I lavori sono iniziati alla vigilia di Natale, con grande soddisfazione di commercianti e amministratori. Il sindaco Stancanelli ha presenziato con sorrisi dolci come meringhe e la stampa ha documentato. Responsabile unico dell’operazione, l’architetta Marina Galeazzi, sì la stessa che abbiamo conosciuto in occasione dei lavori della villa Bellini dei quali era progettista e direttora.

Partivano i lavori di riqualificazione di piazza Abramo Lincoln affidati alla cioccolateria C&G, aggiudicataria del bando pubblicato lo scorso 17 luglio per la selezione dello sponsor cui assegnare restyling e manutenzione dello spazio pubblico a verde, sicuramente abbandonato per anni al degrado. Il progetto, redatto dagli architetti Mignemi, Cusa e Torretti, prevede la riqualificazione della piazza affidata al privato per un numero consistente di anni. Sarà rifatto pavimento, impianto di irrigazione, aiuole e illuminazione, lavori per 110 mila euro. Inoltre, all’interno dell’area verde sono previste una zona relax, un parcheggio biciclette, un baby parking ed un’area dedicata ai cani. Il tutto a costo zero per il Comune.

E in cambio cosa otterrà la cioccolateria? Sicuramente non di cambiar nome alla piazza come un malaugurato cartello, poi rimosso, con su scritto Piazza C&G, aveva, in un primo tempo, fatto temere. E allora?

Un privato non si carica di un onere non indifferente senza una contropartita e, in ogni modo, la scelta di ricorrere al bando, sbandierata come un ‘modello’ da imitare, testimonia piuttosto come l’amministrazione comunale abbia abbandonato al degrado le vie e le piazze della città destinando -per anni- le risorse pubbliche a scopi clientelari e propagandistici, con assunzioni di ‘amici’ e consulenti, ballerini brasiliani e piste da scii sintetiche nella salita dei cappuccini, iniziative per le quali difficilmente riusciremo a dimenticare l’ineffabile Scapagnini.

Intanto dietro le transenne i lavori fervono. Ma gli ambientalisti hanno già qualcosa da dire.

Ecco il comunicato di LIPU e WWWF Catania

In corso la capitozzatura degli alberi di Piazza Lincoln. WWF e LIPU chiedono lo stop!

Malgrado non ci sia alcun motivo scientifico che giustifichi la capitozzatura di alberi sani, a Catania sovente ad opera di privati è il tipo di potatura che va per la maggiore. Purtroppo non si può dire nulla in caso di terreni privati, in quanto siamo privi di un Regolamento del Verde che vieta, come avviene nelle altre città, la capitozzatura; ma quando il privato invece interviene sulla cosa pubblica questo certamente è da esecrare!

Non si riesce a capire il motivo di tanta brutalità nei confronti di un gruppo di alberi che liberi di crescere per circa trenta anni, avevano formato un piccolo boschetto in piena città. La capitozzatura degli alberi sta avvenendo infatti per rendere fruibile ad un privato la piazza.

I Ficus microcarpa che stanno subendo la mutilazione di tutti i rami avevano creato per anni un microclima fresco in estate (é quello che si prefigge il nuovo Piano Regolatore per combattere i cambiamenti climatici), ombra, un sicuro rifugio per migliaia di uccelli che lì si riunivano per passare la notte al sicuro dei cacciatori e al caldo della città.

E invece assistiamo alla riduzione a moncherini di alberi di prima grandezza possibilmente per fare posto e luce a tavolini di bar che durante l’estate saranno costretti ad aprire ombrelloni per ripararsi dalla radiazione del sole!

LIPU e WWF chiedono al Sindaco On Raffaele Stancanelli e per sua vece alla Direzione del Verde pubblico un immediato intervento per fermare questo scempio ed illogicità climatica ed ecologica e di ricostituire la Consulta del Verde.

Il Presidente WWF Catania, Maurizio Musmeci

Il delegato LIPU, Giuseppe Rannisi

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16 Responses to “Lipu e WWF: Giù le mani dai ficus di piazza Lincoln”

  1. domenico stimolo
    gennaio 8th, 2013 at 13:53

    A lavori compiuti , nel nuovo uso l’utilizzo pubblico della piazza subirà consistenti limitazioni, poiché bisognerà “convivere “ con l’utilizzo commerciale.
    Dopo il parziale mancato scempio della Villa Bellini, grazie all’intervento dei cittadini attivi, che tra l’altro non permisero il taglio degli oleandri in via Di Sanguinino, in questa città ormai quasi desertificata bisogna necessariamente preservare il verde storico della piazza. Già, nella zona, a circa 100 metri dalla piazza, fecero “pulizia”, pur con la denunzia e l’attività di alcuni resistenti civili e democratici, di una consistente area verde con presenza di alberi secolari, per fare spazio ad attività commerciali.

