Alcuni giorni addietro abbiamo ricevuto un’accorata lettera, che pubblichiamo per stralci, da parte di Marco, uno studente catanese, che si lamentava della diffusissima piaga dei parcheggiatori abusivi, ai quali quotidianamente si è soliti pagare quello che lui definisce ‘una sorta di pizzo’.

La sua denuncia è aggravata dalla constatazione di dover già pagare ogni settimana un altro analogo balzello all’azienda comunale di Sostare (nata, non dimentichiamo, per scoraggiare il parcheggio selvaggio e ormai trasformata in una sorta di Equitalia locale in sedicesimo) e dallo sconforto per l’inesistente impegno delle forze dell’ordine nel perseguire tale reato.

Al di là del fatto in sé, pernicioso per quanto piccolo, la lettera ci sembra sollevi un problema di carattere più generale, quello della legalità sostanziale e di chi la debba far rispettare.

Proprio negli stessi giorni, infatti, sulla stampa locale si dava notizia di un’iniziativa promossa dal Presidente della Provincia di Catania denominata, vedi caso, ‘Festival della legalità’ (a proposito, a quando un festival per chi non ha mai partecipato a un festival?).

La prima delle sue quattro annunciate manifestazioni (ma ci è risultato impossibile capire, anche sul sito ufficiale della Provincia, in cosa consisteranno le altre tre), ha visto protagonista il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, che, davanti ad una platea di oltre seicento studenti appositamente precettati da una circolare dell’Ufficio scolastico provinciale, ha ricordato i magistrati vittime della mafia.

Nulla da ridire, ovviamente, sulle numerose iniziative che si stanno accavallando per ricordare chi ha dato la vita per far rispettare la legge. Vorremmo tuttavia che si riflettesse un po’ di più sul fatto che i nostri ragazzi sono quotidianamente inondati da discorsi sulla legalità (non c’è scuola che non abbia il suo apposito referente), ma poi, appena fuori dall’Istituto che frequentano, devono quotidianamente versare un obolo a qualcuno che afferma di poter garantire la sicurezza del suo motorino.

Naturalmente questa dei parcheggiatori abusivi è solo la più piccola delle illegalità che i nostri ragazzi hanno continuamente sotto gli occhi, ma non dimentichiamo che la presenza impunita dei parcheggiatori è il segno esteriore e tangibile della capacità di controllo del territorio che hanno le organizzazioni criminali, che spesso operano dietro di essi.

Né dimentichiamo che gli esempi di illegalità che propiniamo ai nostri ragazzi sono tantissimi e si materializzano in molti modi, non solo dietro la faccia bonariamente truce di quello che in fondo è un povero diavolo che cerca in questo modo di sbarcare il lunario, semplicemente perché non ha altra scelta.

Ecco i passi salienti della lettera di Marco:

“Salve mi chiamo Marco, abito e studio a Catania e scrivo questa testimonianza per comunicarvi la mia indignazione nel vedere la mia città ridotta a “territorio di caccia” di veri e propri parassiti della società, comunemente chiamati “parcheggiatori abusivi”.

Purtroppo la nostra città viene quotidianamente pattugliata da gruppi di questi individui che chiedono una sorta di “pizzo“, già, fatemi passare il termine, per poter lasciare tranquillamente la macchina in quella zona, altrimenti, è più che probabile ritrovarla con qualche spiacevole graffio o altro, assolutamente non casuale.

Le zone più colpite da questo “parassitismo” sono quelle del centro storico, in particolare le strade parallele alla Via Etnea, a Piazza Stesicoro, senza dimenticare via di Sangiuliano e via Sant’Euplio, nei pressi del grattacielo.

Il fenomeno si svolge nelle ore serali di tutti i giorni della settimana, soprattutto nel week end, quando le prospettive di guadagno per questi individui sono maggiori, ma anche, e questa è la cosa più intollerabile, nelle ore pomeridiane della domenica.

Una piccola parentesi: io sono uno studente automunito che paga in media a Sostare, l’ azienda comunale che controlla e gestisce i parcheggi a pagamento (le famose strisce blu), 7,20€ la settimana per potersi recare all’università.

E’ mai possibile che io (come sicuramente altri studenti o cittadini che lavorano in zone del centro) debba pagare ulteriori cifre nelle ore in cui non si deve pagare la sosta del proprio veicolo all’azienda comunale?

