Il Comune ha detto di no, ma il Lido è quasi del tutto pronto e parzialmente aperto al pubblico. Parliamo della “struttura turistico-ricreativa del tipo stabilimento balneare” che la società Buy2Build sta finendo di realizzare sul lungomare di Catania, subito dopo piazza Tricolore, andando in direzione di Ognina, su terreno in parte demaniale e in parte privato.

Gli interessi in gioco sono forti visto che i pareri negativi espressi dall’Ufficio Urbanistica del Comune non hanno scoraggiato i privati dal proposito di portare avanti il progetto, a tutti i costi .

La Buy2Build, vale a dire “comprare per costruire”, un nome che è tutto un programma, risulta acquirente della parte privata, avendo stipulato un preliminare di vendita nell’ottobre del 2009 e ha ottenuto un primo sì dalla Sovrintendenza nel gennaio 2010. Un’autorizzazione discutibile ma comunque condizionata, soprattutto al rispetto degli “esemplari di macchia mediterranea presente nell’area” , nonchè alla realizzazione di strutture precarie, rimovibili a conclusione della stagione balneare. Un’autorizzazione che riguarda, però, la parte di competenza del Demanio Marittimo. Ma, nel caso di un progetto unico (come questo) in cui per di più la parte privata ricade comunque in “area vincolata”, è possibile scindere le valutazioni riguardanti le due parti, privata e demaniale?

No, almeno secondo la Direzione Urbanistica del Comune, che il 4 maggio 2011 esprime parere contrario al progetto perchè esso prevede un aumento della “consistenza edilizia” e collegamenti idrico-elettrici di carattere stabile. Il parere è stato chiesto dalla Regione, dalla quale la Buy2Build sta cercando di ottenere la concessione demaniale, in parole povere l’affitto dell’area pubblica.

La società desiste e si rassegna? Nemmeno per sogno. Modifica il progetto, sostituendo le strutture previste con “arredi mobili e divisori, in legno e/o alluminio, tutti non ancorati al suolo” e, dopo alcuni tentativi falliti, ottiene un parere favorevole dell’Urbanistica il 29 marzo del 2012. E’ trascorso quasi un anno.

Il Comune precisa che gli arredi mobili dovranno essere rimossi a conclusione della stagione balneare, che la recinzione dovrà avere un’altezza massima di un metro e 40, che la ditta dovrà comunque chiedere ed ottenere, prima dell’inizio dei lavori di montaggio, regolare autorizzazione edilizia.

Il legale rappresentante della società, Andrea Maccarrone, presenta invece (20 aprile 2012) una comunicazione di inizio lavori “di giardinaggio e pulizia in area privata”, con la zona recintata per “motivi di sicurezza”. L’operazione viene definita di “manutenzione ordinaria”, come recita anche il cartello fotografato in quei giorni da Argo. Una nuova dichiarazione di inizio lavori viene presentata il 30 aprile e questa volta riguarda “realizzazione di opere (prato, passerelle in legno, arredi mobili, impianto idrico ed elettrico)” esclusivamente sulla parte privata dell’area.

La ditta è ancora in attesa della concessione demaniale, che arriverà il 30 maggio.

Per la Buy2Build la conclusione positiva della vicenda sembra a portata di mano. I lavori fervono, piuttosto che passerelle in legno viene realizzato un ampio tavolato, che ricopre quasi completamente il ”fondo naturale” che la Sovrintendenza chiedeva di rispettare. Il prato artificiale sostituisce la macchia mediterranea, ristretta solo a brevi spazi.

Certamente tutto è più ordinato e pulito rispetto all’abbandono e alla sporcizia precedenti. Ma per chi? Questo lido sarà magari incantevole ma sarà riservato ai paganti e sottratto alla città. Nessuno ci passeggerà liberamente come avveniva prima dell’inizio dei lavori. Nessuno potrà ammirare gratuitamente il mare. Soprattutto quando le canne di bambù, piantate lungo la recinzine provvisoria, al bordo del marciapiede, saranno cresciute in larghezza e in altezza molto più del metro e quaranta richiesto, formando una vera cortina divisoria, inaccessibile allo sguardo.