    Bene l’iniziativa di WWF e LIPU. Se il Sindaco non sente bisognerà civilmente presidiare i luoghi del “delitto”.

  2. domenico stimolo
    gennaio 8th, 2013 at 13:55

    p.s. Gli oleandri richiamati sono quelli di Via Di San Giuliano

  3. In piena coerenza con la stanca amministrazione di Stancanelli !

  4. A Catania anche la cioccolata calda profuma di mafia, come la carne di cavallo e i grandi centri commerciali… in compenso l’antimafia catanese si autogratifica di belle ricorrenze lasciando che siano quei fessi degli “ambientalisti” o quegli altri sentimentali “animalisti” a difendere il verde pubblico, i diritti degli animali (cavalli in particolare), la dignità e la vivibilità di un territorio ovvero la dignità stessa di essere e di sentirsi parte di una società civile, che di civile non ha più nulla… Forse l’unica speranza di rivolta civile in questa città sarà possibile solo il giorno in cui saranno gli stessi uccelli di piazza Lincoln o i cavalli delle stalle clandestine o i cani e i gatti randagi a ribellarsi e a rifondare un’altra città, a misura di bambino (come si diceva appena qualche anno fa), ovvero a misura di animale, ovvero a misura di esseri umani…

    Randagio Clandestino

  5. Gli oleandri di via di San Giuliano erano vecchi e malatissimi (cocciniglia suppongo) e sarebbe stato bene sostituirli.
    Secondo me non bisogna mantenere in vita un albero fino allo stremo, per goderne tutti deve avere un bell’aspetto, altrimenti è meglio sostituirlo senza pietismi fuori luogo.

  6. domenico stimolo
    gennaio 9th, 2013 at 00:02

    In un ambito umano ove si cura il verde come le persone ( a Catania….mi scappa una risata, per ambedue “esseri viventi) gli alberi malati si curano, con amore. Non si tagliano, tranne casi propri estremi….come avvenuto per le palme a Catania: prima sono state lasciate morire, poi le hanno tagliate.

    In quegli anni, “fulgidi” ( quelli dell’estirpazione della Villa, degli oleandri e tant’altro) i nostri amministratori guardavano solo al “sodo”………… come diverse sentenze giudiziarie hanno ben bene dimostrato.

  7. Come si può fare in modo di evitare la cosa? Renderla nota è un passo importante, ma ancora più importante è unirsi e trovare un modo di agire insieme per evitare questa cosa… con LIPU e WWF noi cittadini attivi non possiamo fare qualcosa??? La mia domanda è questa…

  8. Salve sono uno dei progettisti

    Dapprima sorridevo quando leggevo i più astrusi commenti sui lavori di piazza Lincoln, li associavo alla catanesità, ossia criticare come atavica indole, oggi non lo faccio più; è amaro sapere di accuse strumentali da parte persino di ambientalisti!
    Chi scrive è per natura e non per integralismo ideologico ambientalista e animalista, lo stesso dicasi per gli altri progettisti. Fin dal primo approccio al progetto abbiamo sempre avuto come obiettivo la valorizzazione degli alberi e la loro TOTALE salvaguardia, al fine di tramandarne la storia.
    E’ agghiacciante che voi confondiate la potatura con la capitozzatura (http://www.google.it/search?q=.....38;bih=605)questo puo’ farlo un passante, ma non addetti ai lavori!!! Tutto ciò è quanto di più lontano dalla verità e dalla professionalità dei responsabili di quelle dichiarazioni! mi indigna.
    I ficus erano morenti, sovraccarichi, il peso dei rami era eccessivo, mai curati da 40 anni e soprattutto NON vi erano uccelli, nè nidi, nemmeno un piccione! Dei 27 ficus, uno era morente e schiacciato da un albero vicino, ma ci siamo comunque opposti al suo abbattimento, i ficus ombreggieranno la piazza come sempre.
    Abbiamo comunque interpellato 2 agronomi come consulenza, la potatura va fatta comunque periodicamente,quindi quanto letto dimostra solo: ignoranza e idiosincrasia. Decine di volte ho fatto parte delle campagne WWW e ricorso alla Lipu, ma ora cosa dovrei pensare? così investite la vostra azione? verso un progetto di riqualificazione del verde esistente?… Che fiducia potrei mai più nutrire verso di loro?
    Un professionista, prima di lanciare strali offensivi, avrebbe dovuto e potuto informarsi coi sottoscritti, persone disponibili ai chiarimenti e totalmente estranei alla politica locale!
    Tutto quanto letto rimane solo un processo alle intenzioni e per giunta macchiato da pregiudizio, un’ennesima occasione per alzare steccati e manicheismi, peccato.
    Saluti
    arch. Cusa

