Inefficienza e mancanza di fondi possono avere effetti benefici? Qualche volta sì, soprattutto quando un mancato intervento (in questo caso da parte di organismi regionali) permette alla natura di recuperare rapidamente il terreno perduto.

E’ bastata infatti, da alcuni anni a questa parte, la mancata attivazione delle idrovore di svuotamento da parte del Consorzio di bonifica, che, nelle depressioni naturali che si trovano a cavallo della parte terminale del fiume San Leonardo, un territorio al confine fra Catania e Siracusa, si sono riformate le zone umide naturali di un tempo, cioè appunto i pantani di Lentini e dei Gelsari.

Già adesso si stanno rivelando ambienti di fondamentale importanza per la protezione e la conservazione dell’avifauna: numerosissime sono infatti le specie di uccelli migratori, protetti e non, che sono stati osservati, attratti dall’ampiezza e dalla scarsa profondità della zona, che la rende particolarmente adatta alla sosta.

Alcuni studiosi ritengono che ce ne sia abbastanza perché si possa individuare una Zona di Protezione Speciale, e per questo hanno proposto un appello che è stato sottoscritto anche da molte personalità di rilievo nazionale e da tanti comuni cittadini.

In questo senso si è anche espresso il Consiglio Regionale per la Protezione del Patrimonio Naturale, organo consultivo dell’Assessorato al territorio e ambiente della Regione Sicilia che, a seguito di rilevamenti e sopralluoghi, ha formulato la proposta di inserire queste aree tra quelle protette e di tutelarle con un vincolo biennale in previsione della istituzione di una ZPS e di una riserva naturale.

Diverse sono le motivazioni che spingono verso la conservazione di questo paesaggio ricomparso in modo così inatteso: sono venuti meno infatti gli interessi che in passato avevano spinto alla bonifica; le spese per mantenerla sono invece notevoli, mentre la conservazione di questi pantani non comporta spese, e potrebbe diventare invece un luogo di particolare attrazione per l’ecoturismo.

I due pantani sono ciò che rimane di un vasto territorio posto tra Catania e Lentini, caratterizzato dalla presenza di zone umide, citate anche dal Verga in diverse sue pagine.

A quel tempo erano luoghi maledetti perché fonte di malaria e di miseria. Dal Fascismo in poi si intervenne contro di essi in modo radicale, prosciugandoli e cambiandone la destinazione d’uso. E’ quello che è accaduto per il Biviere di Lentini e per Pantano d’Arci.

Il primo prosciugato, ma poi rifatto in modo artificiale, con grande dispendio di risorse economiche, per uso agricolo e industriale. Il secondo prosciugato per farne la zona industriale della mitica Milano del sud.

Dove invece questi interventi sono stati parziali o non sono stati accompagnati da una regolare manutenzione degli impianti, come è accaduto appunto per i pantani di Lentini e dei Gelsari, i problemi originari si sono riproposti, anche se adesso l’ingegneria idraulica ha molte risorse in più per poterli governare senza distruggere gli ambienti naturali.

E’ pur vero che al margine di una di queste zone è sorto nel frattempo un nucleo di case abusive, ma, a parte la discutibile opportunità di continuare a spendere cifre rilevanti per garantire la loro persistenza, i promotori dell’appello ritengono possibile trovare una soluzione che consenta di creare la zona protetta senza dover necessariamente danneggiare le case.

Esse infatti si trovano in una parte marginale del pantano dei Gelsari e, con una spesa assai ridotta, sarebbe possibile creare un argine che le separi dalla zona umida e dai pericoli ricorrenti che si creano durante la stagione delle piogge.

Prevarrà la ragione, oltre che la natura?

