Una città di mare che del mare poco si preoccupa, questa è Catania. Se ne occupano poco i cittadini, perchè non considerano, in genere, il mare come una risorsa e perchè sono tenuti all’oscuro di molte manovre che riguardano strutture marittime come il porto.

Forse solo gli esperti del settore sanno, ad esempio, che il porto di Catania è oggi amministrato da un commissario straordinario, Cosimo Aiello, che ha recentemente presentato un Piano regolatore portuale, da anni mancante, alla conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale, come pubblicato da La Sicilia del 23.01.2013.

Il Piano è stato prontamente contestato dal Comitato Porto del Sole, che -nel Comunicato che oggi pubblichiamo- mette in discussione i singoli punti e ne denuncia le irregolarità, a partire dalla prospettata riduzione dei volumi ‘immobiliari’ previsti dai progetti di porto turistico, a nord e a sud del Porto.

La riduzione delle costruzioni previste dai progetti non è infatti considerata una conquista, non solo perchè la cementificazione resta eccessiva, ma soprattutto perchè viene di fatto consentita l’elevazione di edifici non previsti dalla legge, che ammette solo “approdi per il diporto”.

Così come è concepito, questo Piano appare -a detta del Comitato- una sorta di sanatoria delle violazioni di legge già avvenute. Tanto meno si dovrebbe sollecitare la sua approvazione da parte del Consiglio Comunale, che potrebbe oggi non avere la stessa saggezza dimostrata nel 2007 dalla IV Commissione che ritenne opportuna una bocciatura.

Nel Comunicato viene inoltre ribadita l’opposizione alla “darsena traghetti”, definita invece da Aiello “chiave di volta di questo piano di sviluppo”.  Il Comitato Porto del Sole la bolla come insensata e causa di enormi sprechi di denaro pubblico, un vero pozzo senza fondo, essendo stata progettata su un fondale sabbioso che necessita di enormi sbancamenti e di una continua e costosissima manutenzione.

Sulla darsena sono puntati da tempo gli occhi degli ambientalisti, anche per sospette irregolarità (riguardanti in particolare il torrente Acquicella), più volte denunciate, fino all’esposto alla  Procura della Repubblica, presentato a dicembre da un gruppo di associazioni (Cittàinsieme, Libera,  WWF, LIPU, Salviamo il Paesaggio e Comitato Porto del Sole).

Ecco il testo integrale del Comunicato:

Il Commissario portuale Cosimo Aiello su ben quattro colonne di stampa locale elenca oggi il suo programma. Eccolo in sintesi :

  1. usi urbani di oltre il 50% delle banchine del porto;
  2. la riduzione ad un chilometro e quattrocento metri della cinta portuale ex doganale;
  3. l’eliminazione di 30 mila metri cubi di edifici del porto turistico a nord fuori dal porto;
  4. la riduzione a “soli” 72 mila degli edifici del porto turistico a sud “ex Caltagirone”;
  5. la destinazione a verde del 51% delle aree fuori dalla cinta doganale;
  6. la possibilità per i cittadini di “andare in gita e trascorrere il tempo libero” sulla nuova darsena;
  7. la riduzione alla metà della cubatura prevista in 200 mila mc. di edifici alti 12 ml. sulle banchine.

Il dott. Aiello tuttavia, anche se sprovvisto della necessaria “ massima e comprovata qualificazione professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale” prescritta dalla specifica L.84/94, dovrebbe ben sapere che il compito di un Commissario portuale non è ridurre volumi immobiliari ma rimuovere le anomalie sia complessive che di settore perduranti nel pubblico bene a lui affidato.

Non può disconoscere o aggravare tali anomalie come dimostra il testo di stampa, infatti:

A sub 1) – nessun uso urbano delle banchine è previsto dalla specifica legge portuale 84/94 ;

B sub 2) – la “riduzione” ad un chilometro e rotti della cinta portuale lungo la via Colombo costituisce il mantenimento della stessa cinta e del lungo degrado urbanistico e sociale da lungo tempo causato ai quartieri a sud di Catania;

C sub 3) – la eliminazione degli edifici di porto turistico a nord fuori dal porto, compete al Sindaco e non ad un commissario;

D sub 4) – i 72 mila mc di edifici a sud restano comunque abusivi prima che eccessivi, poiché la L.84/94 permette semplici “approdi per il diporto” ben diversi da “porti turistici” muniti di edifici di servizio o residenziali ;

E sub 5) – divellere il 51% delle banchine portuali per farne aree a verde non rientra fra gli scopi mercantili istitutivi previsti dalla predetta Legge;

F sub 6) – la darsena dal pesante costo iniziale di 100 mln. di Euro è stata giustificata ai contribuenti come necessaria ed urgente per sviluppare il trasporto merci. Piacerebbe che il simpatico Commissario Aiello spiegasse ai cittadini il loro divertimento a scansare nel “tempo libero” i container e gli autotreni su tale darsena;

G sub 7) – Piacerebbe sapere dal Commissario Aiello l’ eventuale uso dei 100 mila mc. di edifici sulle banchine che risulti mercantile e legittimo.

Risulta inoltre strano che tale Commissario abbia chiesto audizione ai Capigruppo Consiliari, presentando loro lo stesso piano portuale che fu bocciato nel 2007 dalla competente IV° Commissione Consiliare ed evitando di dare soluzione ai rilievi operati dalla stessa IV° CCP nel Settembre scorso sulla proterva ripresentazione dello stesso piano .

Ancora più strano che abbia chiesto a detta CCP di proporre al Consiglio Comunale la approvazione sollecita di tale piano in attesa che la Autorità Portuale commissariata o meno che sia in futuro, voglia rimuovere un giorno le criticità rilevate.

