Piano Urbanistico Attuativo Variante Catania Sud (PUA). Ovvero come cementificare una vasta area, che dal faro Biscari giunge sino all’oasi del Simeto (530 ettari), facendo finta di riqualificarla. Una variante approvata dal Consiglio comunale di Catania con 23 voti favorevoli e tre astenuti (due esponenti del Pd, uno del Megafono-Crocetta).

In qualunque parte del mondo, una zona come quella della Plaia verrebbe preservata e valorizzata, garantendo insieme rispetto dell’ambiente e fruizione collettiva, non esclusivamente stagionale. Nella città etnea anche le cose più semplici diventano, purtroppo, complicate.

L’oasi del Simeto, ad esempio, è tutto fuorché un’oasi, violentata dalla proliferazione oltre ogni limite delle costruzioni abusive.

Quello attuale sulla Plaia non è peraltro il primo tentativo di modificare radicalmente la situazione. Nel 1997, infatti, venne approvato il Patto Territoriale per l’Occupazione “CataniaSud”. Quasi 60 milioni il contributo dell’Unione Europea.

Avrebbe dovuto promuovere un nuovo rapporto città-mare, decementificare il territorio, riqualificare la proposta turistica. Il cemento è rimasto tutto, l’accresciuta ricettività alberghiera non ha attratto nuovi flussi turistici, in compenso il 70% dei fondi è stato utilizzato per il cofinanziamento di progetti di imprenditori privati, peraltro non necessariamente attivi nella zona in questione.

Anche oggi ‘riqualificazione’ fa rima con edificazione. Il progetto Stella Polare (unica proposta conosciuta), come ha spiegato a LivesiciliaCatania Renzo Bissoli, l’amministratore del gruppo privato che lo ha presentato “Nasce con l’obiettivo di affiancare all’offerta turistica siciliana, una nuova serie di attrattive in grado di attirare nuove e diversificate tipologie di domanda, di allungare i tempi di permanenza media dei turisti”.

Lo stesso Bissoli minimizza l’impatto ambientale: il limite di altezza degli edifici non supererà i 14 metri. Nega, addirittura, qualsiasi volontà speculativa, indicando che il 40% della superficie verrà destinato a parco urbano pubblico.

Peccato che fra le strutture siano previsti un palazzo dei congressi, un acquario (presentato addirittura come uno dei più grandi d’Europa), sale cinematografiche, una galleria commerciale, impianti sportivi, un parco dei divertimenti. E, a completare il quadro, parcheggi e strade.

Il tutto a poco più di 200 metri dalla battigia e a ridosso dell’aeroporto di Fontanarossa. Il che ha determinato l’intervento dell’Enac (ente nazionale per l’aviazione civile) che ha imposto di localizzare in aree più lontane dallo spazio aeroportuale le funzioni non compatibili con il traffico aereo.

Problema risolto grazie all’acquisto, da parte dei soggetti che gestiscono il progetto Stella Polare, dei terreni limitrofi. Che tutto questo ostacolerà ogni possibile ampliamento dell’aeroporto di Fontanarossa (questo sì utile in una prospettiva di sviluppo) è uno degli effetti, non sappiamo se secondari, ma sicuramente negativi dell’operazione.

Inoltre, tutto ciò ha fatto sì che i quattro comparti originari siano stati unificati, grazie agli acquisti successivi, in un unico comparto, all’interno del quale il costruito potrà essere ‘distribuito’ nel modo più utile per l’impresa.

Ovviamente, il sindaco uscente, Stancanelli, che tanto si è battuto per completare quasi fuori tempo massimo l’operazione, la descrive come l’inizio di una politica capace di rilanciare, almeno dal punto di vista turistico, la Città. Si parla di cantieri che dovrebbero occupare un migliaio di persone e di oltre 700 posti di lavoro a regime, in una realtà che dovrebbe attrarre ogni anno due milioni di turisti.

Stupiscono, invece le posizioni di altri candidati alla carica di primo cittadino. Nessuno riflette sulla colata di cemento in arrivo, che rischia di privarci, per sempre, di un bene pubblico e paesaggistico così importante.

Lidia Adorno (Movimento5Stelle) si limita a contestare il metodo non condiviso dell’operazione.

Maurizio Caserta (lista civica) si interroga, dichiarandosi perplesso, ‘sui numeri’ del progetto. Tema, quest’ultimo, su cui è intervenuta Confcommercio ricordando le drammatiche conseguenze per gli operatori commerciali causati del proliferare dei mega centri di vendita e che le strutture recettive a Catania sono piene al 30% .

Il PD, infine, ha scelto l’astensione che non indica una totale avversione nei confronti dell’iniziativa, forse perché c’è una certa continuità con il patto del 1997?

Infine, ricordiamo che l’editore Mario Ciancio Sanfilippo è proprietario di una parte consistente dei terreni di cui abbiamo parlato.

