Da un’indagine sull’intestazione fittizia di beni al sequestro preventivo, passando attraverso intercettazioni, dichiarazioni di nuovi pentiti con relativi riscontri. Sono alcune delle tappe delle iniziative intraprese dalla Procura di Catania contro il clan Ercolano-Santapaola, esposte ieri dal Procuratore Giovanni Salvi in conferenza stampa. E ancora, individuazione degli autori di omicidi irrisolti, scoperta di un arsenale militare nella mani di un “pentito” della mafia di Paternò, pentitosi di essersi pentito…

E questo, mentre il TAR del Lazio, a meno di un anno dalla designazione di Salvi a Procuratore della Repubblica di Catania, ne annulla la nomina.

L’arrivo di Salvi in Procura era stato favorevolmente accolto da tante associazioni e cittadini catanesi che avevano auspicato e chiesto la nomina di una persona esterna all’ambiente catanese. Tra i più tenaci l’ex presidente del Tribunale per i minorenni Giambattista Scidà che, fino alla morte (20 novembre 2011), non si stancò di mettere in guardia dalla rimonta di Gennaro, come è puntualmente accaduto (vedi blog di Scidà).

Come si può evincere dalla lettura della sentenza, i due ricorrenti (il Procuratore Generale Giovanni Tinebra e il Sost. Proc. Aggiunto Giuseppe Gennaro) hanno indicato come punto debole nelle motivazioni della nomina il fatto che Giovanni Salvi non avrebbe l’esperienza di lotta alla mafia che possono vantare gli altri due.

Qualche esperienza, Salvi, però, deve averla se dal 1992 al 2002 ha lavorato presso la Direzione distrettuale antimafia di Roma occupandosi, tra l’altro, dell’inchiesta per l’omicidio Pecorelli e delle misure cautelari nei confronti di Pippo Calò.

Altra obiezione: Salvi non avrebbe esperienza di direzione di uffici . E infine: avrebbe dovuto essere nominato procuratore aggiunto a Milano. Nella sentenza, però, si chiarisce che la norma “attribuisce (all’esperienza acquisita) rilievo, nella valutazione delle attitudini agli uffici direttivi di merito, senza che costituisca titolo preferenziale”.

Non spetta a noi criticare o entrare nel merito del provvedimento del TAR. Ma alcune considerazioni da cittadini catanesi possiamo sicuramente farle.

In questo anno di attività il procuratore ha finalmente dato una svolta significativa all’organizzazione dell’attività della Procura, invertendo il trend negativo delle pendenze e incrementando i processi per direttissima. Ha, inoltre, creato un nuovo rapporto della magistratura con la città, eseguendo sopralluoghi nei quartieri a rischio, presenziando alla consegna di beni confiscati alla mafia, partecipando a dibattiti con gli studenti, incontrando la stampa. Soprattutto egli utilizza strumenti giuridici (quale il sequestro preventivo dei patrimoni mafiosi) e privilegia ambiti di intervento (reati ambientali e reati contro la Pubblica amministrazione) che realmente intaccano gli interessi mafiosi e il rapporto tra questi e la cosiddetta zona grigia.

Negli anni passati non abbiamo avuto la percezione che la lotta alla mafia sia stata fatta, a Catania, nella maniera migliore, Non abbiamo dimenticato che Santapaola inaugurava le sue attività commerciali alla presenza di personalità pubbliche della città e non possiamo non ricordare le relazioni tra magistrati e personaggi legati ad ambienti mafiosi, testimoniate anche dalla foto compromettente che vede assieme un magistrato e un mafioso. Il crescente potere acquisito dalla mafia è, d’altra parte, sotto gli occhi di tutti.

Per tutte queste ragioni ci auguriamo che Giovanni Salvi possa continuare la sua opera presso la Procura di Catania, sicuri che chi si è occupato di terrorismo internazionale, della strage di Ustica, degli omicidi Pecorelli, Calvi e D’Antona e di inchieste sui Nar e sulle Br, sia altrettanto idoneo a prendersi cura dei tanti mali di Catania, non guardando in faccia nessuno, per rompere l’alleanza tra mafia, politica e imprenditoria.

Avverso la sentenza, che comunque non individua chi debba essere il nuovo Procuratore ma rimanda al CSM la decisione di riesaminare le posizioni dei candidati, il procuratore Salvi ha fatto istanza di sospensiva e ricorso al Consiglio di Stato.

 

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4 Responses to “Duro colpo ai clan ma il Tar annulla la nomina di Salvi”

  1. Essere stata amica del Presidente Scidà non è soltanto un privilegio ma una fortuna.
    Anche se le sue riflessioni non erano sempre di facile comprensione, egli è stato, per me, un fantastico maestro di vita.
    Titta Scidà mi ha insegnato a decifrare ed interpretare i fatti e i misfatti della città.
    Grazie Titta per avermi fatto i 4 più bei regali della mia vita!
    In merito alla questione del Procuratore Giovanni Salvi, premesso che sono una semplice cittadina, credo che il riscorso sia un fatto normale.
    La meravilgia nasce dalle motivazioni addotte dal Tar del Lazio, dato che la carriera del dottor Salvi ne smentisce i contenuti.
    Linda Russo

  2. Si, Linda, probabilmente il ricorso è un fatto normale (ci vorrebbero, almeno, i presupposti concreti per presentarlo, no?), meno normali mi sembrano le motivazioni del Tar Lazio, che lo ha accolto. Come si può sostenere che Giovanni Salvi non ha esperienza antimafia? I suoi dieci anni di esperienza alla Dda romana non contano nulla?
    Credo che la società civile – tutta insieme, senza alcuna divisione – abbia il dovere, in questa circostanza, di fare sentire la sua voce, come ha fatto prima che il Csm nominasse Salvi al vertice della nostra Procura. Anch’io sono una semplice cittadina, come te orgogliosa per il privilegio di aver avuto come amico Titta Scidà, e come te vorrei che questa città non dimenticasse nulla della sua storia e facesse di tutto per sostenere Salvi, l’unico Procuratore capo che ha dato una svolta vera al Palazzo di Giustizia.
    Titta Prato

  3. Ma siamo davvero sicuri che dietro questa vicenda non ci sia la mano forte di qualcuno che cerca di inceppare la ricerca di chiarezza e pulizia in certi ambienti potenti del catanese, onde finalmente interrompere e colpire l’annoso intreccio tra affari e politica, e rendere migliore la qualità di vita dei cittadini onesti, peraltro contribuenti tartassati?? Qualcuno se lo chiede, non sappiamo se a torto o ragione!! Piuttosto, a Siracusa si è cercato di fare un pò di pulizia nell’ambiente giudiziario, e a Catania come stanno le cose? Proprio tutto è davvero limpido, oppure sarebbe opportuno che gli ispettori facessero anche una capatina?? Vogliamo una magistrattura davvero limpida e trasparente, senza zone grigie, e se occorre, si faccia – e subito – un repulisti!

  4. quando pensiamo di introdurre un principio democratico nel settore della Giustizia istituendo il giudice eletto dal popolo? Sarebbe anche responsabile e non semnplicemente un fantoccio che vive come un alieno.

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