COMUNICATO STAMPA

 

Pubblicità di carriere politiche

A dispetto dei modesti risultati raggiunti nella gestione del porto di Catania, l’attuale Autorità Portuale, presieduta da un politico e non da un tecnico come vuole la legge, da oltre otto anni impegna intere pagine pubblicitarie, pagate quindi con pubblico denaro, ad auto promuoversi nel mandato ricevuto.

Ai lettori dell’ ultimo suo articolo pubblicitario a tutta pagina “PK” ad un quotidiano locale il 27/04/212 , il presidente-politico Santo Castiglione elenca una serie di dati e cifre, a dimostrazione del risultato del suo impegno già promesso alla cittadinanza ed avverte di voler avviare una nuova stagione con il suo roboante annuncio: “E’ nostra volontà aprire il porto alla città”. Titola infatti sulla stessa stampa: “Si è aperta la grande stagione delle crociere”.

Un annuncio che stride con la realtà.

Infatti, non contento di aver difeso per anni strenuamente la permanenza della ex cinta daziaria, vera “barriera di separazione” che impedisce fisicamente ogni rapporto tra la città ed il suo porto, adesso si accinge a chiudere ogni residuo varco, con tanto di aste di chiusura e guardie private in armi a difesa del “suo” territorio.

Il progetto è ormai chiaro: ai comuni cittadini sarà impedito entrare ed uscire liberamente nel loro porto e lo conferma in perfetto politichese lo stesso Santo Castiglione, che nello stesso articolo accomuna i cittadini ai turisti-croceristi i quali “appena sbarcati…. verranno ospitati…all’interno della Vecchia Dogana (del solito gruppo Virlinzi)… con negozi e ristoranti” !

Volendo forse così porli al sicuro dagli scippi e dai prezzi alti dei negozi di città ?

A turisti e ai comuni cittadini sarà infatti permesso entrare al porto ed uscirne liberamente solo attraverso la “Vecchia Dogana”, unico varco senza barriere e aste girevoli, magari consumando o acquistando qualcosa.

Ancora una volta un’occasione di sviluppo e di ricchezza viene piegata all’interesse di pochi potenti: per centinaia di migliaia di turisti la città di Catania si racchiuderà in un mega ristorante-centro commerciale, che avvantaggia pochi operatori a scapito dei tanti nell’intero centro storico della città.

Il presidente Santo Castiglione, nel seguito dell’articolo pubblicitario “acquistato” con denaro pubblico, elenca poi all’ignaro lettore i “risultati concreti” già raggiunti dalla sua gestione:

a)“50.000. auto nuove” evidentemente sbarcate nel porto di Catania, grazie alla chiusura dell’unico stabilimento di produzione auto in Sicilia di Termini Imerese (o forse ai successi di vendita delle concessionarie di auto straniere del solito gruppo Virlinzi?);

b)“280 mila i croceristi sbarcati del 2011” Un ottimo risultato per gli esercenti della “Vecchia Dogana” che li hanno “ospitati” a pagamento , un pessimo risultato per le “109 navi” la cui capacità ne avrebbe potuto farne sbarcare a Catania molti di più;

c)“109 le navi (crociera) approdate nel 2011” . Un ottimo risultato per un piccolo porto nella fredda Alaska, numeri da vergogna per Catania, il secondo porto più grande di Sicilia dopo Augusta, con 200 giorni di sole sui 365 giorni dell’anno, che divisi su 109 significa una sola nave ogni tre giorni;

d)“280 mila croceristi ospitati”, appena sbarcati od in partenza trattenuti senza alternative a spendere il loro danaro nella “Vecchia Dogana” all’interno del porto, tra le imprecazioni di negozianti e ristoratori del centro città già sull’orlo di fallimento;

e)“La darsena ..segnerà il rilancio dell’economia etnea….per tutti gli operai del comparto delle costruzioni sarà un vera boccata di ossigeno”. Equivale a promettere che i 100 milioni di Euro appaltati non verranno spesi per draghe, ruspe e camion, ma per scavarne a mano i fondali, trasportarli su carriole ed impastare sempre a mano il calcestruzzo necessario;

f)“ fino a cinque navi” movimenteranno “3.000. semirimorchi al giorno” tra Catania e la sua Plaia, a solenne “de profundis” di qualsiasi sviluppo turistico e relativa occupazione, visto l’impatto viario ed ambientale conseguente ;

Il presidente Santo Castiglione non cita, a dimostrazione dello straordinario successo della sua gestione, la bocciatura da parte del consiglio comunale del Piano Regolatore del Porto che aveva improvvidamente sottoposto alla massima assise cittadina. Ricordiamo lo stupore del presidente portuale nell’apprendere che la commissione consiliare competente aveva ritenuto illegittima la proposta di edificare 1.100.000 di metri cubi di edifici sulle banchine, proponendo la trasformazione del porto in un nuovo quartiere residenziale e commerciale, sfruttando l’esotica posizione (in riva al mare) e la gestione cesaristica e incontrollata della sua autorità portuale.

La città tutta spera che il ricambio in tale ente portuale avvenga il più presto possibile e non sia viziato da conflitti di interesse o da incompetenza tecnica in materia, come finora accaduto a tutto danno di Catania .

Oggi il porto di Catania è nel più completo abbandono: i pescatori reclamano pulizia, servizi igienici, e raccolta ordinaria e differenziata dei rifiuti, centinaia di containers vuoti sono lasciati in lunga sosta tra la città ed il mare, enormi silos semivuoti e grues guaste da decenni in banchine inutilizzabili e abbandonate al degrado, totale paralisi del diporto nautico, della pesca professionale e turistica.

Catania e la sua gracile economia hanno finora perduto la più grande opportunità che si offre ad una città di mare: fare del porto la vera occasione di sviluppo, attirando turisti e facendo loro conoscere l’importante patrimonio architettonico del nostro centro storico, dal barocco, al teatro romano, dalle grandi piazze espressione della nostra cultura umanistica, al Duomo fino alle grandi aree naturali del parco dell’Etna e della riserva naturale orientata oasi del Simeto.

Questo potrà essere possibile solo rompendo con la logica della privatizzazione dell’area portuale, i cui benefici non possono essere solo rivolti a pochi potenti ed il cui territorio deve essere valorizzato per la tutela della pesca e dei pescatori, per lo sviluppo del diporto non speculativo e per le attività tipiche che sono alla base della legge 2 gennaio 1994 n. 84, istitutiva delle autorità portuali e del tutto disattesa da quella di Catania.

Catania 28.04.2012

Un portavoce del Comitato Cittadino Porto del Sole, Marcello Failla

www.portodelsole.it

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One Response to “Comitato Porto del Sole, quello che Santo Castiglione non dice”

  1. Condivido appieno le denunce sul porto di Catania e l’accesso al mare negato ai mortali cittadini…nonché l’interesse di pochi perché i turisti non vedno le bellezze culturali, architettoniche e paesaggistiche di Catania e del suo hinterland…

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