Si aspettava da un giorno all’altro, e ieri è avvenuto. Ci riferiamo allo sgombero di Palazzo Bernini, dal quale sono state buttate fuori circa 150 persone, rom, rumeni, bulgari, qualche ragazzo africano e, anche, una coppia di italiani, che lo occupavano da un paio di mesi.

Le loro masserizie sono state ammucchiate  sotto i portici, dove presumibilmente molti di loro hanno passato la notte, o portate via con furgoni, mentre squadre di operai inziavano a murare gli ingressi. E’ l’unica risposta che l’amministrazione comunale ha saputo dare allla drammatica situazione di disagio vissuta da queste persone, per le quali non è stata individuata nessuna soluzione alternativa.

Lo sgombero è avvenuto, anche, in conseguenza di una violenta campagna sviluppata contro gli occupanti. Il presidente della Circoscrizione ha parlato di sacca di illegalità, il direttore della Caritas ha detto “abbiamo deciso di non intervenire perché vi è illegalità diffusa che non ci permette di operare. Inoltre, in via Bernini l’occupazione è discontinua e non si può avviare un percorso”. Altri esponenti istituzionali hanno denunciato la diffusa presenza di siringhe.

Una campagna che gli occupanti, supportati dal Collettivo Aleph, hanno respinto denunciando il totale disinteresse delle Istituzioni nei loro confronti, sottolineando, al contrario, il loro impegno, nonostante la penuria di mezzi, per rendere meno fatiscenti i locali. Come abbiamo visto da vari servizi, come quello di Catania Pubblica, le stanze erano state arredate con mezzi di fortuna, ma in modo dignitoso, con letti, coperte e qualche gioco per i bambini.L’acqua veniva presa alla fontana, mentre per l’allaccio all’energia elettrica pare che venisse pagato un canone mensile a chi, abusivamente, ne garantiva la fornitura.

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Rappresentanti del Comune e vigili urbani negano che sia avvenuto uno sgombero. Parlano di avvio dei lavori di muratura degli accessi, un’operazione lunga (20 giorni lavorativi, ha dichiarato ieri a Catania Pubblica il geometra Giuseppe Parrinello) e costosa (30.000 euro) ma niente affatto risolutiva dello stato di fatiscenza dell’immobile. La stessa somma poteva essere impiegata per trovare un tetto agli occupanti e ai loro 60 bambini?

Palazzo Bernini rappresenta uno degli emblemi della ‘cattiva amministrazione politica’,

uno spazio abbandonato di ben 2500 metri quadrati, acquistati alla fine degli anni Novanta dal Comune per collocarvi parte dei propri uffici e risparmiare sugli affitti. Oggi, dopo che le giunte di centrodestra, che governano il Comune dal 2000 hanno contribuito con il loro non intervento al progressivo degrado del Palazzo, la giunta Stancanelli sta cercando di vendere questa struttura fatiscente. Date le condizioni, tuttavia, la gara per due volte è andata deserta.

Si ripete quindi un copione già visto: un edificio abbandonato viene occupato e in parte riutilizzato. A quel punto il Comune si sveglia, lo fa sgomberare, per poi dimenticarsene nuovamente. Come è accaduto altre volte, ad esempio con il Centro Popolare Occupato Experia di via Plebiscito e con la palestra di piazza Pietro Lupo.

Una parte significativa degli occupanti, dopo lo sgombero del palazzo delle Poste (altro edificio pubblico abbandonato al degrado), era stata alloggiata nel campo rom di Fontanarossa, nato nel maggio del 2011 come struttura provvisoria che avrebbe dovuto funzionare per un massimo di tre mesi. Ricavata all’interno di un campo di calcio, questa struttura non ha mai garantito decenti condizioni di vita, e non solo perché lontana dalla Città. Durante l’inverno, infatti, le piogge allagano puntualmente il terreno, facendo correre grossi rischi soprattutto a bambini e anziani. In estate il caldo e la mancanza di spazi adeguati rendono particolarmente problematica la situazione. In effetti, l’Amministrazione Comunale aveva parlato della necessità di istituire un ‘campo di transito’, ma sino ad oggi non è stato fatto nulla.

Chiediamo perciò che, invece di diffondere falsi e pericolosi allarmismi tra i cittadini, a partire da questa situazione complicata inizi una politica del dialogo e del fare, perché a tutti siano garantiti i diritti minimi di cittadinanza.

Collettivo Aleph, Officina Rebelde, Rete Antirazzista Catanese, Arci, Rifondazione Comunista, GAPA, Giovani Comunisti, Movimento Studentesco Catanese, Collettivo di Lettere e Filosofia hanno deciso di presidiare a oltranza il Palazzo Bernini e hanno chiesto un incontro al Prefetto per elaborare soluzioni adeguate.

Per discutere di ciò che è avvenuto e ragionare sui percorsi di inclusione, queste stesse forze politiche e sociali hanno indetto una Conferenza Stampa per questa mattina alle ore 10:30 presso il Palazzo Bernini.

Leggi il Comunicato delle Associazioni

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