“Immaginate una pozza di neve sciolta, vicino alla quale un bambino di appena dieci anni aspetta che vengano a prenderlo per portarlo via: andrà a stare da suo fratello maggiore, organista a Ohrdruf, perché suo padre è morto, otto mesi dopo la madre, e lui non può rimanere solo ad Eisenach”. Così l’attore Cristiano Nocera di “Lavoro Nero Teatro” inizia, con voce calda e appassionata, a raccontare i primi 35 anni della vita di J. Sebastian Bach, genio e colosso della musica tedesca del 18° secolo, padre della musica occidentale cosiddetta “classica” ma ispiratore anche di molti motivi del repertorio “leggero”.

Parliamo del lavoro teatrale “Come Bach”, work in progress, che crescerà e si amplierà col tempo diventando una costruzione comune a cui tutti possono contribuire. In un appello, presente sul sito, si chiede infatti al pubblico di diventare produttore di “ JSB Come Bach”, regalando progetti ed idee, ma anche oggetti concreti, dai costumi alle parrucche, o servizi come i lavori di sartoria.

L’esibizione si è svolta al Teatro Coppola, “Teatro dei cittadini” che si autogoverna e sostituisce al biglietto d’ingresso un contributo volontario: il lavoro “Come Bach” si definisce infatti “coproduzione cittadina” a cura del Teatro Coppola e Lavoro Nero Teatro.

Il racconto della vita giovanile di Bach, affidato all’attore Cristiano Nocera, è stato punteggiato da brani musicali eseguiti dal clavicembalista Enrico Dibbennardo, dal violoncellista Enrico Sorbello e dalla flautista e oboista Johanne Maitre. Autori lo stesso Nocera e Maitre, che ha curato anche la direzione musicale.

Anziché in atti, il lavoro è diviso in “due studi”, ognuno dei quali racconta momenti significativi della vita di Bach: i continui spostamenti per andare ad occupare il posto di organista in diverse corti di duchi o principi, le sue delusioni per il mancato riconoscimento del proprio valore, i periodi in cui studia l’arte del contrappunto e della fuga e gli anni in cui compone il “Clavicembalo ben temperato” (48 preludi e fughe in tutte le tonalità), opera unica nella storia della musica di tutti i tempi.

Quello che più importa agli autori, però, è far vivere e dare spessore non solo al personaggio del grande studioso e compositore, ma soprattutto all’uomo in carne ed ossa, ai suoi sentimenti e risentimenti, ad episodi intimi come l’innamoramento per la prima moglie, l’affetto per i sette figli e la disperazione per la morte di quella giovane donna che li aveva partoriti.

Gli interpreti, in particolar modo l’autore e narratore Cristiano Nocera, sono riusciti a coinvolgere emotivamente il pubblico e hanno fatto sì che ciascuno, ascoltando quelle vicende così umane e vicine all’esperienza comune, si sentisse, in un certo senso, “come Bach”.

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One Response to “Come Bach, work in progress al Coppola”

  1. “Per Bach la musica era religione, comporla il suo credo, suonarla una funzione religiosa.” Con questa frase, Leonard Bernstein riassume l’importanza della fede nelle composizioni di Bach.
    Non solo scriveva le sue opere per la gloria di Dio, ma aveva anche una cospicua biblioteca teologica di circa 100 volumi, tra cui le Tischreden e la Hauspostille di Lutero e altri scritti di teologia protestante
    
Nonostante fosse radicato nella fede protestante, nella sua grandiosa Passione secondo Matteo e nella cattolica Messa in si bemolle Bach dimostra la sua universalità al di sopra delle confessioni.
    Past. Sebastian Zebe
    http://www.chiesaluterana.it/t.....tian-bach/

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