Vergogna, padre gesuita hai organizzato un dibattito politico in chiesa durante la settimana santa’. Dopo quasi tre ore di discussione sulle primarie, organizzata nel salone della parrocchia del Crocefisso dei miracoli, da decine di associazioni della cosiddetta società civile, questa frase, urlata più volte da una donna, può, involontariamente rappresentare lo stato di confusione che sembra caratterizzare le prossime elezioni comunali.

I risultati del voto, a Catania città, di tutte le ultime consultazioni (regionali e nazionali) indicano, rispetto alle elezioni comunali di giugno, una situazione aperta a tutte le soluzioni. In sostanza, nessuno schieramento ha la vittoria in tasca ed è probabile, vista la presenza di almeno tre aree consistenti che, diversamente dal passato, si possa arrivare al ballottaggio.

Viste le critiche che abbiamo più volte espresso nei confronti dell’operato della giunta Stancanelli, le vicende del centrodestra non ci appassionano particolarmente. Notiamo semplicemente che, al di là dell’autocandidatura del sindaco uscente, non c’è ancora un’indicazione condivisa da tutte le componenti. Il che rappresenta, comunque, un segnale di difficoltà.

Il Movimento 5 Stelle, che in Sicilia e a Catania è andato addirittura oltre gli ottimi risultati nazionali, coerentemente con le proprie scelte complessive, ha ribadito la propria autonomia ed estraneità rispetto a tutti gli schieramenti, puntando su un suo candidato sindaco, Lidia Adorno. Tale indicazione ha preceduto la diffusione del programma elettorale.

Una prassi, quest’ultima, che unisce tutti, a conferma di un’idea della politica che, purtroppo, privilegia la forma rispetto al contenuto. In attesa di conoscere le proposte sulla Città, si può comunque osservare che, diversamente da quanto avvenuto a Parma con Pizzarotti, la candidata catanese non è stata protagonista, nel passato, di battaglie significative per contrastare il malgoverno comunale.

Il che, data la natura del Movimento, non toglie nulla rispetto alle potenzialità elettorali, ma, sicuramente, non rappresenta un valore aggiunto.

Prima il candidato, poi i programmi: il medesimo meccanismo ha caratterizzato anche il centrosinistra. Bianco ha battuto tutti sul tempo. Forte del ricordo, seppure sempre più sbiadito, della primavera catanese si è autoproposto come candidato di uno schieramento anti-Stancanelli.

Un fronte che, nelle sue intenzioni, dovrebbe andare da Futuro e Libertà al PdCI. Si è, conseguentemente, detto indisponibile alle primarie e, oggi, sembra aver convinto quasi tutti i suoi interlocutori.

A partire dal PD che ha modificato la propria posizione iniziale quando, anche grazie all’appoggio della CGIL (presente con esponenti provenienti dalle sue fila sia all’ARS che alla Camera) si era pronunciato a favore delle primarie e un importante esponente del partito, Berretta, aveva lanciato la propria candidatura (Io cambio Catania).

A un certo punto qualcosa è cambiata, la segreteria è stata sfiduciata e la stessa CGIL ha rilevato un deciso interesse verso Bianco. Di conseguenza il PD, almeno nella sua parte largamente maggioritaria, oggi esclude la prospettiva delle primarie ed è impegnato in un lavoro di allargamento dello schieramento costruito attorno all’ex sindaco.

Nella convinzione, tutta da dimostrare, che lo stato in cui versa la Città sia condizione sufficiente per vincere. Ricordiamo che così non fu quando Bianco sfidò Scapagnini (sindaco uscente) che aveva “disamministrato” Catania. Infatti, il professore napoletano vinse.

Giochi, quindi, conclusi? Non esattamente. E infatti l’assemblea del 25, che abbiamo citato all’inizio, nasce dalla volontà di una parte dell’associazionismo catanese di riaprire il dibattito. Più primarie per tutti (scusate la semplificazione), la parola d’ordine che ha riempito il salone della parrocchia.

Un insieme variegato di esponenti delle associazioni e rappresentanti politici, portatori di differenti esigenze e interessi, inizialmente unito da un’unica esigenza: togliere alle segreterie dei partiti il potere “assoluto” rispetto alle decisioni da prendere. Ma, spesso, lontani fra loro rispetto a priorità e prospettive.