Nonostante indifferenze e unanimismo, qualcosa però si muove. Un gruppo di cittadini, in collegamento con le associazioni ambientaliste, ha costituito un Comitato No Pua, perché ricordare che il territorio non appartiene a una singola generazione è decisivo se non vogliamo privarci del futuro e perché la cattiva occupazione non è sinonimo di sviluppo.

Un impegno, questo del Comitato, che può, infine, trovare una sponda positiva nella stessa amministrazione regionale. Quest’ultima, nel passato, aveva infatti chiesto di modificare gli elaborati di piano, contestando, per esempio, l’idea della costruzione di nuovi alberghi. Sotto la spinta di cittadini e ambientalisti si può, perciò, sperare di rimettere in discussione quanto deliberato dal Consiglio Comunale di Catania.

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13 Responses to “PUA, un mare di cemento”

  1. rosario Mangiameli
    maggio 29th, 2013 at 07:40

    Mi pare che non resti altra via se non quella della organizzazione autonoma dei cittadini attraverso un comitato No Pua che sappia fare le pressioni adeguate per bocciar il progetto. Ma viene da commentare la modestia della presenza politica che dovrebbe elaborare proposte in positivo, compito appunto di chi si propone alla direzione della amministrazione cittadina.

  2. Non si potrebbe portarlo all’attenzione della FAI?

  3. Daniela Cappadonna
    maggio 29th, 2013 at 11:37

    Vorrei contattare il COMITATO NO PUA. Come faccio? Mi sembra sia arrivato il tempo di agire in prima persona senza delegare altri per difendere un bene comune cosí prezioso. Grazie.

  4. Salvatore Castro
    maggio 29th, 2013 at 13:11

    E’ evidente che su “un letto di spine” nessuno vuole poggiarvi sopra alcuna parte sensibile del proprio essere.
    In questo, dimostrando una certa omissività, pare che la gara dei candidati sia simile al gioco del silenzio. Ancora una volta la politica lascia libere le mani ai privati (pochi) che decidono irreversibilmente per questa e le altre generazioni il destino del territorio. Non si capisce a quale primato aspiri la politica.
    Per parlare ad un partito a cui tengo, vorrei dire che c’è più onore a riconoscere un errore iniziale che a mantenere una presunta coerenza, sono sicuro che l’elettore capirebbe ed apprezzerebbe.
    Niente giustifica questa operazione che devasta, limita e mortifica la legittima aspirazione a rendere vivibile questa città; se poi il tutto serve a rendere, fra le altre cose, più immediato il declassamento dell’aeroporto vorrei vedere di quale sviluppo si stia parlando ed a quali potentati extralocali sia stia offrendo questo piatto. Probabilmente decisori ed imprenditori locali vivono altrove la propria vita oppure lo standard qualitativo che ritengono consono si colloca a livelli da terzo mondo.

  5. Mi chiedo quando a Catania saranno operativi guardia di finanza e procura della repubblica veramente capaci di snidare i veri predoni del territorio. Con l’operazione PUA con quella di Piazza Europa e del Rotolo tutti gli spazi sono stati presi d’assalto da un gruppo di veri e propri briganti e speculatori di primo’ordine. Non si è mossa una foglia. Dove stanno i nostri solerti magistrati? Dove stanno i guardiani della Finanza? Magari staranno verificando le carte di qualche modesto macellaio ma si guardano bene dal verificare le carte, gli stoipiti e borse nere di tanti accaparratori di aree pubbliche. A quando una retata nei palazzi del potere economico di questa città ? Il caso PUA è ignobile. E poi avete valutato il grado di corruttela che getta sospetti sugli uffici del Demanio marittimo? Siamo proprio in una grande fogna e nessuno sente o avverte gli odori dospetti. E che dire dei silenzi della discarica di Misterbianco? E’ da anni che un intero paese vive avvolto da terribili puzze e nessyuna autorità se ne accorge. Poi magari indagheranno sugli attuali proprietari e li indicheranno al disprezzo pubblico ma nessuno mette le mani al collo di autorità che erano tenute ad intervenire e non hanno mosso un dito. Perchè?

  6. Comitato Cittadino Porto del Sole
    maggio 30th, 2013 at 06:50

    Il PUA di fronte al piano del porto, è una barzelletta. Se noi cittadini facessimo sentire adeguatamente ma pacificamente il nostro sdegno , lo Stato interverrebbe. Siamo tutti noi i primi colpevoli da sconfiggere con una denuncia partecipata delle porcherie che ancora subiamo in silenzio.

