22 maggio 2013, la memoria ha la voce dei bambini. E dei loro strumenti. Sono i bambini dell’orchestra sinfonica e del coro infantile “Falcone e Borsellino” della fondazione “La città invisibile” che davanti al palazzo di giustizia di Palermo hanno eseguito il concerto di apertura nelle Notti della memoria, risparmiati dalla pioggia, che è caduta prima e dopo, ma non durante l’esecuzione musicale. Oltre a pezzi di musica classica è stato eseguito anche l’Inno di Mameli.

La manifestazione organizzata dal Comitato Ventitre Maggio, con la collaborazione di diverse associazioni, ha preceduto la “Fiaccolata per la Verità”, un momento di grande forza simbolica perchè si è voluto stringere in un abbraccio simbolico i magistrati che tutt’ora sono oggetto di intimidazioni e minacce, soprattutto quelli impegnati nel processo sulla trattativa Stato-Mafia.

Un momento, quindi, non solo per ‘ricordare’ ma anche per chiedere, con determinazione, che si faccia finalmente chiarezza sulle stragi degli anni ’90.

Nonostante la pioggia, hanno partecipato circa 2000 persone, presenti i familiari di Nino Agostino e altri membri dell’associazione Familiari delle Vittime di Mafia, di cui è presidente Sonia Alfano.  Ha partecipato anche la testimone di giustizia Valeria Grasso.

I bambini della Scuola di vita e Orchestra intitolata a Giovanni Falcone e a Paolo Borsellino, provengono da quartieri di Catania come San Cristoforo o Librino e da paesi del Catanese come Adrano o Biancavilla e anche da Siracusa.

La loro formazione alla legalità è basata sul pensiero e sull’esempio di Falcone, ma da un punto di vista musicale il gruppo segue il “Metodo Abreu” fondato nel 1975 da Josè Antonio Abreu, musicista, attivista, politico, educatore e accademico venezuelano, fondatore di El Sistema, una fondazione per la promozione sociale dell’infanzia e della gioventù attraverso un percorso innovativo di didattica musicale, un metodo di insegnamento per il quale la musica assume il significato di via primaria per la promozione sociale e intellettuale.

I ragazzi sono stati diretti da uno dei maestri provenienti dal Venezuela, dove appunto tale Sistema ha strappato alla criminalità e alla violenza ben 350.000 bambini dei barrios.

La Città invisibile, fuori e contro ogni logica di politicizzazione di questo progetto (in molte città italiane alcune lobby stanno infatti strumentalizzando il disagio per scopi elettorali o di ritorno politico-economico), segue fedelmente questo metodo da oltre 3 anni e conta tra i suoi iscritti oltre 500 bambini, dei quali 120, che fanno parte di 3 centri educativi, sono parte attiva dell’orchestra.

Il gruppo si avvale della collaborazione di 7 educatori del Sistema venezuelano e di oltre 15 maestri italiani, di numerosi volontari e di estimatori e sostenitori privati. Tra questi i liutai della Associazione Liuteria Artistica Italiana, che hanno donato i migliori strumenti di alta liuteria cremonese ai bambini della scuola.

Durante il concerto di ieri questi strumenti hanno fatto sentire il loro sublime suono in onore di Giovanni Falcone. 
A dirigere l’orchestra è stato anche il maestro siracusano Andrea La Monica, che si occupa della sezione dei fiati. Il coro, proveniente dal nucleo di San Cristoforo, è stato formato dal soprano Elisa Argentino.

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