Tutta Catania oggi è in attesa che il porto diventi quello stesso “presidio di legalità” auspicato dal Commissario Aiello, che interrompa la gestione che fu definita in Commissione Nazionale Antimafia “porto delle nebbie” e che rinunci finalmente alla predisposta speculazione immobiliare sulle pubbliche banchine di fatto privatizzate per usi impropri.

Occorre cominciare con il fare giustappunto “presidiare legalmente” il porto da persona in possesso dei prescritti requisiti professionali di Legge e rispettosa della stessa; continuare promuovendo il lavoro e l’economia sostenibile con il diporto, le crociere, la pesca turistica e professionale; tutte attività che non abbisognano di Autorità Portuali nate e sopportate in Italia per quel loro scopo prioritario mercantile, a Catania mai raggiunto.

Che decidano una volta per tutte il promotore di legalità e chi con lui dice di volerla promuovere, da che parte stare.

Comitato Porto del sole

Catania, 23.01.2013

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10 Responses to “Porto, un piano per sanare le violazioni?”

  1. Tutto bene, e allora data l’incongruenza legale della presenza di questo commissario , sia per la sua incompetenza del settore e per il conflitto di posizioni amministrative ( legge sulle motivazioni del suo baby pensionamento), e dato che al momento oltre a cercare di accattivarsi le varie presenze politiche del territorio ha prodotto solo la fuga della MSC giustificando gli alti costi con l’ottimo servizio ( vedere la situazione di manutenzione e pulizia uno schifo ) ed a scardinare qualsiasi processi produttivo di ciò che rimaneva dell’autorità portuale, cosa si aspetta a dargli il foglio di via.
    Forse i vari politici v. Berretta o Stancanelli che un giorno fanno del porto una battaglia per catania e poco dopo danno lo sta bene a questo alla conferma di questo professionista del settore faranno mai qualcosa di costruttivo per la città ?

  2. AL COMITATO PORTA DEL SOLE

    Ma il Governatore Crocetta di tutta questa situazione dell’Autorità portuale di Catania cosa ne pensa, dato che sta dando il suo contributo per le Aut. Port. di Palermo e Messina.
    Perchè non contattarlo e renderlo partecipe in parte attiva di ciò che accade dato che i suoi rappresentanti locali non si muovono.

  3. E normale che certi giornali lo sponsorizzino, ormai Aillo passa più tempo con imprenditori-editori che non lavorando per il motivo del suo incarico.

  4. ALLA REDAZIONE DI ARGO

    Siete invitati data la neutralità ad oggi dimostrata a fare una visita turistica del porto e visionare direttamente l’alta qualità dello stato del porto che come detto dal commissario giustifica gli alti costi motivo della fuga della MSC dallo scalo catanese, ed a valutare direttamente l’operatività degli uffici dell’Autorità Portuale.

    Un operatore schifato

  5. RISPONDO A GIOVANNI

    Spiacente deluderti ma la regione sicilia appoggia la sua conferma come prossimo presidente dell’Autorità portuale di Catania

  6. cARO dAVIDE MA COSA SPERI CIANCIO GLI HA ORDINATO COSI’ E aiello SARà IL PROSSIMO PRESIDENTE DELL’AUTORITà PORTUALE, triste ma siamo in Sicilia.

  7. Scusate ma per decreto ministeriale il commissario dell’autorità portuale di catania non doveva concludere oggi il suo mandato ? O verrà premiato con la conferma aal presidenza dello stesso ente come premio per i misfatti fatti in soli 6 mesi per sua diretta ammissione di non competenza del settore ?
    Mi auguro che la vecchia politica delle poltrone regalate sia una regola in scadenza. Catania vorrebbe ricrescere e non affogare nelle mani di burocrati sponsorizzati.

  8. L’autorità portuale di Catania ormai puzza e tanto di giochetti per la conferma del posto di presidente, una persona che per sua ammissione è incompetente del settore portuale e la condizione ad oggi dell’ente lo dimostra, viene prorogata fino al 17 agosto 2013 per appianare il marasma politico e poter essere confermato come presidente, nel frattempo il declino totale del porto con incompetenza anche dei dirigenti ed inregolarità, una delle tante la mancata graduatoria del concorso di cui vincente sarà il sig. Semeraro che per legge ministeriale dovrebbe essere pubblicato sul sito dell’ente, che si guarda bene come tante altre cose di svolgere le sue funzioni regolari ma che si cura solo di propagande personali.

  9. L’AUTORITà PORTUALE DI CATANIA a in corso un concorso per amministrativo con scadenza tra 2 giorni, per legge deve pubblicare sul proprio sito istituzionale la graduatoria e gli estremi concorsuali, ma come sempre il commissario Aiello decide di omettere le regole e la sana gestione e meno male che trattasi di uomo di governo sostenuto sia dal PDL E PD CATANESE.

  10. Anche il consulente del Teatro Bellini dott. Cosimo Aiello pare non abbia visto per anni i dipendenti che timbravano ma non entravano al lavoro. Pare non abbia visto prima e continui a non vedere oggi tali reati e continui a percepire il corposo assegno di 48 mila Euro l’anno quale consulente in aggiunta all’altro assegno almeno pari di baby pensionato regionale. Il tutto in aggiunta all’assegno annuo ben più corposo di non meno di altri 100 mila Euro quale commissario del Porto, dove già da un anno lo stesso dott. Aiello continua a non vedere i lavori abusivi che hanno devastato la Plaia in assenza del prescritto volere della cittadinanza e dove continua ad ignorare le altre gravi irregolarità contenute nel dossier in Commissione Parlamentare Antimafia dal titolo “Porto delle Nebbie”.
    Però il caro commissario Aiello licenzia per irregolarità burocratiche in tronco dei padri di famiglia a 800,00 al mese.
    Del resto deve risparmiare.

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