Per quando riguarda la violenza di genere, la violenza contro le donne, l‘educazione di genere, il Vaccarini non sta dietro a nessun altra scuola. L’istituto superiore di Catania è una delle tre scuole menzionate, finaliste nel concorso Immagini amiche, promosso dall’UDI e dal Parlamento europeo sotto l’alto patronato del presidente della Repubblica, per premiare chi promuove (una televione, un personaggio televisivo, una scuola) una corretta idea della donna, contro le immagini delle pubblicità ricorrenti sugli schermi e sui muri delle nostre città.

Non si tratta di progetti a termine ma di una impostazione strategica che caratterizza l’attività dell’istituto superiore catanese. Qualche giorno fa, ciò che si fa al Vaccarini è stato oggetto di osservazione all’interno di un convegno dell’Università La Sapienza di Roma su “Che genere di programma?”, un idea di scuola della differenza. E solo poco tempo addietro, sempre il Vaccarini con il video “Stop al femminicidio” prodotto in collaborazione con il centro Thamaia ha vinto la quarta edizione del concorso nazionale “Il Manifesto PON 2012- Sezione Forme pubblicitarie innovative”.

Adesso, fra un paio di giorni, la menzione, insieme ad altre due scuole italiane per il premio Immagini amiche, un premio assegnato a dei percorsi virtuosi e non a singole attività. Segno che il Vaccarini non si propone con un singolo progetto ma come scuola in cui si coltiva l’educazione alla differenza di genere e la sua valorizzazione. Sempre. Non solo per qualche giorno.

Il Parlamento Europeo ha votato il 3 settembre 2008 la risoluzione sull’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità fra donne e uomini. Da quella presa di posizione è nato il Premio Immagini Amiche, un concorso finalizzato a “valorizzare una comunicazione che, al di là degli stereotipi, sia in grado di veicolare messaggi positivi e socialmente responsabili”, giunto ormai alla terza edizione. Il premio vuole “contrastare la tendenza della pubblicità e dei media ad abusare dell’immagine delle donne, svilendone il ruolo, affermando che una cultura diversa è possibile, incoraggiando la crescita di una nuova generazione di creative/i”.

E la Sicilia non partecipa solo con il Vaccarini. C’è anche Enna insieme a Milano e a Reggio Emilia tra le città virtuose finaliste della terza edizione. A decretarlo una giuria composta da esponenti delle istituzioni italiane ed europee, esperte/i di comunicazione, docenti universitarie, etc.

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