“La crisi del teatro catanese è un fatto che non lascia margini di incertezza”, scriveva il regista-attore Nicola Alberto Orofino, nel giugno del 2012, invitando il mondo del teatro a interrogarsi sulla qualità del lavoro e delle proposte culturali, perché “ la recitazione e l’ideazione teatrale sono arti faticose, e senza un continuo lavoro di esplorazione di terre sconosciute siamo destinati alla fine”.

Al termine della lettera aperta dichiarava la propria scelta di mettersi in gioco e la propria disponibilità a discutere con chiunque avesse voglia di farlo. “Quello che occorre chieder(ci) è un investimento su noi stessi, ma tutti assieme. Se ci isoleremo e eviteremo di riflettere su questi punti, credo che la crisi sarà irreversibile. Per chi ci sta io ci sono e ci sarò sempre”.

Un appello, e una proposta, che non sono caduti nel vuoto: il 12 ottobre, al Teatro del Canovaccio (via Gulli, 12 Catania), promossa dall’Associazione culturale Etna ‘Ngeniousa, inizierà la rassegna teatrale XXI In Scena, ideata, appunto, da Orofino, con il supporto organizzativo di Egle Doria.

Una proposta che risponde all’obiettivo di “mettere in rete progetti teatrali di artisti professionisti nel campo dello spettacolo che già da tempo operano sulle scene catanesi”. Ogni anno, tutte le opere proposte ruoteranno attorno a un tema conduttore, così da permettere la convivenza di progettualità e modalità operative differenti “nella convinzione che l’eterogeneità sia un fattore imprescindibile per la ricchezza di idee che produce e lo scambio inevitabile che consente”.

Per la stagione 2012-13 è stato chiesto agli artisti di confrontarsi sul tema della crisi, a partire dalle sollecitazione contenute in un celebre discorso di Albert Einstein “Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progresso. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato”.

La rassegna inizierà con

  • IL GABBIANO di Anton Cechov proposto a partire dal 12 ottobre.

Il programma proseguirà

  • dal 16 novembre con L’ALBA DEL TERZO MILLENNIO di Pietro De Silva;
  • dal 21 dicembre con COME PER GIOCO di Marina Intelisano;
  • dal 18 gennaio con LA PORTA di Nicola Costa;
  • dal 15 marzo con LE SERVE di Jean Genet;
  • dal 12 aprile con U’CONTRA di Nino Martoglio;
  • si concluderà con BILICO di Irene Serini, in scena a partire dal 10 maggio.
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