Niscemi, come accadde per Comiso negli anni Ottanta, è oggi al centro della cronaca nazionale. Ancora una volta, purtroppo, si parla della Sicilia per i processi di militarizzazione che la stanno trasformando in una sorta di ‘grande portaerei’ collocata nel cuore del Mediterraneo.

Nella riserva naturale Sughereta (sito di interesse comunitario) della città nissena, dove sono già attive 41 antenne della stazione di telecomunicazioni NRTF, le cui emissioni elettromagnetiche violano sistematicamente i limiti previsti dalla legge, gli U.S.A. hanno deciso di installare il centro di comunicazione satellitare MUOS.

Se questo progetto venisse completato (sino ad oggi sono state costruite le basi che dovranno sostenere le antenne), date le dimensioni di un tale apparato, vi sarebbero drammatiche ricadute rispetto alla salute degli abitanti e all’ambiente circostante. Le emissioni renderebbero, inoltre, inutilizzabile l’aeroporto di Comiso, creerebbero problemi irrisolvibili all’aviazione civile e determinerebbero ulteriori ostacoli allo sviluppo dell’economia locale.

Insomma, siamo di fronte a uno strumento di morte che, calpestando la nostra Costituzione (art.11), verrà utilizzato, in evidente sinergia con la base di Sigonella (resa ancora più offensiva e pericolosa per la presenza dei droni, gli aerei senza pilota), per le cosiddette ‘guerre umanitarie’, ovvero il neocolonialismo della nostra epoca.

Come fu per Comiso, anche in questo caso le più che condivisibili preoccupazioni della popolazione locale, man mano che le caratteristiche del MUOS sono diventate di pubblica evidenza, hanno avuto ragione delle bugie degli apparati politico – militari. Oggi Niscemi è, perciò, diventata un’emergenza nazionale, come la lotta contro il ponte o la mobilitazione dei No Tav.

La manifestazione del 6 è, quindi, un appuntamento condiviso da tutti coloro che vogliono il taglio delle spese militari a favore di un rinnovato impegno dello stato sui temi sociali, che immaginano la Sicilia come culla di pace al centro del Mediterraneo. Nella consapevolezza che non è possibile una credibile politica di pace se non ci si batte per la smilitarizzazione dell’Isola.

Promossa da: Comitato di base NoMuos-NoSigonella-Catania, Comitato NoMuos di Scordia, Comitato NoMuos menenino, Comitato NoMuos OndEvitare Caltagirone la manifestazione, alle quale hanno anche aderito: Open Mind, Red Militant, Cobas Scuola, Rete Antirazzista Catanese, GAS Tapallara, Officina Rebelde, Ass. Antimafie Rita Atria, PdCI, PRC, FAS(Ct), prenderà il via a Niscemi alle 14,30 del 6 ottobre.

Il Comitato Catanese, particolarmente attivo nel promuovere la manifestazione, ha sottolineato che “l’interesse ad un incremento occupazionale e turistico nella nostra isola è diametralmente opposto alla presenza di morte della base di Sigonella, addirittura i voli civili dell’ aeroporto di Fontanarossa sono orientati dal radar di Sigonella, che privilegia le priorità dei voli militari a scapito di quelli civili. Con la prossima chiusura dell’ aeroporto di Fontanarossa (con un traffico mensile medio di oltre 550.000 passeggeri ) i nodi stanno venendo inesorabilmente al pettine”.

‘Nodi’ puntualmente denunciati da Antonio Mazzeo. Sia rispetto alle cifre investite dagli USA su Sigonella (in 15 anni poco meno di un miliardo di dollari), “appannaggio in buona parte della società leader di Lega Coop, la CMC di Ravenna, quella del Dal Molin di Vicenza, dei tunnel della val di Susa e del Ponte sullo Stretto di Messina”.

Sia rispetto al ruolo di Raffaele Lombardo che, “da presidente della provincia di Catania ha autorizzato e finanziato la bretella stradale riservata ai residenti del villaggio Usa di Mineo. Da governatore, dopo aver urlato nelle piazze il proprio No all’Eco MUOStro di Niscemi, ha inspiegabilmente mutato opinione autorizzando la realizzazione del terminale terrestre del nuovo sistema satellitare all’interno della riserva naturale”.

Sia rispetto agli intrecci politico-mafiosi realizzatisi nella più grande stazione aeronavale Usa nel Mediterraneo, se è vero che negli atti giudiziari compaiono  i nomi di Bontade e Santapaola.

Mazzeo riporta infatti alcune dichiarazioni rese da Angelo Siino, noto alle cronache come il ministro dei lavori pubblici di Cosa nostra. “Per quanto riguarda l’acquisto della tenuta di Sigonella devo precisare che ero stato stimolato, dopo un primo acquisto in quella zona, ad estendere la proprietà da Stefano Bontate, questi infatti attraverso Pippo Calò e personaggi di Roma a me sconosciuti aveva la possibilità di avere contatti con gli  americani”.

Sull’affare della più grande stazione aereonavale Usa vrebbero così operato congiuntamente vecchia e nuova mafia siciliana. “Il Bontate mi mostrò una planimetria di ampliamento dell’aeroporto militare che doveva includere la mia proprietà che iscriveva l’intera base di Sigonella. Allorché fu presa la decisione di portare avanti l’affare e avere una maggiore presenza nel territorio di Catania prendevo contatti con Nitto Santapaola e con esponenti mafiosi catanesi”

Infine, la manifestazione esprimerà piena e convinta solidarietà ai pacifisti denunciati per avere osato manifestare, senza chiedere permesso, davanti alla base. Una protesta rumorosa che ha particolarmente infastidito militari americani e forze dell’ordine italiane, forse proprio perché era rappresentativa del rifiuto che la maggioranza della popolazione esprime contro la militarizzazione del territorio.

Per chi parte da Catania, appuntamento alle ore 13 a piazza Alcalà/Borsellino.

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