Perchè poi il bambù, una pianta del tutto estranea alla vegetazione della scogliera mediterranea e che può addirittura inquinarla? Perchè è stato coperto il suolo naturale, in modo particolare le peculiari “lave cordate”, e distrutta la particolarissima vegetazione alofila che caratterizza questo tratto di costa? Il “valore unico” di questi elementi naturali che sono stati alterati o compromessi, viene evidenziato nella documentata comunicazione inoltrata da LIPU, WWF, CittàInsieme, Comitato Porto del Sole e Salviamo il paesaggio, alla Sovrintendenza e all’Amministrazione Comunale.

Amministrazione che, non solo non ha saputo mantenere il decoro di questo luogo bellissimo e non ha fatto l’unica cosa che andava fatta, espropriare la parte privata per realizzare un parco aperto a tutti, ma ha tenuto un comportamento poco lineare. Ha espresso un parere favorevole a fine marzo per poi inviare, in data 12 giugno, una DIFFIDA “dall’esecuzione dei lavori”, senza tuttavia operare in alcun modo per fermare la prosecuzione degli stessi.

Nel documento succitato si fa riferimento a pareri negativi precedenti (sorvolando, però, su quello positivo), si dichiara inammissibile il silenzio-assenzo perchè l’Ufficio ha sempre risposto alle comunicazioni, si osserva che, nella comunicazione di inizio lavori, non è indicato il nome del Direttore dei lavori, si denuncia che il collegamento al servizio idrico, elettrico e di raccolta dei reflui determinano il “carattere stabile” delle opere, “destinate a recare un’utilità prolungata e perdurante nel tempo anche se l’uso a pieno regime potrebbe essere intervallato da pause stagionali”.

Una bocciatura in piena regola. O è stato solo un paravento? La nota è stata inviata, per conoscenza, alla Procura, alla Prefettura, alla Polizia Municipale, al Servizio Antiabusivismo edilizio del Comune, alla Sovrintendenza, all’Ispettorato del lavoro, e chi più ne ha più ne metta . Qualche maligno potrebbe considerarlo un modo per salvare la faccia e per cautelarsi, soprattutto da quando alcuni cittadini hanno voluto chiarimenti ed Argo, con testarda pazienza, ha richiesto ed ottenuto l’accesso e la conoscenza degli atti, indispensabili al controllo da parte dei cittadini.

Ma non è finita. La Buy2Buid ha fatto ricorso al Tar. Lo apprendiamo dall’articolo di Pinella Leocata su La Sicilia dell’8 luglio. Forse la ditta si aspetta dal Tar un provvedimento di sospensione, che permetterebbe a Maccarrone, nelle more, di ignorare diffide e limitazioni per andare avanti con il “suo” progetto?

Adesso tocca alla cittadinanza fare sentire la propria voce e far sì che venga restituito alla comunità quello che le è stato sottratto. Ecco perchè invitiamo associazioni, gruppi e singoli cittadini a mobilitarsi in modo unitario, utilizzando -se necessario- anche i documenti allegati, che mettiamo a disposizione di tutti.

 

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5 Responses to “Lido Tribeach, i documenti sul contenzioso tra Comune e privati”

  1. quando ci renderemo conto che i BENI COMUNI vengono ignorati da tutti i cittadini forse capiremo perchè rappresentiamo solo un lembo di Africa e nulla più. Il Sindaco attende, giusta una sua dichiarazione resa pubblica dalla Sicilia, che l’onore gli venga restituito dalla magistratura. Io ritengo che solo i cittadini catanesi ed i siciliani che trovano ospitalità nella nostra città gli possono restituire l’onore perduto o intaccato. IL brevo Stancanelli se cambia registro nei suoi interventi e dichiara esplicitamente di voler servire e tutelare i BENI COMUNI ed indirettamente o direttamente i diritti dei consociati , potrà riavere quell’onore di cui è stato deprivato sino ad oggi. Non si contano, invero, le critiche feroci sul suo operato e la gente giustamente vede compromesso ogni godimento su qualsivoglia bene che appartiene alla comunità e che costituisce uno dei punti che ci lega nella vita quotidiana. Gli interventi volti ad attenuare le critiche e quelli tiepidi palesemente mirati a giocare sulle tutele tra l’interesse privato e quello pubblico , nuocciono alla figura del primo cittadino che diventa un Ponzio Pilato e non un amministratore dalle mani pulite. Le denunce all’autorità giudiziaria se servono per allontanare pericoli immediati non sono utili ancorchè sfocianti in provvidenziali decreti di archiviazione . Ciò che conta ,ritengo sia la decisione netta e precisa di voler tutelare l’interesse pubblico al godimento dei beni comuni. E fra questi vi sono le coste e le piazze della città che sono state sventrate e rapinate da vere e proprie bande di pirati nella prospettiva , errata, di incrementare l’occupazione e la creatività giovanile.Credo che ormai sia tardi e che solo un gesto di rigore possa salvare il Sindaco da una rovinosa caduta dalle rupi costiere.

