Una decisione poco meditata? un atto burocratico a chiusura di un procedimento già avviato?  Non sappiamo, Certo è che il 4 febbraio scorso l’assessorato regionale Territorio e Ambiente aveva dato alla ditta agrigentina SOAmbiente l’autorizzazione ad aprire una discarica di inerti nella cava Stallaini, un nome che ai più dice poco, ma che si trova a poca distanza dalla notissima  Cavagrande e da altri siti di interesse paesaggistico ed archeologico.

Dietro pressione delle amministrazioni dei Comuni di Noto, Avola e Canicattini Bagni, oltre che di cittadini ed associazioni ambientalistiche, che avevano promosso anche una petizione on line, l’assessorato ha revocato l’autorizzazione.

E’ già assurdo che, dopo tanto parlare di riuso e di raccolta differenziata, si possa ancora autorizzare l’apertura di nuove discariche, tanto più di materiali inerti, che sono riciclabili.

direttive europee su argocatania.org

Ancora più assurdo che questa discarica fosse stata autorizzata in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico (livello di tutela 2) e posta al centro di altre zone con livello di tutela ancora più alto.

Si tratta inoltre di una zona molto delicata, vicina alle sorgenti del Cassibile, che avrebbero potuto essere inquinate, anche perché sappiamo bene che il controllo su ciò che viene conferito in discarica è quasi del tutto inesistente.

La revoca è stato un gesto apprezzabile, ci auguriamo che -oltre a  dimostrare la disponibilità a recepire le richieste provenienti dal territorio– essa rappresenti un primo passo verso una politica di gestione dei rifiuti che, quanto meno, recepisca e applichi le direttive europee.

Ascolta l’intervista all’ambientalista Paolo Tiralongo

Leggi il Comunicato Stampa del Comune di Canicattini Bagni

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