Con un numero ridotto di pagine, trasformato da settimanale in mensile, torna in distribuzione Catania Possibile, il giornale cartaceo (filiazione dell’Isola possibile) che nel 2008 tentò l’avventura del freepress impegnato, riuscendo però a sopravvivere solo per due anni.

Lavoro, urbanistica, giustizia, volontariato, sport, il settimanale teneva aperti gli occhi (come del resto cerca di fare Argo) su quello che in città non andava ma raccontava anche le esperienze positive che maturavano in vari ambienti, dal teatro con i disabili al rugby nel quartiere di Librino.

La distribuzione era faticosa, ma permetteva ai redattori (che la facevano in prima persona) di mantenere i contatti con le scuole, le facoltà, i negozi, i sindacati dove veniva lasciato un certo numero di copie perchè chi voleva potesse prenderle e leggerle. Qualcuno si metteva a distribuire anche ai semafori, soprattutto al mattino, e vedeva con piacere che spesso passanti e automobilisti tendevano la mano per ricevere quei fogli che ormai conoscevano e consideravano interessanti.

E poi era gratis… Come tutti i free press, Catania Possibile avrebbe dovuto, infatti, vivere della pubblicità, ma le entrate pubblicitarie rimasero molto limitate, quindi, una volta esaurite le risorse fornite da qualche finanziatore privato e dal CSVE, la pubblicazione fu interrotta.

A fare conoscere il giornale aveva contribuito la vicenda del numero zero (luglio 2008), fatto circolare quando la testata era ancora in attesa di registrazione, di cui fu chiesto il sequestro per ‘stampa clandestina’. A fare la denuncia, e a querelare il direttore responsabile e uno dei redattori, era stato l’avv. Fiumefreddo, difensore di una famiglia di imprenditori che non aveva gradito un articolo critico su un progetto riguardante la scogliera di Ognina.

Dopo questa imprevista “pubblicità”, il settimanale – che nel frattempo era stato registrato – iniziò regolarmente le pubblicazioni a partire da ottobre 2008. Sul numero zero campeggiava in prima pagina il titolo “Tutti i processi di sant’Agata” e sul primo numero si dava notizia del rinvio a giudizio di alcuni appartenenti al clan Santapaola -Mangion, a conferma dei sospetti di infiltrazioni mafiose nella festa della patrona.

E proprio sul tema delle celebrazioni agatine si riaprirà, a giorni, la scommessa di questa nuova serie del free press, che potrà contare per i primi numeri su un contributo del CSVE. Uscirà quindi per cinque, sei mesi, con una tiratura di circa 2000 copie, costi minimi e molto lavoro volontario, poi si vedrà…

Le firme saranno di Renato Camarda, Alessandro Suizzo, Claudio Floresta, con Marco Benanti direttore rresponsabile.

A volontariato e terzo settore saranno dedicate le pagine interne, non tanto per diffondere le notizie quanto per argomentarne le problematiche. In prima e in ultima pagina si tornerà a guardare con occhio critico ai problemi della città, nella speranza che cresca la coscienza civica e sia “possibile” una Catania diversa.

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2 Responses to “‘Catania Possibile’ ci riprova”

  1. Bravo Marco! Continua! sei eccezionale. adesso mi apro un blog. Lotta per bloccare i lavori del San Berillo. Mi chiedo se esiste una magistratura vera a Catania. La Procura a chi risponde? E’ sorda e muta allo sfascio della città sotto il profilo urbanistico?

  2. a proposito di Catania possibile vorrei suggerire a Marco che bisogna denunciare il cavaliere per istigazione a commettere un reato. La denuncia riguiarda la promessa di sanatoria per le costruzioni abusive. Bisogna che venga consultato qualche avvicato poenalista moilto bravo in urbanistica per valutare la gravità della proposta fatta dal cavaliere.

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