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5 Responses to “I pantani (per caso) di Lentini e dei Gelsari. A volte ritornano”

  1. Le nostre case da anni allagate e qualcuno ipotizza di farci regredire ancora di mezzo secolo!
    Dalle righe dell’assurdo articolo si evince che l’autore, e chi gli ha fornito l’inverosimile fantasioso racconto, anziché condannare chi ha operato impunemente la grave “Interruzione di Pubblico Servizio” auspica incoscientemente il disastro Ecologico ed il dissesto Idrogeologico in un’area abitata da parecchie migliaia di famiglie. L’autore dell’articolo “disconosce” le varie Leggi Italiane e Regionali che regolano il controllo del territorio attraverso i numerosi Consorzi di Bonifica Siciliani, la L.R. n. 45/95 infatti, definisce i confini degli attuali comprensori di bonifica della Sicilia -art.3-, attribuendo alla Regione l’attività di promozione e di organizzazione della bonifica come mezzo permanente di difesa, conservazione, valorizzazione e tutela del suolo, di utilizzazione e tutela delle acque e di salvaguardia dell’ambiente -art.1…… -ed è questa è la grave inadempienza perpetrata dalle Istituzioni Locali e dagli Enti Preposti!
    L’autore “disconosce” altresì la locazione dei due “ex” Pantani, ignora che i mappali disponibili presso la Regione Sicilia, ivi compresi i vari P.A.I. (Piano Assetto Idrogeologico)” evidenziano che l’area a ridosso del fiume San Leonardo, nel tratto di costa che comprende i vari villaggi da Gelsari – San Leonardo, Marina, Sabbione fino quasi ad Agnone è un “Nucleo ad Alta Densità Abitativa” con edifici commerciali, produttivi, residenziali e rurali oltre a Strade provinciali e statali ed aree coltivate” -territorio censito e catastato nel Comune di Augusta e di competenza del Consorzio di Bonifica SR-10 per quanto riguarda il mantenimento dell’assetto Idrogeologico attraverso le Idrovore a tal’uopo installate oltre mezzo secolo orsono-. –Altro che “nucleo di case abusive”…….
    Chi scrive omette e/o ignora che in prossimità dei 2 ex pantani esistono già alcune aree protette, il Lago Biviere di Lentini, l’Oasi del Simeto etc…
    Noi cittadini contribuenti vogliamo luce, gas, riscaldamento, reti fognarie, strade pulite e treni che arrivano in orario ma, queste pseudo associazioni antiprogressiste, politicamente pilotate, contestano pervicacemente l’avvio di qualsiasi opera necessaria a far sì che poi ci siano energia ed infrastrutture adeguate per tutti. In Italia si dovrebbe «recuperare l’autorevolezza delle Istituzioni» ed impedire a questi “pseudo ecologisti” di esercitare questo tipo di terrorismo che ha già fatto e continua a fare male agli Italiani. Questi pseudo ambientalisti politicizzati continuano a frenare lo sviluppo economico ed occupazionale dell’Italia opponendosi a tutto, che si tratti di rifiuti o di energia o bonifiche oppure Tav, di esempi di opere fermate dai «no» ce ne sono ancora 331 in Italia.
    Francesco Sorge (f.sorge@tiscali.it)
    Presidente “Comitato Gelsari – San Leonardo”

  2. La risposta a Francesco Sorge è apparsa su Argo nell’articolo del 23 agosto, “Pantani dei Gelsari, guarda guarda che gli abusivi sono gli uccelli…”
    http://www.argocatania.org/201.....i-uccelli/