Un’altra delle cose che fa arrabbiare, o meglio, che è intollerabile, è il fatto che le forze dell’ordine, disposte a sorveglianza del centro storico, impiegate giorno e notte, non fanno nulla per estinguere o per lo meno placare la riproposizione quotidiana di tale fenomeno.

Ad una mia personale richiesta, fatta qualche settimana fa ad una delle squadre di pattuglia in Via Etnea durante la domenica pomeriggio, di andare a controllare una zona attigua piena di parcheggiatori abusivi, mi è stato risposto che per loro era impossibile spostarsi dalla zona di loro competenza, e che, al fine di richiedere un’azione contro tali soggetti, occorreva chiamare alla Questura, esporre denuncia e richiedere quindi che un’apposita volante si recasse sul luogo.

Qualche mese fa, durante il sabato sera, venivano impiegati vigili urbani nelle zone del centro storico; essi avevano il compito di assicurarsi che le auto venissero parcheggiate nelle aree apposite, ma ebbero anche l’effetto di far sparire il fenomeno in questione, perché se c’è chi legalmente assicura la sicurezza delle auto e delle persone, non ha motivo di esistere chi chiede una “tassa” per lo stesso “servizio”.

Purtroppo però quest’ordine di cose è durato solo qualche settimana, e di nuovo fino ad oggi sono riprese sia le “richieste” dei parcheggiatori abusivi che i disordini in fatto di parcheggi.”

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10 Responses to “Quel “pizzo” da pagare per il parcheggio”

  1. Non è una “sorta” di pizzo, è un pizzo vero e proprio.
    Del resto, quando stai per andartene, appena parcheggiato, e un losco figuro ti stende la mano per chiederti l’euro, è proprio il timore di trovare un danno all’auto che ti spinge a darglielo.
    Peraltro, la città è “lottizzata” da questi, perché in una zona trovi sempre le stesse facce. Mi viene da pensare che, se non sia propriamente mafia, l’humus sia quello.
    Del resto, sovente accade che, specialmente nel caso dei furti, il “parcheggiatore” se nulla sa e nulla ha visto, è il primo soggetto a cui ci si rivolge per il “cavallo di ritorno”.

    Con questo discorso mi vorrei riallacciare alle acque smosse a proposito di quel bellissimo quanto impopolare articolo sui professionisti dell’antimafia, augurandomi di esseere altrettanto impopolare.
    Mi è capitato di vedere più di uno di questi esponenti, pagare il loro pizzo sul parcheggio (sicuramente mossi dallo stesso timore).
    Coerentemente con quel che dicono dovrebbero rifiutarsi e denunciare alle autorità il tentativo di estorsione, esattamente come dicono di fare agli imprenditori che rischiano, nella piena solitudine, con tutti i propri beni, patrimoniali e familiari.

  2. Sono l autore Dell articolo e ringrazio i proprietari del sito per avermi concesso questo spazio.
    Spero tale testimonianza aiuti a smuovere le coscienze e a collaborare per eliminare questo fenomeno

  3. Purtroppo credo che la presenza dei posteggiatori abusivi sia molto utile alla criminalità. Non tanto per i profitti (in soldi) che ne ricava: si tratta certamente di somme poco significative di fronte ai ben più grossi profitti che possono essere ricavati dal traffico di droga, armi o altro. Invece l’utilità del posteggiatore abusivo al sistema mafioso é di natura culturale. Serve infatti a “MALeducare” il cittadino, ricordandogli che senza pizzo non si può stare a Catania. Mi piace il fatto che l’articolo utilizzi il termine pizzo. Infatti si tratta proprio di questo.
    Il posteggiatore abusivo, specialmente se opera laddove si trovano le “strisce blu”, serve proprio a ricordare ad ogni cittadino che innanzitutto deve rispettare le regole imposte dall’illegalità e poi, se resta qualcosa, può anche permettersi di fare il cittadino onesto e pagare il parcheggio a Sostare.
    Sottolineo il fatto che le forse dell’ordine si rifiutano ad intervenire perché (loro dicono) le leggi esistenti non consentono di arrestare un posteggiatore abusivo. Sottolineo anche il fatto che molti cittadini preferiscono pagare il posteggiatore abusivo piuttosto che pagare Sostare. Addirittura ci sono molto cittadini che si vantano di avere per amico un posteggiatore abusivo che “come la guarda e la protegge lui la macchina, non la protegge nessuno”.
    Il problema é di natura culturale: il catanese DEVE (DOBBIAMO) capire una volta per tutte, che lo Stato siamo noi. Se stiamo con lo Stato, stiamo con noi stessi. Il posteggiatore abusivo é il simbolo del cancro culturale che attanaglia la nostra città. Non é questione di 50 centesimo o un euro. Un danno culturale costa milioni di euro e decide di anni di regresso culturale e storico.