  9. (scusate riposto la stessa dopo avero corretto alcuni errori dovuti all’impeto)

    Salve sono uno dei progettisti

    Dapprima sorridevo quando leggevo i più astrusi commenti sui lavori di piazza Lincoln, li associavo alla catanesità, ossia criticare come atavica indole, oggi non lo faccio più; è amaro sapere di accuse strumentali da parte persino di ambientalisti!
    Chi scrive è per natura e non per integralismo ideologico ambientalista e animalista, lo stesso dicasi per gli altri progettisti. Fin dal primo approccio al progetto abbiamo sempre avuto come obiettivo la valorizzazione degli alberi e la loro TOTALE salvaguardia, al fine di tramandarne la storia.
    E’ agghiacciante che voi confondiate la potatura con la capitozzatura (http://www.google.it/search?q=…..38;bih=605)questo puo’ farlo un passante, ma non addetti ai lavori!!! Tutto ciò è quanto di più lontano dalla verità e dalla professionalità dei responsabili di quelle dichiarazioni! mi indigna.
    I ficus erano morenti, sovraccarichi, il peso dei rami era eccessivo, mai curati da 40 anni e soprattutto NON vi erano uccelli, nè nidi, nemmeno un piccione! Dei 27 ficus, uno era morente e schiacciato da un albero vicino, ma ci siamo comunque opposti al suo abbattimento, i ficus ombreggeranno la piazza come sempre.
    Abbiamo comunque interpellato 2 agronomi come consulenza, la potatura: nei ficusa và fatta periodicamente. Quindi quanto letto dimostra solo: ignoranza e idiosincrasia.
    Decine di volte ho fatto parte delle campagne WWW e appoggiato la Lipu, ma ora cosa dovrei pensare? così investono la loro azione? contro un progetto di…. riqualificazione del verde esistente? Che fiducia potrei mai più nutrire verso di loro?
    Un professionista, prima di lanciare strali offensivi, avrebbe dovuto e potuto informarsi coi sottoscritti, persone disponibili ai chiarimenti e totalmente estranei alla politica locale!
    Tutto quanto letto rimane solo un processo alle intenzioni e per giunta macchiato da pregiudizio, un’ennesima occasione per alzare steccati e manicheismi, peccato.
    Saluti
    arch. Cusa

  10. Giuseppe Rannisi
    gennaio 15th, 2013 at 22:27

    Gentile architetto Cusa,
    se Catania avesse avuto un Regolamento del Verde non si sarebbe potuto potare in quel modo.
    Si dovrebbe imparare che il verde in città ha diverse funzioni oltre a quella tradizionale di arredo urbano.
    Lei dice che:”I ficus erano morenti, sovraccarichi, il peso dei rami era eccessivo, mai curati da 40 anni e soprattutto NON vi erano uccelli, nè nidi, nemmeno un piccione! Dei 27 ficus, uno era morente e schiacciato da un albero vicino, ma ci siamo comunque opposti al suo abbattimento, i ficus ombreggeranno la piazza come sempre”.
    Mi dispiace che Lei non si sia accorto del posatoio serale di passeriformi (Ballerine bianche, Fanelli, Verdoni, Verzellini, Cardellini e Passeri) che a migliaia ritornavano per passare in città le notti invernali al caldo ed al sicuro da predatori. Col trattamento effettuato inoltre non avrebbe potuto vedere nemmeno un nido di Gazza! Eppure i Colombacci avevano già iniziato a nidificare, e non ve ne siete accorti. Il verde ha una funzione biologica,faunistica e culturale contribuendo alla biodiversità all’interno della città.
    I Ficus, tutti insieme e con il grande apparato fogliare, oggi purtroppo molto ridotto, consentivano non solo quello che Lei considera come funzione importante, cioé l’ombreggiamento, ma soprattutto grazie all’evapotraspirazione del gruppo compatto di alberi si aveva un abbassamento della temperatura, contribuendo a mitigare le alte temperature estive e quindi a migliorare la vivibilità della piazza. Non è solo una questione di ombra ma una questione ben più complessa. Un albero da solo non modifica il microclima, ma 27 insieme si.
    Non abbiamo visto alberi morenti o col peso eccessivo dei rami: erano lì da 40 anni e non essendo stati mai potati o capitozzati non presentavano parti legnose esposte agli agenti atmosferici che potessero marcire e quindi ridurne la sicurezza.Qualche intervento di potatura andava certamente fatto ma con molta parsimonia e soprattutto evitando di interrompere la continuità del gruppo, che ora si trova smembrato in due filari separati da un’ampia fascia centrale assolata.
    Posso continuare su altri aspetti di tutela/impostazione del verde ma penso che quanto indicato sia già sufficiente per respingere l’accusa di pretestuosità da Lei lanciata.
    Come LIPU e WWF siamo sempre a Sua disposizione o di chiunque lo chieda per diffondere una nuova cultura del verde, gratuitamente.
    Cordiali saluti
    Giuseppe Rannisi – LIPU Catania

