimafie Rita Atria, Centro Astalli (Catania) ed altre che puoi trovare leggendo il testo integrale della lettera.

Ancora oggi ostacoli di vario tipo si frappongono al diritto della donna a denunciare. Pregiudizi, sottovalutazioni, regole poco chiare o sbagliate come il testo unico di Pubblica sicurezza che prevede “una bonaria composizione dei dissidi privati”. Tutto ciò contribuisce e rende possibile la violenza degli uomini sulle donne fino al femminicidio, prima causa di morte in Italia per le donne tra i 16 e i 44 anni.

“La reiterazione dei reati con la stessa o con più vittime e la diffusione di comportamenti proprietari nel genere maschile, nonostante la forte rilettura in chiave politica delle responsabilità nel femminicidio imposta dal movimento delle donne, mostrano che l’inadeguatezza delle regole invalida ogni cambiamento culturale. – così la lettera- Il testo unico di Pubblica Sicurezza, all’Art. 1, recita “per mezzo dei suoi ufficiali, ed a richiesta delle parti, provvede alla bonaria composizione dei dissidi privati”, definizione che si presta a controverse interpretazioni e che certamente induce a comportamenti contrari al diritto delle donne di accedere alle vie giudiziarie per la tutela della propria salvaguardia, esponendo tutte ai rischi noti e meno noti.”

Altro che composizione bonaria. Sono bonarie le botte? Le violenze? La morte di tante in tutto il mondo? Le associazioni promotrici accusano di inerzia il parlamento italiano che non ha fatto nulla per adeguare la legislazione alle norme europee e sollecitano l’intervento delle ministre alla Giustizia e all’Interno perché non vengano applicate azioni di mediazione e composizione tutte le volte che la vittima abbia fatto ricorso alla forza pubblica.

Se vuoi, firma anche tu, udinapoli@gmail.com  – udichiama.catania@gmail.com

 

 

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3 Responses to “Violenza sulle donne, l’Udi alle ministre Cancellieri e Severino”

  1. Non aderisco ai movimenti femminili perchè ritengo che della violenza maschile siamo anche noi responsabili. Siamo anche responsabili per la violenza in danno degli anziani e dei bambini esercitata anche e soprattutto dalle donne. Deniunciare non basta. Bisogna operare con l’aiuto di uomini e donne. Perchè ignorare che tante donne che ricoprono posti di potere e grave responsabilità sono autrici di violenze e prepotenze? E che dire delle donne ignoranti che ricoprono uffici pubblici di elevata responsabilità e che sono legate agli interessi della massoneria? A queste donne cosa dire?

  2. stefania Cantatore
    aprile 12th, 2012 at 20:01

    Quando gli anziani saranno uccisi dalle donne più che dal cancro e dagli infarti, ne parleremo. l’adesione al femminismo non è obbligatoria, e se non si è femministe nemmeno leggerci lo è. SC

  3. mi sorprende l’alterigia della Cantatore.In effetti leggere certe banalità dovrebbe essere una perdita di tempo per chi legge. In ogni caso, io leggo e rispondo su una rivista on line che mi accetta ed alla quale confesso che la ministra Cancellieri ha lasciato a Catania nella sua prefettura un mare di ignoranza e di ignavia. C’è comunque da dire sia alla Cancellieri che alla ministra della giustizia che la loro presenza al governo non ha apportato alcun beneficio all’amministrazione dello Stato. Lentezze burocratiche ed inefficienza sono all’ordine del giorno. Oltre s’intende alla povertà generalizzata.

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