Al di là degli estemporanei sfoghi individuali (non è mancato chi ha ricordato che Catania dispone di mare e montagna, quindi viva il turismo), una grande confusione. Assenti, ovviamente, Adorno, Bianco e Stancanelli, l’assemblea ha avuto come interlocutori privilegiati Acagnino, Caserta e, in parte, Castorina.

Marisa Acagnino, magistrata, era stata sollecitata da Crocetta ad accettare la candidatura a sindaco. Durante l’assemblea l’assessore regionale Marino (parlando a nome del presidente della Regione) ha candidamente spiegato che il Megafono avrebbe voluto le primarie (a essere pignoli andrebbe ricordato che Crocetta, a suo tempo, le rifiutò) ma, visto che governa con il PD, e il PD ha deciso di non farle, realpolitik vuole che si rinunci.

Nel suo intervento la Acagnino, che si è autodefinita cattolica di sinistra, ha detto che aveva accettato “per spirito di servizio”, e si è detta disponibile a partecipare a primarie ma all’interno del centrosinistra.

Caserta, che nel recente passato ha coordinato i fallimentari Stati Generali sulla Città promossi da Stancanelli (unico risultato: un grande spazio sul quotidiano locale), ha scelto di sviluppare il proprio programma anche attraverso incontri specifici, volti a segnalare i più gravi problemi irrisolti della città e ad ascoltare suggerimenti dei cittadini.

Un metodo interessante solo se in grado di coinvolgere effettivamente un numero adeguato di interlocutori, costruire un ragionamento collettivo e individuare concretamente uno strumento credibile per tradurre tali idee in progetto. In ogni caso, ha detto di non essere interessato alle primarie, visto che la verifica avverrà, comunque, con il voto.

Castorina, intervenuto a titolo personale, ha ribadito la propria disponibilità alle primarie. Primarie che l’assemblea ha fissato per il 21 aprile (il natale di Roma). Purtroppo, non è emerso chi, e soprattutto, su quali contenuti ci si confronterà.

Peraltro, solo il giovane rappresentante di Rifondazione, Iannitti, aveva posto come centrale il tema del confronto sui contenuti.

In queste condizioni il rischio è quello di esasperare la “personalizzazione” della campagna elettorale, mentre la Città ha bisogno di un progetto chiaro capace di individuare problemi, soluzioni, priorità. C’è ancora tempo per discutere di contenuti e, soprattutto, chi vuole farlo?

Be Sociable, Share!

Tags: , , , , , , , ,


10 Responses to “Sindaco di Catania, tanti candidati e nessun programma”

  1. L’apertura di questo articolo è stato solo lo sfogo di un evidente disturbo del comportamento. Usarlo per dire di un supposto stato di confusione,se non,forse,dell’articolista,non è compassionevole verso un malato.

  2. Ho seguito i tavoli del prof. Caserta e ne ho tratto un’impressione positiva. E’ persona colta e brava. Credo sia molto sensibile ai problemi dell’ambiente. Mi dà affidabilità anche perchè si può discutere sulla destinazione dei beni comuni. In qualche occasione sono state manifestate aperte critiche al progetto di piazza Lincoln che un pasticcere del luogo ha pasticciato e stravolto. E’ stata denunciata anche la concessione per l’uso delkla carreggiata di piazza Mancini Battaglia in favore di altro pasticcere del luogo. Altro pasticcio che bisogna sventare per evitare che le strade diventino luogo di sorbetterie per idioti.

  3. Bello questo articolo sa tanto di vorrei ma non posso, vorrei dire che stiamo con Bianco ma meglio non dirlo apertamente…bravi bravi!

  4. Premesso che ogni lettore può interpretare come meglio crede quanto scriviamo, concordiamo sul fatto che vorremmo ma non possiamo…. ma in senso molto diverso da come ‘fisico’ lo ha inteso.

