Stagione di concerti a Catania, talvolta anche di buona o ottima qualità. Quello di ieri alla Villa Bellini è stato un concerto rock, ma non di un rock qualunque… Lo ha seguito per noi Marcello Gurrieri, giovane dagli interessi poliedrici, che vanno dall’impegno sociale al cinema, all’ecologia, e che ha già collaborato altre volte con Argo.

Ci sono concerti davvero speciali, serate in cui si crea una sintonia tra l’artista ed il pubblico. Serate come quella vissuta martedì scorso alla Villa Bellini. In programma il concerto dei Simple Minds, denominato “5 X 5”, vale a dire 5 canzoni per 5 album scelti dalla band nella lunga storia musicale di Jim Kerr e soci.

E sta qui, a mio avviso, l’unica nota dolente della serata: l’assenza, nella scaletta, dell’album “Street fighting years”, a mio avviso il più bello ed importante della band. Un album che merita un posto di primo piano nella storia dell’impegno sociale in musica. A partire dal titolo, dedicato a Victor Jara, il musicista cileno ucciso dal regime di Pinochet. E poi “Belfast child”, dolcissima e poetica ballad dedicata alla questione irlandese. Ma soprattutto “Mandela day” e “Biko” (scritta da Peter Gabriel), due canzoni chiave della protesta anti Apartheid. Sono intimamente convinto che, se la vicenda sudafricana ha avuto la svolta positiva che ha avuto (il rilascio e l’elezione di Nelson Mandela), una parte del merito lo si debba al contributo di artisti di questo calibro.

Ma i Simple Minds hanno le idee chiare, vogliono una grande festa rock e le ballads di “Street fighting years”, morbide e suadenti, poco si addicono a questo scenario. Così si parte con la festa. Jim Kerr, vedendo le persone sedute, mette subito in chiaro le sue intenzioni, invitando il pubblico ad alzarsi, ballare, partecipare. “Questo è un concerto di rock and roll! Noi siamo di Glasgow!”

Il concerto ripercorre, in ordine cronologico, i 5 album prescelti. Si parte col primo grande amore dei Simple Mind, la New Wave, gli effetti elettronici, il grande spazio destinato alle tastiere, quel suono piacevole ma ancora grezzo dei primi anni ’80. Si procede con quel rock melodico e coinvolgente che ha portato la band a vendere 40 milioni di dischi.

Il pubblico si scalda e va in delirio con l’esecuzione di “Don’t you (forget about me)”. Tutti i presenti accompagnano all’unisono il canto di Kerr. Uno spettacolo di cori e mani alzate, davanti al quale la band decide di allungare il brano a tal punto da dare quasi l’impressione di poterlo tirare all’infinito.

Jim Kerr è sinceramente grato ed emozionato, non finisce di ringraziare ad ogni istante, scatena una risata col suo italiano stentato: “Minchia, fa caldo”. Infine ringrazia, a modo suo, il pubblico, numeroso e caloroso: “Prima volta per noi a Catania. Mai dimentichiamo”.

I Simple Minds trovano anche lo spazio per un omaggio a Van Morrison, suonando una loro versione di “Gloria” e si va a casa provando un senso di grande appagamento, sempre più convinti della bellezza della musica. Accompagna la nostra vita, a volte la ispira, a volte la sostiene. In occasioni come questa ce la fa danzare.

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