COMUNICATO STAMPA

 

Si è costituito a Catania il “ Comitato antifascista catanese NO alla strada Almirante”.

Forze associative, sociali, sindacali, politiche catanesi, con adesioni individuali, propongono l’appello  “la Memoria è viva”.

Come cittadine e cittadini catanesi democratici* ed antifascisti* che risolutamente  si identificano nei valori supremi della Costituzione, nata dalla Lotta di Liberazione dai nazifascisti, siamo indignati della proposta in discussione nella Commissione toponomastica del Comune di Catania di intitolare una strada cittadina a Giorgio Almirante.

Giova ricordare che Almirante fu segretario di redazione de “La Difesa della Razza” dal 1938 al 1943, la rivista che più di tutte teorizzava il razzismo italiano, l’inferiorità degli ebrei e la necessità di  discriminarli.

Successivamente ricoprì la carica di Capo di Gabinetto del Ministro della Cultura popolare nel governo della Repubblica Sociale Italiana, alleata e fattiva collaboratrice della Germania nazista – che perseguiva l’«annientamento» dei nemici razziali -, favorendola nell’occupazione dell’Italia, nella distruzione dell’Europa e nello sterminio di milioni di donne e uomini, oppositori, ebrei, “diversi”, “subumani”. Egli stesso fu attivo in questa “nobile” causa.

Nel dopoguerra, dopo avere ottenuto l’amnistia che consentiva a tutti i cittadini italiani di godere a pari titolo della libertà che la Resistenza aveva conquistato e la Costituzione ora garantiva, fu segretario nazionale del Msi, incriminato, rinviato a giudizio e amnistiato per l’età, per favoreggiamento dell’autore della strage di Peteano.

Chiediamo che la Commissione toponomastica respinga la vergognosa ed inaccettabile proposta.

Promotori:

Alba Anpi Arci Arcigay A.S.D. Rugby Briganti di Librino Ass. Rita Atria Ass. Italia-Cuba

“Casablanca” Catania Città Aperta Cgil Cinestudio Circolo Città Futura Circolo Olga Benario

CittàInsieme Città Felice Cobas scuola Fgci Fiom Gapa Giovani comunisti

Gruppo Memoria e Libertà I Cordai Iqbal Masihl Issico Libera Lila

Movimento Studentesco Catanese Open Mind Glbt Pdci Pd Prc Rete antirazzista catanese

Sel Siciliani Giovani Socialismo 2000 Udi Usb

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4 Responses to “No alla strada Almirante a Catania”

  1. non riesco a capire perchè si debbano lasciare inalterate strade e piazze dedi8cate a Togliatti e negare poi che un’area pubblica venga dedicata ad Almirante. Credo che storicamente Togliatti sia stato più cattivo e pericoloso di un Almirante. Se non altro ha taciuto ignominiosamente sulle violenze e gli orrori che venivano commesse nei paesi dell’Est. Non credete?

  2. vorrei ricordare ai compagni del sodalizio contro ASlmirante che proprio la sinistra piccista e cioè quella legata al vecchio PCI dovrebbe ricordare con orrore di essere stata solidale con i compagni dell’URSS e con il sistema ignobile reso operante in quelle terre. Ha parlato per caso a suo tempo il compagno Macaluso

  3. Perché nella storia italiana Togliatti è un eroe. Il quale ha certamente delle responsabilità storiche (armadio della vergogna, amnistie per i criminali fascisti ecc – come vewde le mie critiche sono un po’ diverse dalle sue) ma è stato in Italia un combattente per la libertà, e questo indipendentemente dal fatto che la sua ideologia possa oggi non essere condivisa.
    Almirante è stato complice della dittatura e ha la diretta responsabilità dello sterminio di persone. La sua colpa non è stata non tacere ma uccidere. E queste sono responsabilità che continuano a restargli anche se la sua ideologia è oggi condivisa dal potere e dall’opinione pubblica. Il fatto che voi abbiate nostalgia del gas nervino sui negri dei lager per gli ebrei e della fucilazione di chi non la pensa come voi non diventa più umano per il solo fatto che siate in tanti.

  4. Il “candore” della gentile Lina Arena è proprio stupefacente.

    Così affermò il giurista Piero Calamandrei, riguardo le radici della nostra Costituzione
    “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra
    Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri
    dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati.
    Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o
    giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.
    E’ proprio per questo che non possono essere intitolate strade a Chi manovrò “ il fucile e le carceri”, a Chi idolatrò il razzismo in Italia, a Chi ( assieme ad altri) consegnò l’Italia, collaborando attivamente, ai nazisti assassini in tanti eccidi di civili in Italia.
    A Catania abbiamo tanti martiri per la Libertà del nostro paese, e Carmelo Salanitro, condannato, deportato ed ucciso ( assieme a tanti altri nostri concittadini) per attività antifasciste contro la guerra del fascismo, alfiere della Pace.
    E’ triste constatare questo inutile e stantio “veleno” contro le radici della nostra Italia.

    Domenico Stimolo

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