  3. Sono solidale con il sig. Sorge trovo la forza di sostenerlo perché da troppi anni la nostra dignità di essere umani viventi (e non animali) non è tutelata dalle istituzioni ed il perché sta nel fatto che le stesse istituzioini che dovrebbero garantire l’equità e la valenza del territorio classificando di pregio naturale ambientale un pantano (vedi zona industriale ASI) sono gestite da ambientalisti (vedi ARNONE che ha firmato il decreto). La cosa più grave è che prima di firmare non verificano nè vanno in sopralluogo a verificarne l’importanza naturalistica, paesaggistica ma si attengono scrupolosamente ai dettami della proposta delle associazioni ambientaliste, delle foto recenti dopo l’ultimo nubifragio del 7 marzo 2012 che la magistratura locale ha definito “Eccezionale” sollecitati da studi di illustri universitari che negli anni ’50 hanno definito le zone del Pantano Gelsari simili a palade e le dune di Vaccarizzo erano alte 8 mt. (oggi di solo 50 cm.). Abbisognava fare uno studio del territorio con la perdita di perdere l’occasione di trasformare un nubifragio in oasi protetta…! PERTANTO, SI E’ DISATTESO A QUANTO PREVISTO A TUTELA DEL TERRITORIO nel secolo scorso installando le pompe idrovore, oggi in disuso e finanziate da recente per poter riattivarsi alla loro originaria funzione che è quella di tutelare i giardini, l’agricoltura, gli insediamenti abitatitivi e l’economia della zona con il benemerito degli ambientalisti. Certo si resta pelplessi nel vedere la planimetria dell’attuale perimetro posto a vincolo laddove si evince l’esclusione a macchia di leopardo del complesso Golf San Leonardo principale propabile causa a monte dello sconvolgimento del territorio sotto l’aspetto idrogeologico degli ultimi anni sarei stata più contenta……..ma c’è a tutto una spiegazione. In questo pezzo di lembo di terra agli ambientalisti non interessa lato mare (hanno già fatto troppi danni lungo il litorale ingessandolo in oasi protetta del simeto anche dove di uccelli neanche l’ombra!) preferiscono andare a monte ed in Collina ed avere tutta l’area sotto controllo per dominare il mondo vero dott. De Pietro? Faremo ricorso anche noi di vaccarizzo (Lato mare e collina)a questo decreto perché è un’ingiustizia non poter attivare le pompe idrovore garantendo il disastro e il dissesto del territorio circostante quindi aspettare impassibili che la gente venga sfollata dalle proprie abitazione con il presupposto: tanto erano poveri abusivi!!

  4. Questo è il PRIMO SIGNIFICATIVO ESITO DEI NOSTRI RICORSI & ISTANZE AL TAR:
    Il TAR di Catania “ACCOGLIE” i nostri 4 ricorsi ed anche le nostre Istanze di “Misure Cautelari” urgenti sospendendo il Decreto DDG n°416 ed ordinando al Consorzio di Bonifica 10-SR “il mantenimento in funzione dei sistemi di pompaggio ai fini del mantenimento degli attuali livelli delle acque”.
    La prima udienza (camera di consiglio per la trattazione collegiale) è stata fissata il 07.11.2012.
    Ecco cosa pubblica “La Sicilia” (ed. SR) di oggi 19.10.2012:-
    «Il risultato raggiunto sicuramente regala alla popolazione, già duramente colpita ed ancora sofferente, la fiducia nella giustizia, la possibilità di vivere e lavorare nel proprio territorio serenamente, senza afflizioni, ha esclamato al colmo della felicità, l’ingegnere Francesco Sorge, presidente del Comitato Gelsari-San Leonardo. Sottolineo che in questo frangente è difficile “digerire” la totale assenza e il disinteresse delle Istituzioni. In tutta questa vicenda che si trascina ormai da troppo tempo, siamo stati costretti ad organizzarci, tassarci, scendere in piazza ed affidarci agli avvocati per difendere i nostri beni e la nostra esistenza, paradossalmente, avverso le stesse Istituzioni».
    Sorge insieme agli interessati, aveva presentato ricorso contro la Regione Siciliana, Assessorato Territorio e Ambiente, Dipartimento Regionale dell’Ambiente; Comune di Augusta, Carlentini, Catania, Consorzio di Bonifica Siracusa 10, nei confronti dell’Associazione Legambiente-Circolo Città Ambiente di Catania allo scopo di ottenere l’annullamento, previa sospensione, dell’efficacia del decreto che includeva nel piano Regionale dei parchi e delle riserve naturali, anche l’area Gelsari.
    1-0 e palla al centro!
    Francesco Sorge

  5. Continuo ad essere solidale con tutti voi che la giustizia faccia il suo corso e restituisca dignità e serenità. Che Legambiente e Cittàinsieme e quanti altri intendano impossessarsi di ciò che non gli appartiene trovino pane per i suoi denti e paghino le spese del ricorso al TAR! EVVIVA la GIUSTIZIA sono certa che ancora esista. Lo stesso dovremmo fare noi abitanti delle aree di pre-riserva dell’oasi del simeto dove gli ambientalisti dettano legge in un territorio che non gli appartiene laddove di uccelli neanche l’ombra nè di zone umide ma ciò nonostante tutti vincolati da assurdi decreti ove 4 mila case restano prigionieri senza un perché. Che la magistratura faccia chiarezza gliene saremmo tutti grati!
    Maria Siracusa

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