Giovanni Piro è tornato a casa. Nella sua casa, la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo, luogo dell’accoglienza per antonomasia, la sua, ampia, universale, oltre l’ecumenismo.

La salma dell’indimenticato sacerdote, umile e generoso, è stata traslata domenica 14 ottobre dal cimitero di Catania nella chiesa che egli stesso ha contribuito ad edificare e a restaurare, vendendo una sua casa.

E’ stato un iter lungo e complesso ma alla fine la comunità ce l’ha fatta e le spoglie di Giovanni Piro giacciono adesso in un sepolcro accanto all’altare maggiore. La cerimonia della tumulazione, è stata preceduta da una concelebrazione officiata dall’arcivescovo di Catania Gristina insieme al parroco don Alfio Carciola.

Pochi giorni prima era stato presentato il libro “Le pietre di Giannuzzo“, di Eugenio Lombardo, un amico e un veterano della comunità dei santi Pietro e Paolo. Pietra come lavoro, costruzione. Pietra quella di Pietro sulla quale viene costruita la Chiesa. Ma, aggiungerei, pietra come solidità e semplicità. E Giovanni è Giannuzzu e tale resterà sempre, per la madre.

E’ un libro di testimonianze e ricordi e una piccola biografia che ci svela qualche inedito divertente, illuminante. L’infanzia, la vocazione e il sacerdozio, l’adozione -contestata dall’arcivescovo-del clergy man, lo schierarsi con il Concilio Vaticano II, la parrocchia “eretica” dei Santi Pietro e Paolo, le battaglie per la pace e l’impegno per le missioni. Ma soprattutto l’inclusione degli altri e l’attenzione per gli ultimi.”La vita ha un senso solo se la si spende per gli altri“, ebbe a dire una volta a dei sacerdoti africani.

Grazia Giurato che ha avuto – dice nella prefazione – “il privilegio di stargli vicino in quei mesi che per lui sono stati un vero e proprio calvario”, lo ringrazia ancora. “E’ stato un faro – continua – un uomo illuminante. Soprattutto nei momenti difficili, l’ho avuto accanto come padre, fratello, amico”.

In occasione della presentazione del libro, un altro sacerdote, il teologo Pino Ruggieri, così ne ha dipinto i tratti essenziali: “la capacità di accoglienza, il privilegio dato ai poveri, la trascendenza del Vangelo. Quest’ultimo a me sembra il segno più importante che la fede ha scavato nella sua carne e nella sua mente, il vero marchio della sua personalità”. E ancora: “Il Vangelo è la bella notizia che il cuore di Dio è più grande del cuore degli uomini. E Giovanni è uno di coloro ai quali è stato dato di conoscere il cuore di Dio”.

La Chiesa era stata preparata ad accogliere Giovanni. Il 6 novembre 2011 si era concluso un ampio restauro. L’edificio era stata rinnovato, ristrutturato e anche un po’ ingrandito. A renderlo quale adesso è, è stata la generosità dello stesso Giovanni Piro e dei membri della comunità, chè gli enti pubblici non hanno contribuito alla spesa.

La Regione ha stanziato centinaia di migliaia di euro per altre chiese ma ha offerto solo una manciata di spiccioli, 15.000 euro, per la parrocchia di via Siena. Una somma ridicola che la comunità ha deciso di rifiutare visto anche che il finanziamento aveva tutto il sapore di una punizione per le denunce contro corruzione e malaffare.

Mettendo le mani nelle loro tasche i fedeli hanno così raccolto oltre 350.000 euro che sono serviti per la messa in sicurezza dell’edificio, per il rifacimento dell’impianto elettrico e dell’amplificazione e per l’ampliamento di alcune parti della struttura. E’ tornato nell’abside l’altare maggiore e di conseguenza hanno cambiato posizione anche gli inginocchiatoi. Dietro, un grande bassorilievo in bronzo, opera dello scultore Mimmo Girbino, che rappresenta Cristo tra i santi Pietro e Paolo già presente in chiesa ma poco visibile nella precedente disposizione.

Giovanni Piro era nato a Catania il 18 settembre 1929. Entrato in seminario, venne ordinato sacerdote il 23 giugno 1953 dall’arcivescovo Bentivoglio. Dopo un anno d’insegnamento in seminario e di aiuto nella parrocchia S. Maria del Carmelo in Barriera, fu nominato viceparroco alla Divina Maternità a Cibali dove svolse il suo servizio per 7 anni. Il 13 novembre 1963 venne nominato parroco della nuova parrocchia Ss. Pietro e Paolo; nel 2004, al compimento del 75° anno di età, passò il testimone all’attuale reggente, Alfio Carciola, ma rimase sempre in parrocchia. Morì l’11 settembre 2009.

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