“I siciliani sappiano – afferma il governatore della regione Rosario Crocetta– che il governo siciliano non farà alcuno sconto sulla salute dei cittadini e, nel giro di qualche giorno, il provvedimento di sospensione dei lavori e della messa in mora dell’esercizio dell’ impianto Muos sarà emanato”.

Non siamo ancora alla parola fine, chissà quanti altri ‘colpi di coda’ dovremo aspettarci, ma chi, a Niscemi e in Sicilia, con impegno e tenacia ha continuato a battersi contro il famigerato sistema satellitare oggi ha più di un motivo per essere soddisfatto.

Anche perché le chiare affermazioni e gli impegni assunti da Crocetta sconfessano il governo dimissionario dei Professori che, attraverso la ministra Cancellieri, aveva definito il MUOS un “sito di interesse strategico per la sicurezza nazionale e degli alleati” aggiungendo che non sarebbero stati tollerati “comportamenti che impediscano l’attuazione delle esigenze di difesa nazionale”.

Un chiaro avvertimento per convincere i Comitati No Muos a smobilitare. Un attacco diretto, soprattutto, a bloccare le azioni di disobbedienza civile, e pacifica, da settimane messe in atto con successo (tanti camion sono dovuti tornare indietro) da centinaia di cittadini che hanno organizzato un presidio permanente nei pressi della base.Azioni che hanno mantenuto i ‘riflettori ben accesi’, contribuendo alla continuità della mobilitazione.

Per la Ministra, evidentemente, poco vale che quei manifestanti esprimano con le loro azioni la volontà di larga parte della popolazione, é più importante tenere fede agli impegni con il governo statunitense, presi a suo tempo da La Russa e Lombardo.

Che da tali impegni scaturiscano gravissimi danni alla salute, pericoli per il traffico aereo civile e la definitiva trasformazione della Sicilia in un’immensa ‘portaerei’ per la Cancellieri é, evidentemente, il giusto prezzo da pagare.

E così, nonostante l’Assemblea Regionale Siciliana si fosse pronunciata all’unanimità per fermare i lavori, nella notte fra il 10 e l’11 centinaia di poliziotti e carabinieri, in tenuta antisommossa, hanno scortato e sono riusciti a fare entrare nella base, nonostante la resistenza dei NoMuos, un convoglio composto da sei tir e due gru fornite a nolo dalla Comina srl.

Se con questa prova di forza il governo sperava di proseguire senza ulteriori intoppi verso l’ultimazione dei lavori, sembra, sentendo le parole di Crocetta, aver sbagliato clamorosamente i calcoli.

La realtà dà, invece, ragione ai NoMuos che, nonostante la ‘sconfitta notturna’, avevano scritto: “Il coordinamento regionale dei comitati NoMuos precisa che l’entrata delle gru, funzionali al completamento della costruzione delle antenne paraboliche, non rappresenta una sconfitta ma l’inizio di una nuova lotta ancor piú determinata e incisiva”.

La revoca dei lavori non è stata ancora ottenuta, ma siamo sicuri che chi in quest’ultimo periodo ha dato vita con tante energie al presidio permanente non vorrà lasciare l’opera a metà. Auspicio fatto proprio da una parte significativa del movimento culturale siciliano (‘I teatri occupati’ Coppola –CT, Garibaldi – Pa, Pinelli –Me) che in riferimento a quanto accaduto scrive: “Il governo nazionale sottolinea con questa scelta autoritaria e repressiva di non tenere in alcun conto né la popolazione siciliana, né l’Assemblea che dovrebbe democraticamente rappresentarla.

La realizzazione dell’ennesima base americana sulla nostra isola aggrava la già pesante militarizzazione del territorio, oltre che scatenare sempre più legittime preoccupazioni sui rischi per la salute delle persone e l’ambiente. I veti amministrativi riguardano le istituzioni. Di fronte all’aggressività del governo centrale rivendichiamo come cittadini l’urgenza civile di opporci alla cancellazione della dignità di un’intera isola”.

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