  11. Gentile Rannisi, apprezzo il tono diverso e più professionale.
    Quotidianamente subiamo in maniera pacifica e silente accuse da tutte le parti, giorni addietro un signore è entrato in cantiere di soppiatto e indicando il buco lasciato da una botola ci accusava di aver estirpato un fusto e correva a denunciarci… Ammetterà che questa superficialità è accettabile quando si tratta di un passante, lo è meno se si tratta di associazioni (che stimo e che spesso ho aiutato) per le quali dò per scontato che antepongano la verifica della notizia allo scalpore da essa creato.
    Le ripeto, intervento di potatura fatto con la consulenza di 2 agronomi.
    Inoltre posso assicurare che bazzichiamo la piazza da molti mesi e ci stupiva il fatto che nonostante la chioma, non ci fossero uccelli. La squadra di intervento (three climbers, agronomi e amanti della natura) invece era a conoscenza che sui ficus (eucaliptus, etc.) difficilmente si trovano nidi o uccelli. Nulla toglie che non siamo dei buoni osservatori, ma in ogni caso voglia almeno ammettere che la parola “capitozzatura” è stata quantomeno una forzatura fuori luogo.
    Le ripeto, oltre ad essere dei professionisti siamo anche convinti ambientalisti, estranei alla politica e men che meno alle mafie di qualsiasi genere, espressione e lignaggio (ahimè! associazione questa sì gratuita e seriamente offensiva).
    L’obiettivo principale del progetto è stato quello di avvalerci del valore dato dai ficus presenti (altro che scempio!)i quali versavano in uno stato di abbandono, con alcuni rami imbarcati, vittima del loro stesso peso. Fra 2 -3 mesi la chioma ricrescerà più strutturata di prima e immagino ridarà ricovero e riposo alle specie da Lei citate.
    Ritengo di aver anche abusato della generosità concessa da questo spazio e mi auguro che in futuro la cittadinanza attiva si schieri sempre meno per partito preso e dia più credito all’approfondimento dell’informazione e al confronto con le parti.
    cordialmente
    Arch. Cusa

  12. Gentile Arch. Cusa, le chiedo quali accorgimenti tecnici sono stati messi in essere per soddisfare le considerevoli esigenze idriche e le altrettante esigenze di scambio gassoso delle piante di piazza Lincoln? Immagino che la ricerca di una soluzione appropriata sia stata opera difficile considerato l’elevato indice LAI e la considerevole ET.
    La ringrazio anticipatamente per la risposta che vorrà fornire.
    Giovanni Greco
    Dottore Agronomo, libero professionista

  13. Cortese dott. Greco

    non capisco allora come scambiassero le piante prima del nostro intervento…..(veda https://www.facebook.com/groups/113614538697831/500822419977039/?notif_t=group_comment#!/media/set/?set=a.167484900072125.1073741827.166688376818444&type=1) era già abbastanza cementato e impermeabile. Riguardo alle sue domende tecniche, la informo che abbiamo agli atti una relazione redatta ad hoc da un suo collega che ovviamente non possiamo qui riprodurre. Nel caso volesse approfondire chieda la mia mail in privato alla redazione e vi metterò in contatto
    cordialmente
    arch. Cusa

  14. Passero Solitario
    marzo 26th, 2013 at 18:34

    Non entro nel merito estetico della nuova piazza, ogniuno esprima il suo giudizio.
    Ritengo utile ogni critica costruttiva, ma non sopporto i contestatori ad ogni costo, i predicatori a posteriori del “si poteva fare meglio se solo ci averrero interpellato”.

