Oggi nemmeno vincere un concorso difficile come quello per amministrare la giustizia assicura con rapidità un posto di lavoro. Lo dimostra la vicenda dei 325 vincitori del concorso nazionale per la magistratura, indetto nel dicembre 2009 e conclusosi, dopo due anni, nel novembre 2011. Tra questi ci sono nove catanesi e una quarantina di siciliani. I vincitori sono attualmente “sospesi” perché le loro assunzioni erano state subordinate dal precedente governo ad una copertura finanziaria finora inesistente. Una lacuna, una dimenticanza, una truffa, comunque una beffa, della quale nessun organo di controllo si era accorto. E mentre i 325 attendono, sono già partiti altri due concorsi per la magistratura, essendo stata prevista la copertura finanziaria per l’espletamento della procedura concorsuale. Cosa accadrà per le relative assunzioni?

Ma cominciamo dall’inizio. Durissima la selezione. Dei 5000 che si sono presentati a Roma per la prima prova scritta, solo 343 hanno avuto accesso all’orale, dopo aver superato le tre prove scritte previste. E solo 325 hanno superato anche l’orale, che verteva su 18 materie. A dimostrazione della durezza delle prove, come altre volte è accaduto, il numero dei vincitori è stato inferiore al numero dei posti banditi (350) e non certo per mancanza di concorrenti, tutti già in possesso non solo della laurea ma anche di ulteriori titoli.

La storia però non finisce qui, anzi proprio da questo momento comincia una incredibile odissea

I 325, soddisfatti della vittoria, a partire da dicembre 2011 aspettano da un momento all’altro l’assunzione. All’inizio di gennaio 2012 arriva dal Ministero anche l’invito ad eliminare eventuali incompatibilità lavorative. Qualcuno quindi lascia il lavoro che sta svolgendo o, se non sta ancora lavorando, non si mette alla ricerca. Appena sarà approvata la graduatoria,  si procederà alle nomine e comincerà il tirocinio, un periodo di affiancamento, in diversi settori, a magistrati esperti per acquisire le competenze essenziali all’assunzione di un ruolo autonomo.

Li rassicura un passaggio del discorso pronunciato dal ministro Severino durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario (28 gennaio), proprio nella Corte di appello di Catania. Severino afferma, infatti, che il governo, per dimostrare il proprio impegno nel settore giustizia, intende eliminare le carenze di organico, come dimostra il fatto che “risultano completate le procedure per la nomina di 325 magistrati ordinari (vincitori del concorso a 350 posti bandito nel 2009)”.

Evidentemente lo stesso ministro non è ancora al corrente del “regalo” lasciato in eredità dal precedente governo che, nel luglio 2011, con la legge di “stabilizzazione finanziaria”, aveva subordinato le nuove assunzioni di magistrati alla creazione di un Fondo mai istituito! (art.37, comma 11 della legge 111 del 15 luglio 2011)

Si rivelano quindi fondate le voci, sempre più insistenti, di assenza di copertura finanziaria e vana l’attesa impaziente delle nomine. Ma come mai l’inghippo è venuto fuori proprio al momento del completamento della procedura di assunzione? dove erano i dirigenti del Ministero e dove i magistrati del CSM, l’organo di autogoverno?

Anche dietro sollecitazione dell’Associazione Nazionale Magistrati, che si è occupata della vicenda, il governo presenta un emendamento finalizzato alla assunzione dei vincitori del concorso, che viene inserito nel decreto Milleproproghe. Al Senato, tuttavia, questo emendamento viene dichiarato inammissibile per estraneità della materia. Non si vogliono più “decreti omnibus” in cui infilare di tutto e di più. E questo ci sta bene, ma per i giovani vincitori è un’altra sconfitta e un ulteriore rinvio.

Interviene anche il Presidente del Senato, Renato Schifani. L’inammissibilità è stata determinata da questioni di carattere tecnico, dichiara. E si impegna a vigilare “affinché l’emendamento in questione possa essere riproposto, nel più breve tempo possibile, in occasione del primo decreto compatibile in materia”

L’occasione sarà offerta dal provvedimento di conversione in legge del cosiddetto decreto liberalizzazioni. Viene introdotta una deroga all’art.37, comma 11, della L. n.111/2011 “al fine di consentire il più sollecito ingresso dei 325 magistrati che hanno superato il concorso e che sono in attesa di iniziare il loro tirocinio”, come afferma la relatrice Vicari. Il problema sembra risolto. Ma, come è noto, la discussione sulle cosiddette liberalizzazioni si protrae a lungo e si arriva all’approvazione definitiva solamente il 24 marzo!

La norma che riguarda i vincitori del concorso è abbastanza farraginosa e richiede:

  1. un decreto del Presidente del Consiglio
  2. un decreto del Ministero dell’Economia che autorizzi le variazioni di bilancio

E non è tutto, perchè poi dovranno seguire i provvedimenti “classici”:

  1. decreto di nomina del Ministero dela Giustizia
  2. giuramento del singolo magistrato nella propria Corte d’Appello

La soluzione comunque è stata trovata e cresce la speranza dell’assunzione “a breve”…

Ad oggi, tuttavia, neanche il primo step della lunga procedura è stato portato a termine!

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