Aria di festa, musica, palchi aperti, banchetti di prodotti biologici, e persino una visita didattica all’apiario, ma anche seminari e molta informazione. Si è svolta così la manifestazione “Tra festa e protesta” di domenica scorsa al Teatro Verde di Macchia di Giarre, nell’Alveo del torrente, organizzata da diverse associazioni ambientaliste e dai comitati No-MUOS di tutta la Sicilia.

Nella mattina, alternato da musica live e danze popolari, il dibattito “Sindaci sul Ring: la salvaguardia del territorio” con la partecipazione del sindaco di Giarre, Teresa Sodano, di quello di Niscemi, Francesco La Rosa, del vicesindaco di Vittoria, Fabio Cavallo e dell’assessore al territorio del Comune di Modica, Giovanni Spadaro.

Al centro dell’attenzione le audizioni parlamentari dell’11 Settembre con le quali i comitati NO-MUOS hanno raggiunto l’obiettivo di mettere sotto i riflettori della politica e della stampa nazionale l’installazione di questo sistema parabolico satellitare ad alto impatto elettromagnetico, con i suoi distruttivi risvolti ambientali e le conseguenze nefaste sulla salute.

Non solo il Muos (Mobile User Objective System) , ma anche le 41 antenne già installate del sistema Naval Radio Trasmitter Facility (NRTF-8) sono pericolose, come è emerso domenica dal dibattito pomeridiano e come sostengono da tempo anche autorevoili esperti del Politecnico di Torino.

Si profila davanti agli occhi dei presenti un nuovo modo di fare la guerra, una guerra tecnologia che si spinge a livelli quasi fantascientifici ma è già in atto, come dimostra la notizia Ansa secondo cui i Droni avrebbero ucciso 4 persone.

Marisa Falcone, avvocata penalista e presidente dell’ADAS (Associazione per la Difesa della Ambientee della Salute), espone i danni provocati dall’esposizione alle onde elettromagnetiche e invita a riflettere sul fatto che molte vite verranno controllate da qualcuno seduto su una poltrona, come in un gigantesco videogioco di guerra reale.

Tra i relatori un grande assente, Antonio Mazzeo, sostituito dal giovane Vincenzo Cummaudo del movimento No Muos di Niscemi, anche lui indagato dalla magistratura dopo il sit-in della prima settimana di Settembre.

Gli amministratori rivendicano la loro azione, “la risposta da parte delle amministrazioni c’è stata”. Il ricorso al Tar di Catania (non accettato) da parte del Comune di Niscemi risale al 1991, periodo d’installazione delle 41 antenne.

Il rischio da contrastare è quello contenuto nel principio “se non è a casa nostra non ci interessa”, contestato da tutti. Questa è una battaglia che si può vincere solo uniti, anche perchè -come viene ricordato- è comunque uno scontro impari con il gigante Golia della potenza militare americana.

L’impegno dei comitati e la buona riuscita della festa dimostrano che qualcosa sta cambiando, cresce la consapevolezza della società perchè un numero sempre maggiore di persone vengono informate.

Per evitare che la Sicilia si trasformi in un’immensa portaerei usata dalle forze armate statunitensi e della NATO nei vari scacchieri di guerra (Medio Oriente, Africa, est Europa), per far sì che la Sicilia smilitarizzata divenga una culla di pace al centro del Mediterraneo, i Comitati di Base NoMuos hanno programmato, nelle varie località dell’isola, momenti di informazione e mobilitazione.

Segnaliamo quelli previsti in provincia di Catania:

Venerdì 28 settembre al Teatro Coppola (via del Vecchio Bastione, 9 CT)
alle 18 presentazione del libro “Un ecoMUOStro a Niscemi” con Antonio Mazzeo e Pippo Gurrieri;
alle 21 cena e concerto con il duo di Paolo Capizzi, il cantaStoria di Ciccio Giuffrida e I Ciauda.

Martedì 2 ottobre
dalle ore 10 presidio informativo all’aeroporto di Fontanarossa (zona arrivi).

Mercoledì 3 ottobre
alle ore 15 sit in di fronte alla base di Sigonella;
alle ore 16,30 incontro interetnico di fronte al CARA di Mineo;
alle ore 19,30 assemblea e concerto a Palagonia.

Ed infine Sabato 6 ottobre manifestazione nazionale a Niscemi

 

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One Response to “No Muos tra festa e protesta”

  1. E’ finita ed è stata cancellata ogni traccia sulla cultura dell’ambiente.Basterebbe guardare le nostre strade e le piazze comprese le coste per capire come i ladri di territorio sono stati gratificati da una classe di ladri al potere e di ignoranti. affetrti da crassa ignoranza.

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