Alberi del fondo confiscato, bruciati dal fuoco

In attesa che vengano effettuate le indagini sull’incendio che ha distrutto circa sei ettari di agrumeto del bene confiscato alla mafia e assegnato alla cooperativa Beppe Montana – Libera Terra, giungono da ogni parte gli attestati di solidarietà ai membri della Cooperativa.

Associazioni, forze politiche e sindacali hanno diffuso propri comunicati deprecando l’accaduto ed offrendo il proprio sostegno, manuale ed economico.

La prima e la più accorata delle note è stata quella del coordinamento catanese di Libera, che di questa cooperativa ha patrocinato la nascita. Cautela sul fronte delle cause del disastro (“potrebbe essere di natura dolosa”) ma molta determinazione a continuare, nonostante la gravità dei danni. “Non ci arrendiamo, anche se questo incendio ci colpisce al cuore. Tutto il lavoro degli ultimi mesi è andato perduto. Ci vorranno anni per tornare alla produzione cui eravamo arrivati”.

Anche Libera nazionale ha reso pubblico il fatto sui propri organi di stampa e ha aggiunto: “Le fiamme che hanno colpito l’agrumeto provocano certo disorientamento e fatica ma non fermeranno la scelta, l’impegno, la determinazione di Libera e della sua rete nell’opera di restituzione alla collettività in Sicilia, come in tante altre parti del paese, di quanto le mafie hanno sottratto con la violenza e la minaccia. Proprio perché i tempi sembrano più difficili, occorre moltiplicare le ragioni della speranza, la determinazione dell’impegno, la costanza della denuncia, la responsabilità della proposta e del progetto.”

Libera di Siracusa ha espresso l’indignazione nei confronti di coloro che volessero fermare “chi prova a cambiare le cose sporcandosi le mani, costruendo sui territori comunità alternative a quelle mafiose, ponendo il lavoro al centro di un nuovo percorso di dignità e riscatto”, ma anche la speranza che questa sia un’estate “calda” per “le centinaia di volontari e volontarie che torneranno a Belpasso per risistemare, con determinazione e forza di volontà, l’agrumeto che qualcuno ha bruciato, e che tornerà più fertile, produttivo e rigoglioso di prima”.

Nei prossimi mesi, in effetti, la cooperativa Beppe Montana ospiterà, come già previsto da tempo, alcuni “campi estivi” a cui parteciperanno gruppi di ragazzi provenienti da varie regioni italiane. All’esperienza di lavoro sui terreni del bene confiscato si affiancheranno, come avviene da alcuni anni, anche altre attività di formazione.

Sono previste anche visite organizzate da scuole e associazioni, come quella che, per il prossimo 13 giugno, coinvolgerà gli studenti dell’ITIS “E. Fermi” di Siracusa che, insieme a Libera Siracusa si recheranno a Belpasso.

Non è la prima volta che un bene confiscato subisce notevoli danni. Tra gli altri episodi ricordiamo un altro incendio, di probabile origine dolosa, verificatosi due estati fa a Castelvetrano, di cui Argo ha parlato a suo tempo, e che distrusse un uliveto.

Gli ostacoli sono sempre stati superati “anche grazie alla preziosa opera di magistratura e forze dell’ordine, dell’associazionismo, del mondo cattolico e di molte amministrazioni attente”, come scrive ancora Libera, escludendo che possa esserci alcun cedimento.

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One Response to “Il fuoco non fermerà Libera”

  1. non ho mai creduto nella bontà della confisca. E’ solo l’inizio di una guerra civile. Non comprerei mai un bene confiscato nè un bene espropriato nelle aste giudiziarie. Forse perchè conosco le cause ignobili o penose che stanno dietro a certi debiti. E poi sotto il profilo economico i beni confiscati non hanno mai dato un beneficio o un ritorno consistente all’ente pubblico. Credo che sotto il profilo della lotta alla mafia bisogna fare tanti passi indietro e rivedere tante posizioni che in passato sono state accettate e condivise sull’onda di convincimenti errati o poco mirati a scoprire il vero responsabile. Mi chiedo infatti come mai la PA e le Banche siano rimaste fuopri da tante lotte politiche e non hanno fatto fare passi avanti nella lotta alla usura. Le Banche sono le principali responsabili dei prestiti ad usura o delle estorsioni.Noto invece che a tutt’oggi sono le uniche privilegiate nei programmi di questo governo di banchieri o di assaltatori alla diligenza di un modesto stato capitalista.

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