  4. A tale (s)proposito vi segnalo questa “contraddizione” sull’intervenire del comune sulla legalità:
    http://www.siciliamediaweb.it/.....usivi.html

  5. Vorrei inoltre aggiungere, che i parcheggiatori non li trovi la sera, ma a qualsiasi ora del giorno e della notte, soprattutto nella zona del centro storico, in qualsiasi via di Catania. (E per centro storico si intende da piazza dante alla playa)

  6. Il fenomeno esiste da molto tempo prima della nascita della sostare.. quindi è nella cultura catanese dare le 1000 lire al parcheggiatore.. poi non vedo la differenza tra dare un contributo a qualcuno ke si mette 5 o 6 ore a guardare le auto e pagare 75 cent l’ora per mantenere dei veri parassiti come i dipendenti della sostare ke non fanno una mazza.. passeggiano e fanno multe.. quindi vengono mantenuti letteralmente.. ora non difendo la mafia dei parcheggiatori abusivi ma voglio dire ke la sostare è identica.. solo ke i dipendenti sostare sono stipendiati e hanno i contributi pagati.. quindi non so se pagare loro è da onesti o da stupidi.. poi se c’è la possibilita è meglio dare 50 cent all’abusivo ke pagare un canone alla sostare.. addirittura a piazza alcala ci sono le strisce blu libere e il parcheggiatore ke si gestisce lo spazio sotto gli archi e la gente gli lascia pure le chiavi.. in ogni caso non siamo obbligati a pagare gli abusivi.. tanto i graffi si levano con la cera e il furto lo paga l’assicurazione.. poi le forze dell’ordine hanno paura a combattere il fenomeno per il semplice fatto ke temono ripercursioni su di loro.. e secondo me il fatto ke non ci sono leggi contro di loro è vero.. infine riguardo a ” lo stato siamo noi” ho smesso di crederci quando i funzionari dello stato hanno avuto rapporti di lavoro con la mafia..

  7. mentre in molte città italiane e in tutte le città estere quanto pagato per la sosta viene reinvestito per migliorare la viabilità e i parcheggi, a Catania il corrispettivo pagato a Sostare serve a stipendiare persone i cui criteri di assunzione sono stati “privatistici” (ovvero politici). Ennesima beffa a danno dei cittadini!

  8. sono pienamente d’accordo con sergio.. potrebbero essere usati anche solo per manutenzionare le strade.. invece di trovare vere e proprie caverne..

  9. non lo considero un pizzo. Sono sovente poveracci che ottengono solo un’elemosina. I responsabili sono altrove. Sono sempre i politici ed i burocrati che risiedono nel palazzo. Bisogna revocare loro il mandato politico.

  10. Non sono assolutamente d’accordo nell’accostare il parcheggio abusivo alla Sostare.

    Il primo può anche non essere mafia in senso stretto, può non portare chissà quali guadagni (ma su questo ho qualche dubbio), risulta essere quantomeno funzionale a certi interessi, anche come controllo del territorio. La cronaca giudiziaria di Catania non di rado ci ha raccontato di proventi del parcheggio abusivo usati per pagare una sorta di “concessione” del boss della zona.
    Infine, se per sostenere un’accusa per estorsione sono necessarie specifiche indagini di polizia giudiziaria, molto meno è necessario per intervenire almeno in sede amministrativa. Già, perché il parcheggio abusivo è vietato dal Codice della Strada (art. 7 comma 15-bis, che vi invito a leggere). E’ lo stesso Codice che autorizza il ricorso alle ganasce, sanzione aggiuntiva rispetto al divieto di sosta, per il quale il Comune non ha faticato a istituire un’apposita squadra.

    Quella della Sostare è invece una tassa sul parcheggio, esistente in tutte le grandi città d’Italia e avente lo scopo di disincentivare l’uso dell’automobile. Ora, nelle città normali i proventi delle tasse sul parcheggio vengono investititi per migliorare il trasporto pubblico, a Catania per ripianare debiti (anche perché un trasporto pubblico non esiste, bisognerebbe istituirlo prima). In ogni caso, la Sostare, per tramite il Comune che l’ha istituita e disciplinata è comunque soggetta al controllo democratico dell’elettore.

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