Dopo che nella sede del comune di Catania l’architetto Mario Cucinella ha presentato il masterplan per il ‘nuovo quartiere di San Berillo’, ci saremmo aspettati l’avvio di una discussione articolata e partecipata, nei luoghi della politica, come all’interno della società civile.

Invece, nonostante sembri che stia per calare il sipario su una storia pluridecennale, al posto della predetta discussione prevale un assordante silenzio. Come se i catanesi, stanchi delle attese, fossero soddisfatti e contenti perché, comunque, verrà sanata la “ferita” di Corso Martiri della Libertà.

In sostanza, meglio la realizzazione di un progetto, la cui effettiva bontà è tutta da dimostrare, frutto dell’accordo di conciliazione firmato davanti al Tar etneo fra Comune e proprietari, che la Città non ha discusso, né discuterà, che il permanere della situazione esistente.

Una conclusione, se sarà effettivamente questa, in linea e coerente con la logica sin qui seguita. Una logica che tanti danni ha prodotto alla Città, a partire dalla speculazione iniziale, il cosiddetto sacco di S. Berillo, per arrivare agli accordi firmati nel 2008 dal Commissario al Comune di Catania,  Emanuele.

Inoltre, su tutto l’iter del procedimento, compreso l’accordo conclusivo siglato dal sindaco Stancanelli, si attende ancora che si pronunci la Procura della Repubblica.

Il movimento Catania Città Aperta ribadisce le critiche generali all’intera operazione e prova a riaprire la discussione, perché non si perda un’occasione decisiva, probabilmente l’ultima, per invertire la rotta. E lo fa confrontandosi nel merito del progetto e suggerendo i possibili cambiamenti.

In premessa, viene proposto l’obiettivo “di mettere in sicurezza il centro storico circostante, prevedendo la presenza di aree libere”. Ovvero luoghi adeguati dove, senza correre pericoli, ci si possa concentrare in attesa dei soccorsi e dell’ organizzazione dell’emergenza.

“Per essere certamente sicuri, a prova di sisma -secondo Città Aperta -, non è assolutamente possibile ricavarli al di sopra di strutture interrate o comunque sottostanti, siano esse parcheggi o galleria del metrò”, come sembra ipotizzato nell’attuale progetto.

Un secondo tema ineludibile, ma non adeguatamente affrontato nel masterplan di Cucinella, è quello relativo al piano della viabilità. E’ infatti del tutto evidente che la chiusura al traffico di un’arteria così importante come Corso dei Martiri (da un lato confinante con il più grande mercato cittadino – la fiera – e dall’altro con la stazione ferroviaria) non può che peggiorare la già complicata, per usare un eufemismo, situazione del traffico catanese, se non verrà accompagnata da una ridefinizione della viabilità generale della zona, .

Per quanto riguarda lo sproporzionato numero di esercizi commerciali, Città Aperta propone di valorizzare le attività esistenti e di privilegiare piuttosto la costruzione di strutture che favoriscano lo sviluppo della socialità, gli scambi culturali, la fruizione del tempo libero.

Inoltre, vengono contestate la costruzione di un grande albergo (fronte stazione) “del quale, tenendo conto delle caratteristiche della zona e del complessivo flusso turistico presente nella nostra città, non si individua la necessità” e l’articolazione degli spazi verdi.  Questi ultimi rischiano in breve tempo di fare la medesima fine della maggior parte del verde presente in Città. Infatti, essendo “prevalentemente di tipo pensile e pertanto con limitata profondità di suolo, hanno bisogno di una continua irrigazione e di qualificata manutenzione, che  non sarebbe credibile far ricadere sugli uffici comunali”.

Di tutto ciò Città Aperta vuole parlare pubblicamente fra i cittadini, ma pretende, anche, che un serio confronto avvenga nelle sedi istituzionali coinvolte. E ciò per due motivi entrambi importanti.

In primo luogo perché non è ammissibile che il Consiglio Comunale non si pronunci su un intervento così importante. Ma soprattutto perché “come già segnalato al Sindaco da diverse Associazioni, il Piano che si attuerà risale al 1973 (e, quindi, non risponde alle attuali esigenze della città).

Qualora l’architetto Cucinella avesse interpretato con troppa disinvoltura le regole imposte dal vecchio Piano per esprimere liberamente la propria capacità progettuale, è ipotizzabile che il Direttore dell’Urbanistica, dovendo rilasciare la concessione edilizia, rischierà di incorrere in un reato penalmente rilevante”.

Per discutere, e intervenire, su tutto questo Lunedì 9 luglio alle ore 20,00 presso il Centro Voltaire (via Scuto 19) Città Aperta ha promosso una prima assemblea pubblica alla quale ha invitato le forze sociali e politiche che non vogliono mettere la testa sotto la sabbia.

Leggi il testo integrale del documento di Catania Città Aperta

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2 Responses to “Corso Martiri, recupero o speculazione finale?”

  1. Corso dei Martiri ad accordo stipulato, le osservazioni di 18 associazioni catanesi (8 dicembre 2011)
    http://www.cittainsieme.it/cor.....catanesi-3

    Corso dei Martiri e San Berillo nel nuovo PRG (15 luglio 2011)
    http://www.cittainsieme.it/cor.....uovo-prg-2

    Lettera aperta su Corso dei Martiri (29 ottobre 2009)
    http://www.cittainsieme.it/let.....ei-martiri

  2. A Stancanelli manca il coraggio di mettere in atto ciò che pensa. La Magistratura non gli potrà ridare l’onore perduto perchè teme di fare passi falsi e di dispiacere gli amici del mattone.

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