  7. “In qualunque parte del mondo, una zona come quella della Plaia verrebbe preservata e valorizzata, garantendo insieme rispetto dell’ambiente e fruizione collettiva”
    In qualunque parte del mondo per fare questo, si comincerebbe dall’eradicazione pressochè totale di quello che attualmente impedisce il rispetto dell’ambiente e la fruizione collettiva, ossia l’interminabile sequenza di lidi privati senza soluzione di continuità

  8. COMUNICATO STAMPA M5S Catania: No al PUA
    Non consentiremo un’ulteriore colata di cemento nel litorale della Plaia. Il Piano Urbanistico Attuativo (PUA), approvato dal Consiglio comunale di Catania con una variante, senza nessun voto contrario e con tre astensioni, è soltanto l’ennesima violenza al nostro territorio, mascherata dietro un’apparente valorizzazione.
    Il piano di cementificazione del litorale, iniziato a fine anni ‘90 con il Patto Territoriale Catania Sud, promosso dall’amministrazione Bianco, poi ripreso durante le giunte Scapagnini e Stancanelli, ha già permesso la realizzazione di alcune enormi strutture alberghiere. Se il PUA venisse attuato, la società “Stella Polare” potrebbe costruire altre mega opere, tra cui un’area di esposizione, un centro congressuale di quasi 12mila mq (ma non c’è già quello di viale Africa?), parcheggi, alberghi, cinema multisala da più di 2000 posti, un acquario tra i più grandi d’Europa e una galleria commerciale.
    Il M5S di Catania grida il suo fermo no a queste inutili cattedrali nel deserto, allo stravolgimento dell’ecosistema della preoasi del Simeto e alla gestione privata delle nostre coste.

  9. informate tutti su come contattare il “comitato no PUA” e bloccare questa ennesima follia ! grazie

  10. A proposito del Comunicato del M5S, inserito nel commento di Titta Prato, Argo nota con piacere che il movimento 5S ha avuto modo di ripensare e approfondire le implicazioni ‘cementizie’ del PUA.
    E’ opportuno ricordare, tuttavia, che -in data 14 maggio- la portavoce candidata a sindaco, Lidia Adorno, ha pubblicato sul sito del movimento un video con una propria dichiarazione, in cui il PUA viene definito “potenziale occasione di sviluppo per Catania”.
    Del progetto viene contestata solo la modalità di approvazione, poco partecipata. E così Argo ha scritto.
    http://www.movimento5stellecat.....condiviso/

  11. Donatella Zappulla
    giugno 13th, 2013 at 14:02

    Visto che Catania appartiene ai cittadini catanesi, non capisco come sia possibile che il suo Comune che NON ha una delega in bianco sul presente ed il futuro di un bene comune, si possa permettere il lusso di Co-finanziare le attività private di chi pensa solo a riempire le sue tasche a discapito dell’economia di tutti i catanesi! Per questo, immagino, che sia necessario rivedere i bandi dell’UE e verificare la possibilità di intervenire legalmente convocando un referendum che permetta ai cittadini di conoscere i fatti per dare o meno l’assenso alla realizzazione di progetti NON idonei al bene comune: CT!

  12. Il dramma della Sicilia è che si azzuffano coloro che vogliono fare qualcosa con quelli che non la vogliono… così il PUA, il Ponte sullo stretto, i rigassificatori, il Muos…
    così non si fa niente: non si crea sviluppo e neanche si tutela l’ambiente che resta in mano a noi cittadini capaci solo di imbrattare, imbruttire, sporcare ed edificare abusivamente.
    Mai nessuno che, invece di opporsi sic et simpliciter, dica come migliorare un progetto…
    In Sicilia siamo solo dei meschini “signor no”; poi torniamo dai viaggi all’estero e raccontiamo di come lì siano capaci di fare nuove e belle strutture, volano di sviluppo, foriere di nuovi servizi ed opportunità…
    Ma avete visto davvero il progetto? Davvero preferite che la plaja rimanga un tratto di terra brutto su un mare di melma?
    …contenti voi…

  13. quello che rovina il sud è la consapevolezza della criminalità organizzata con i relativi super controlli che sfociano in strutture incompiute e mai iniziate. Al nord sono ricchi di infrastrutture e attrazioni ed in tutte queste io credo fermamente che lo zampino della criminalità organizzata sia al primo posto. L’unica differenza è che per l’opinione comune la mafia al nord non esiste, quando invece è molto più potente e radicata rispetto alle nostre parti. In compenso hanno strutture e attrazioni che dalle nostre parti ci possiamo scordare. Morale della favola, personalmente, non mi interessa chi investe, quanto investe, perchè investe, l’importante è che si faccia qualcosa: posti di lavoro duraturi e delle attrazioni e delle strutture che potranno solo incrementare l’economia della città. A chiacchiere e continue verifiche su verifiche non si fa niente e la zona in questione resterà sempre più sterpaglia. Se si farà qualcosa i lupi avranno perso solo il pelo e non il vizio, con la differenza che saranno passati decenni e il progetto e tutto il suo indotto economico si sarà ridimensionato.

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