Stavolta parliamo di bridge e di una studentessa catanese di Giurisprudenza che grazie a questo intelligente gioco ci rappresenta in Italia e all’estero. Ce la fa conoscere Elena Caruso, un’altra giovane universitaria, anch’essa iscritta in Giurisprudenza. 

Si chiama Federica Buttò, ha 23 anni e vive a Catania, dove frequenta la Facoltà di Giurisprudenza. Segni particolari? Gioca a bridge. Anche se non ama essere definita una «campionessa», Federica ha collezionato numerosi trofei nazionali e internazionali. Ha partecipato all’undicesima edizione del Campionato Europeo Giovanile a Coppie che si è svolto nella cittadina danese di Vejle dall’1 al 6 luglio, e ora si sta preparando per il 14° Campionato Mondiale Giovanile a Taicang, in Cina, dal 25 luglio al 4 agosto.

Al di là di ogni apparenza, il bridge non è un gioco a carte come gli altri ma un vero proprio “sport della mente”, in cui la fortuna non ha gran peso. E’ una passione che le è stata trasmessa dai genitori, anche loro giocatori di bridge: «A 15 anni ho frequentato insieme a un amico un corso tenuto al Liceo “Galileo Galilei”. A 18 anni ho iniziato a giocare a livello agonistico».

L’attività di Federica smentisce lo stereotipo del gioco a carte nel periodo estivo, che evoca le interminabili riunioni pomeridiane di anziane signore. «Sembrerà strano- dice- ma alcuni dei miei più cari amici sono proprio bridgisti! Tutti juniores di Palermo e Roma! Gli Italiani, però, devo ammetterlo, attualmente non sono molti: non saremo più di settanta».

Per Federica questo gioco è una passione che l’ha portata molto lontano, regalandole la possibilità di viaggiare e compiere numerose e stimolanti esperienze all’estero. Vivere di bridge, però, non è tra le sue prospettive future. «Anche se ci sono bridgisti professioni, ai primi posti nel ranking mondiale, che riescono a guadagnare molto grazie agli sponsor io continuerò tra gli juniores, la categoria degli under 25. Dopo giocherò solo per hobby, credo! ».

Nessun riconoscimento dalla sua città, Catania, nonostante Federica sia membro della Nazionale e si sia guadagnata una fama di tutto rispetto tra i bridgisti italiani  e anche tra quelli d’Oltralpe. «I riconoscimenti arrivano dall’interno del contesto bridgistico – Federica è conosciuta tra gli Juniores del mondo – e dai miei amici che credono che sia un genio per il semplice fatto che gioco a bridge!».

Anche se a Catania il gioco non è molto diffuso, il Circolo del Bridge della città dell’Etna, in via Sgroppillo «è uno dei più belli d’Italia» -dice Federica- « Lì campioni che hanno solcato la scena internazionale tengono corsi di alto livello, aperti a chiunque intenda iscriversi!». L’Italia ha una squadra competitiva e, soprattutto, vanta una grandissima tradizione bridgista sia a livello di juniores che a livello open. I primi posti nel ranking mondiale sono occupate solo da coppie italiane.

«A livello agonistico il bridge sottrae tempo ed energie» spiega la campionessa catanese «Quando non ci sono competizioni in vista, mi alleno almeno due volte alla settimana, per non perdere familiarità col tavolo». E sugli appuntamenti internazionali di questa stagione estiva, Federica esprime soddisfazione «Siamo arrivati in finale agli Europei in Danimarca e adesso sono pronta per i mondiali in Cina!». 

Elena Caruso

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