Dopo il tanto discusso decreto legge (Il Sole24Ore) che affiderebbe alla società guidata da Impregilo la costruzione del corridoio che collega l’uscita dell’autostrada al porto di Messina, la stessa società avanza istanza di risarcimento: non 30 milioni come asseriva il Ministero per le Infrastrutture, non una somma oscillante tra i 300 e i 500 milioni come dichiarava Pietro Ciucci, Commissario straordinario per il Ponte sullo Stretto, bensì 800 milioni perché all’ipotesi peggiore relativa alla penale si aggiungono i costi della smobilitazione.

Abbiamo già scritto sulle responsabilità di Pietro Ciucci, che con le modifiche introdotte al contratto ha messo la società Impregilo nelle condizioni di richiedere 800 milioni di risarcimento.  “Nel 2006 – scrive Il Fatto Quotidiano – le penali scattavano 540 giorni dopo l’approvazione del progetto da parte del Cipe, dal 2009 scattano proprio se il Cipe non approva. Un capolavoro di cui lo stesso Ciucci ha dato conto pochi giorni fa in audizione al Senato. Ha detto che le penali da pagare adesso sono tra i 353 e i 508 milioni, ai quali vanno aggiunti: le prestazioni eseguite fino al momento del recesso, i costi di smobilitazione del cantiere, le eventuali maggiori richieste di danno avanzate da Eurolink. Altri 350 milioni, stima Ciucci”.

Quando il Governo, anziché rescindere unilateralmente il contratto, ha dato incarico alla società Stretto di Messina di acquisire il parere del CIPE e verificare la disponibilità di finanziatori privati, ha di fatto mantenuto in piedi (Quel che resta del Ponte, le penali da pagare) una società inutile, formata da oltre 50 dipendenti. Si era sperato che lo scopo fosse quello di ridurre l’eventuale penale da pagare: 30 milioni anziché 500. E che l’affido del corridoio alla società Impregilo – come abbiamo ipotizzato nello stesso articolo – fosse un modo per addolcire la reazione della società affidandole una commessa di importo consistente anche se relativa ad un lavoro non prioritario.

Bene. Oggi sappiamo che la società ha chiesto un risarcimento di 800 milioni circa.

E allora. A che gioco giochiamo? Il governo, che da ora fino alle elezioni si occuperà solo di normale amministrazione, avrà nella sua agenda la riduzione del danno e la ricerca dei responsabili?

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One Response to “Ponte sullo Stretto, il danno e la beffa”

  1. Giancarlo Consoli
    gennaio 11th, 2013 at 10:40

    non un centesimo agli organizzatori (eurolink -impregilo) della TRUFFA-ponte, arresto di pietro ciucci e complici a qualsiasi livello e confisca dei beni per risarcimento danni nei confronti dei cittadini onesti che pagano le tasse, PARASSITI E TRUFFATORI IN GALERA!

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