    Avremmo voluto, anche tenendo conto della domanda di cambiamento presente nel Paese, che si partisse dai contenuti prima di decidere le candidature. Prendiamo atto che, sino ad
    ora, ciò non è avvenuto. Da parte di nessuno, compreso Bianco.
    Di più, visto lo schieramento trasversale che l’ex sindaco propone, non solo il programma non ha preceduto la candidatura ma temiamo che un programma non ci sarà mai.
    Se questa è un’indicazione di voto…

    Peccato comunque che non siamo riusciti a farci capire. Senza far parte di parrocchie, conventicole o caste, senza schierarci a favore o contro, abbiamo solo cercato, come sempre, di presentare i dati a nostra disposizione e di commentarli con onestà intellettuale

  5. dal canto mio credo di aver capito che c’è qualche candidato munito di programma e persone capaci ad illustrarlo . Ho capito ancora che la tutela dell’ambiente e soprattutto del territorio rappresentano argomenti fondamentali da tenere in conto per garentire interventi ed evitare facili usurpazioni da parte dei soliti “predoni”. E’ grave comunque constatare che a Catania un piccolo manipolo di delinquenti che si definiscono imprenditori hanno messo le mani sulla città e sul territorio creando situazioni di grave disagio per i residenti. E0′ il caso ad esempio delle piazze devastate con arredi inutili e di pessimo gusto al preciso scopo di favorire gli interessi di bottegai di pochi scrupoli. La piazza di Ognina,è un esempio grave e preoccupante. Sta diventando una pescheria sporca, lercia e piena di traffico che si snoda tra tavoli di consumatori di cozze e di coni .E’ da concludere che in tanti abbiamo delle gravi colpe per aver delegato persone di modesta cultura sui temi ambientali .

  6. caro argo, chi ha scritto il pezzo secondo me tra le righe simpatizza molto per bianco, come salvatore della povera patria. se no perchè parlare di ricordo sbiadito della primavera quando ci sarebbe molto di piu da dire su enzuccio? appare molto molto limitante parlare di primavera sbiadita. troppo. rileggete il pezzo e vedrete, fate fuori la candidata grillina perché praticamente dite che non ha fatto niente come attivismo pro citta nella sua vita e ci puo stare, sull’unica candidata seria che potrebbe esprimere questa citta cioe marisa acagnino, non dite niente, nè bene, nè male. in fondo non vi battete per le primarie, del resto nemmeno bianco le vuole. e alla richiesta di crocetta di primarie rispondete, ma come? proprio lui che non le volle per la regione?
    tolto il centrodestra, chi rimane per salvare questa città, indovinate un po?

  7. e a proposito di notizie e di primavera sbiadita..forse l’articolo sarebbe stato più completo se aveste riportata la notizia che a sostenere bianco ci sarà forzese, ex udc assessore di scapagnini. già basterebbe solo questo per andare oltre la primavera sbiadita e fare una critica politica più incisiva

  8. Se fisico avesse la pazienza e l’attenzione di capire le parole scritte, capirebbe anche il senso vero dell’articolo.
    se solo si sforzasse dovrebbe indignarsi, come la maggior parte di Noi, per il fatto che tutti i candidati (critica ad artem, non certo ad homine)stanno ritenendo la corsa all’amministrazione di questa città con la stessa “levità” di quando si decide di andare alla giostra o in pizzeria, non ritenendo la nostra collettività degna di ricevere un programma articolato ed esaustivo.
    Vale per uno che vuole monetizzare il ricordo (sbiadito) del passato, per altra che pensa di “volare” sulle stelle, altra che pare aspetti il suffragio del popolo per l’immane sacrificio che si appresta a fare e l’ultimo che da “stato generale”, dopo essersi creduto rappresentante della totalità dei bisogni cittadini, è unto e pronto. –tutte bravissime e stimatissime persone, intendiamoci— ma i programmi in una città importante come la nostra sono indispensabili e dovuti. il cassetto dei sogni non può essere usato dagli amministratori che devono invece, da svegli, affrontare questioni che non sono ne semplici ne eludibili.

  9. Salve, vorrei chiedere, al di là del pezzo, come mai in nessun pezzo c’è la firma dell’autore. mi scuso se dovesse essere una mia impressione. non vedo alcna firma e mi sembra un pò strano.

  10. Rosalba, non è strano che i pezzi non siano firmati.

    Nella colonna destra del sito puoi trovare la spiegazione.
    Sotto il titolo “Nessuna firma, firmano tutti”, puoi leggere che:

    “Non firmare i post è una scelta redazionale. Ogni scritto è frutto, a monte, di una riflessione collettiva e, a valle, di una elaborazione alla quale tutti possono contribuire. Fino ad oggi abbiamo pubblicato solo ciò che ci vede unanimemente concordi. I post, quindi, sono firmati da tutto lo staff che trovate, nome e cognome, nel ‘Chi siamo’ del sito”.

Lascia un commento

Puoi usare questi tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>