Un aeroplano guidato da una scimmia. Con questa immagine Giulietto Chiesa ha concluso (ieri sera presso il salone della Camera del Lavoro di Catania) il suo intervento alla presentazione del libro scritto in collaborazione con Pino Cabras, “Barack Obush”, promossa dal circolo “Communitas”, dal Cersdet e dalla Convenzione per la pace.

Che il mondo-aeroplano vada velocemente verso l’autodistruzione, per l’ex corrispondente da Mosca de “L’Unità”, è indubitabile; che questa storia possa avere un’altra conclusione dipende, invece, dalle scelte di ognuno di noi.

Per questo occorre in primo luogo informare, fare conoscere la verità, continuamente occultata e travisata. Contrastare le manipolazioni, quindi, ed evitare, come si può leggere nella copertina del libro, i “colpi di coda di un impero in declino”.

L’impero è quello statunitense, che prova a superare la drammatica crisi che lo ha investito cercando di farne pagare il prezzo ai paesi più deboli, attraverso la loro subordinazione economica e/o militare. Perché, come disse Bush figlio, il tenore di vita degli statunitensi non può essere messo in discussione.

Di qui il continuo ricorso alla guerra, sempre “umanitaria”, sempre in nome della difesa dei diritti umani. Così ieri in Afghanistan, oggi in Libia, domani in Siria. Una difesa che, però, funziona a singhiozzo. Infatti gli stati amici dell’Occidente, che ‘mettono a disposizione’ le loro risorse, innanzitutto quelle energetiche, possono anche non rispettarli senza che accada nulla.

Il tema delle risorse, e del progressivo e apparentemente inarrestabile declino delle condizioni del pianeta, ha rappresentato un altro polo essenziale della riflessione. Gli scenari prefigurati, della cui gravità si parla poco e con superficialità (mentre ogni giorno siamo inondati da pseudo notizie sulla crisi, sullo spread, sull’orientamento dei mercati e delle agenzie di rating), disegnano un futuro nel quale il drammatico peggioramento delle condizioni ambientali, come nel caso dell’innalzamento del livello dei mari, costringerà all’esodo intere popolazioni.

Esodo che non potrà certo essere affrontato/bloccato presidiando militarmente le coste occidentali, impedendo, attraverso l’uso delle armi, l’accesso alle terre “del benessere”.

Ma l’impero è in crisi anche perché altri protagonisti si stanno imponendo nel contesto internazionale e non sono disponibili ad accettare supinamente, nonostante la potenza militare e tecnologica, i diktat statunitensi. Cina, India, Brasile, Russia, solo per citarne alcuni, sempre più spesso rispondono negativamente e il loro no non è contrattabile.

Ci si avvia, perciò secondo Chiesa, verso una situazione sempre più conflittuale. Se questa escalation non verrà bloccata, tutti gli scenari sono possibili, persino uno scontro militare tra USA e Cina, dagli esiti, evidentemente, catastrofici per l’intera umanità.

Per evitare tutto ciò, sarebbe utile un ruolo unitario e attivo dell’Europa e della Russia. Se l’Italia, per esempio, non fosse disponibile a partecipare alle missioni militari estere contribuirebbe in modo determinante a costruire nuovi e positivi scenari internazionali.

Allo stesso modo, se non si rimette in discussione un modello produttivo che, contemporaneamente, determina sovrapproduzione e penuria di merci, che ha fatto del denaro il moltiplicatore di se stesso, è impossibile uscire dalla crisi attuale, cominciata con lo ‘scoppio’ della cosiddetta bolla speculativa.

Per far questo occorre, secondo Chiesa, smascherare, e sconfiggere, gli “invisibili padroni del mondo”. Ovvero non lasciare che si decida il futuro dell’umanità in stanze segrete, dove funzionari del capitale stabiliscono investimenti o tagli (di persone e/o di risorse) senza curarsi in alcun modo degli effetti che quelle scelte determineranno per tutti gli esseri umani.

Di qui l’appello all’impegno. Un impegno per il quale è nato il “Laboratorio Politico Alternativa” (www. alternativa-politica.it) che vuole essere una struttura in grado di dare idee, e gambe, a questa battaglia, di unire tutti coloro che non vogliono rimanere inerti passeggeri dell’aereo che sta precipitando.

Per: “ Salvaguardare le basi materiali della nostra esistenza; Ridistribuire, non dominare; Meno tempo al lavoro, più tempo alla vita; Meno televisione, meno mondo virtuale, più relazioni e conoscenza; Scegliere tutti, scegliere consapevolmente; Essere di più con meno”.

Fra i tantissimi presenti, sino alla fine del dibattito, molti, andando via, si sono attardati per lasciare indirizzi e recapiti. E’ probabile che, anche a Catania, avremo ulteriori notizie del Laboratorio.

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One Response to “Una scimmia guida l’aeroplano”

  1. Vivere nel passato, sognare MaoTseTung o Pol Pot, demonizzare l’Occidente come male assoluto, vedere guerra o morte ad ogni angolo di mondo…sognare una rivoluzione senza tenere conto della storia…tutto é lecito, abitare un Paese libero permette anche questo. Di Giulietto Chiesa mi verrebbe di dire che si tratta di un fossile vivente, l’espressione di una cultura che ha prodotto mostri

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