    Vi prego risparmiateci dal dispensare od orologeria lezioni di botanica, biologia o ecologia. Dove stavate fino ad un mese fà?
    Io no ho mai visto nessuno di questi soloni del WWF e Lipu o illustri agronomi, autoproclamatisi unici depositari della scienza esatta, seduti in piazza Lincon ad osservare ” le migliaia di uccelli che lì si riunivano per passare la notte al sicuro dei cacciatori e al caldo della città” o godersi “il microclima creato dall’evapotraspirazione dagli alberi” dissertando delle esigenze di scambio gassoso delle piante in rapporto all’elevato indice LAI e la considerevole ET”.

    Piazza Lincon era ridotta un immondezzaio, strangolata dal traffico e dalle macchine in sosta selvaggia, gli unici animali che la frequantavano erano i cani che i loro padroni li portavano a cag..re.
    Tutto questo non da ieri ma da almeno 15 anni.

    Si poteva fare meglio?…. Certo tutto si può fare meglio soprattutto se non si fa nulla!

    Il problema è che in qualsiasi posto al mondo l’intervento di ripristino l’avrebbe dovuto fare il comune nell’ambito dei consueti interventi di manutenzione straordinaria.

  15. Arch. Cusa, il suo post é intriso di pregiudizio!
    Chi, ad una domanda, risponde con altra domanda certamente o non conosce la risposta o adotta questa strategia per mettersi sulla difensiva.
    Nel suo caso, alla mia mera richiesta di esplicitare gli accorgimenti tecnici messi in essere per soddisfare alcune esigenze fisiologiche delle piante lei risponde (domanda) con un implicito “…e allora, prima?…”. Ciò non c’entra nulla. Ciò nasconde maldestramente la necessità di mettersi sulla difensiva.
    Arch. Cusa, io non pretendo di visionare atti o elaborati di alcun tipo ma ho chiesto, nell’ambito di un pubblico blog, di fornirmi semplici risposte ad altrettanto semplici domande anche se, quest’ultime, esprimano una connotazione squisitamente tecnica.
    Evidentemente, il gran clamore che il recente intervento su piazza Lincoln ha suscitato alla cittadinanza ha scosso sin dalle fondamenta la sua (vostra) anima professionale tanto da indurla ad assimilare semplici richieste tecniche tra colleghi a mere pretenziose occasioni di indurre in fallo l’autore del citato intervento.
    Arch. Cusa, la ringrazio per il nulla da lei prodotto sul precedente post e non si disturbi a replicare poiché il mio tempo (come il suo, del resto) é prezioso e ritengo di averne già impiegato abbastanza per la questione.
    Giovanni Greco

  16. Passero Solitario
    marzo 27th, 2013 at 11:14

    Dott. Greco,
    devo complimentarmi innanzitutto per il tono arrogante e supponente che impregna dai suoi scritti.
    Mi perdoni l’ardire,senza voler minimamente ledere il suò sacrosanto diritto di critica, ma non capisco che senso abbia chiedere pubblicamente informazioni tecniche che la stragrande maggioranza di coloro che leggono, sconosce completamente. E per cosa poi, forse per soddisfare solo la sua curiosità di agronomo…… no non credo!
    Sono certo che qualsiasi valore la avessero comunicato sarebbe sicuramente stato a lei non soddisfacente.

    Le richieste di chiarimenti tecnici tra colleghi sono lecite nella normale dialettica professionale e nell’ambito dei rispettivi ruoli e competenze, non quando, e lo si evince chiaramente dal tono, hanno il solo intento di esporre il “collega” di turno ad un pubblico processo su argomenti poi la cui comprensione sfugge ai più.
    Le chiede ad un architetto di botanica, le è gia stato risposto che ci si è affidati alla consulenza di un suo collega agronomo, credo che basti. Altrimenti si procuri la relazione e se la legga ed eventualmente ne discuta con il collega.
    Cordialmente….

    ps. se il suo tempo è cosi prezioso, cerchi di impiegarlo al meglio evitandoci certe sue esternazioni.

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