  2. stancanelli ha detto che, da oggi, invierà gli atti ai giudici prima di firmalri.
    allora dovrebbe fare lo stesso con l’accordo stipulato con la parcheggio europa spa nel 2011.
    Vorrei, inoltre, vedere pubblicato l’accordo o protocollo di intesa con la “parcheggio europa” spa, comunque qualificato, perchè sussiste l’interesse pubblico alla conoscenza del documento.

  3. nella concessione edilizia dovrebbe essere inserito il parere dell’ufficio ecologico del Comune.Ho letto sul giornale della installazione di bagni chimici al servizio dell’opera e quindi furbescamente verrebbe a mancare l’autorizzazione agli scarichi sanitari.
    Ma oltre ai servizi sanitari, sicuramente saranno previste le docce, che scaricano i tensioattivi proprio sul mare dove ci si bagna, per non parlare di reflui da mensa , cucina, oli vegetali usati,ecc.Il Comune o il Sindaco alla fine, da che parte sta in questa vicenda e per questi aspetti specifici attenzionati ??

  4. Io credo che se tutto verrà rispettato a prescindere, senza inquinare il mare buttando rifiuti d’ogni genere, questa struttura non sia poi così assurda…era meglio la spazzatura che prima i “cittadini catanesi” buttavano sugli scogli come fosse una enorme discarica????Gran parte dei catanesi fa quello che gli pare infischiandosene di essere rispettosa verso l’ambiente!!Non si fa mai nulla per valorizzare la Sicilia, per incrementare il turismo, ogni scusa è buona..”salvaguardare la flora”:4 fichi d’india e cespugli bruciati dal sole misti a rifiuti(carte, coppette di gelato, fazzoletti,pannolini, lattine, ecc.)non mi sembrano una flora da salvaguardare!Appena sorge qualcosa..subito polemiche.
    E’ DOVERE di ogni cittadino rispettare l’ambiente a prescindere che ci sia o meno un solarium o bar…allora tutti i ristorantini che sorgono a ridosso del mare(Capomulini per esempio, con terrazze piene di tavoli proprio sugli scogli?)?Poi sta al comune controllare che i rifiuti vengano smaltiti correttamente!Il problema è che dalle nostre parti è IMPOSSIBILE fare qualcosa, perché non ci sarà MAI il rispetto per la città e gli ambienti esterni o interni che siano!
    P.S. In questa struttura c’è il divieto sull’uso dei tensioattivi!
    riguardo i bagni chimici sono l’unica cosa che non volevo trovare,fanno schifo in generale..

  5. Adriana a mio pasre le avevano diagnosticato una malattia difficile da curare come la spazzaturas difficile da eliminare nel lungomare allora cosa facciamo
    o cercheremo delle medicine migliori altrimenti lo occidiamo tu cosa dici?
    dato che la spazzatura non riusciamo a toglierla per cattivi controlli e scarse attrezzature dunque conviene fare dei lidi dove si vedono anche i cessi . e poi no paragonare Capomulini che anche li ci sono problemi paragona catania a Reggio calabria ed il suo lungomare,sai è uno schifo non cè neanche una cabina neanche un cesso che si vede e nemmeno una rete di recinto e nessuna ringhiera vedi quanto sono incivili e stiamo parlando di reggio calabria e non di NEW YORK

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