Sono passati 23 anni ed è stato speso l’equivalente in lire di un milione e mezzo di euro ma il parco non c’è ancora, distrutto com’è da vandali e degrado.

Il progetto del Parco Falcone di Motta Sant’Anastasia (CT) che interessa una parte del territorio alle estremità di via Napoli e via Firenze risale al 1990.

Dopo l’avvio delle necessarie confische dei terreni, si sono succedute diverse denunce alle autorità giudiziarie e amministrative per difformità tra il terreno individuato inizialmente e quello successivamente confiscato, restituzione di terreno già confiscato, costruzioni abusive sorte successivamente alle confische.

Autorità giudiziaria ed enti regionali, investiti delle presunte irregolarità, si sono espressi in alcuni casi per il riconoscimento della denuncia, in altri con l’archiviazione.

Non entriamo nel merito del contenzioso, ma un dato è certo: dopo 23 anni e circa 3 miliardi e mezzo di vecchie lire (1 milione e mezzo di euro) spese, il parco non è fruibile e il degrado impera:

  • cancello d’ingresso con erba alta tutt’intorno,
  • assenza di un muro o ringhiera di protezione,
  • piante bruciate dal caldo, rifiuti ovunque,
  • pali d’illuminazione divelti, 
  • parco giochi per bambini distrutto,
  • anfiteatro privo dei sedili che vi erano collocati,
  • edificio per i bagni pubblici completamente devastato e privato di qualsivoglia elemento di arredo,
  • fili di rame estratti da ogni parte,
  • coperte a terra per un pernottamento provvisorio.

Unica presenza vivente un cane, che si aggira per il parco accudito da qualche abitante della zona che non gli fa mancare cibo e acqua.

Di tutti i lavori effettuati resta intatto solo un muro di contenimento in pietra lavica protetto da una rete metallica che rende più difficile l’asporto.

Due mesi addietro è stata aggiudicata l’ulteriore gara d’appalto di quasi 1 milione di euro per la “Riqualificazione urbana paesaggistica-ambientale, funzionale, eco-sostenibile del parco urbano”. In particolare, per la realizzazione di edifici civili ed industriali (€ 600.944,99), impianti tecnologici (€ 327.203,32), verde e arredo urbano (€ 61.579,72).

Si prospettano dunque nuove spese senza che si sia provveduto alla tutela delle opere già realizzate

Perché tutto questo tempo e tutti questi soldi per riadattare a parco un terreno agricolo? Ecco un breve cronistoria.

Risale al dicembre del 1990 l’approvazione dei progetti esecutivi, ma si è atteso quasi tre anni per deliberare il piano particellare di esproprio che ha riguardato 16 terreni per un totale di 16.000 mq.

Altri 2 anni (e siamo al 1995) per “l’occupazione d’urgenza delle aree relative alla realizzazione del parco ed altri 2 (1997) per determinare l’ammontare delle indennità pari a circa 300 milioni di vecchie lire.

Nel 2003 entra in vigore il nuovo testo unico sulle espropriazioni per pubblica utilità e solo nel 2006 si procede alla ridefinizione degli espropri precedentemente avviati.

Nel frattempo vandali e incuria hanno reso inutilizzabile questo spazio, ennesimo scempio di denaro pubblico.

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2 Responses to “Motta Sant’Anastasia, ma il parco dov’è?”

  1. 1. Un ulteriore spreco di denaro pubblico per un posto che e’ stato una truffa legalizzata. Che edifici civili e soprattutto “industriali” si possono fare in un sedicente parco? A cosa serviranno gli impianti tecnologici e l’arredo urbano quando non esiste nemmeno una strada asfaltata sull’ingresso principale, non esitono parcheggi, e’ difficile accedervi, il parco non e’ facilmente fruibile ed i mottesi non vi sono mai andati, nemmeno quando, una o due volte, vi hanno portato dei cantanti?.
    Questo parco e’ una cancrena che ha dietro molto di piu’, in peggio, di quello riportato nell’articolo. Questa e’ una breve sintesi.
    Il parco urbano di Motta S. Anastasia non e’ di fatto mai esistitito ne’ e’ stato mai utilizzato, o utilizzabile, ma e’ stato realizzato soltanto per due motivi:sprecare denaro pubblico ed espropriare il fondo di circa 17.000 mq che la famiglia Maggiolino, su consiglio di un notaio, si era rifutata di vendere ad uno del Comune di Motta che la sig.ra Maggiolino aveva successivamente visto alla televisione perche’ arrestato. Questi voleva lottizzarlo e venderlo come terreno edificabile utilizzando i Maggiolino. come prestanome. La risposta al loro rifiuto era stata che il loro terreno sarebbe stato utilizzato per edificare una scuola.
    E’ notorio che a Motta S. Anastasia prima sono state costruite le case su terreni agricoli venduti come terreni edificabili con pagamenti rateali e con la promessa che, con il piano regolatore, sarebbe stato sanato tutto. Correva voce che questa operazione fosse effettuata dal sindco di allora, coadiuvato dal figlioccio resposnsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Motta S. Anastasia. .
    = Col Piano regolatore del 1988 si cerco’ di mantenere le promesse fatte ed una zona di circa 20 mila mq fu destinata a verde pubblico attrezzato, con l’intenzione di utilizzare il fondo dei Maggiolino acquistato dalle Cuva. Ma il diavolo fa le pentoole, non i coperchi, e per una omessa linea di separazione al catasto tra il fondo Cuva ed il fondo Scudero i tecnici del piano regolatore fecero ricadere la zona destinata a verde pubblico attrezzato per la quasi totalita’ nel fondo Scudero e su fondi gia’ lottizzati e venduti anche da un da un certo Gaggegi, che si diceva fosse un prestanome . Questo errore causava i successivi atti illeciti:
    Dopo l’approvazione del piano regolatore su 20.000 mq di terreno destinato a verde pubbico attrezzato venivano realizzate due costruzioni abusive ( una del cognato del sindaco Santagati)
    = Nel 1990, nel 1991 e nel 1993 ( delib. G.M. . 720/90, 415/91, 519/93, 520/93), veniva approvato il progetto di un parco urbano escludendo, i lotti con le costruzioni abusive, e pertanto soltanto per l’estensione di mq. 17. 678 di cui,.
    mq. 3.514 ricadenti nel fondo Cuva, ma la zona interessata era in realta’ meno di 2.000 mq;
    mq.14.164 ricadenti nei fondi di altri proprietari.
    = Veniva nel contempo alterata la zona in cui doveva ricadere il p.u.con lo scarico di materiale di risulta che sollevava il livello del terreno, ricopriva alberi di ulivo e soprattutto veniva deviata l’incisione naturale che convergeva le acque di precipitazione meteorica nel torrente Lagani.
    = Dopo avere segnalato nel 1994 detto scarico al sindaco di Motta S. A., nel 1996 veniva inviata una seganlazione al Genio civile il quale comunicava all’allora sindaco di Motta Giuffrida Angelo che detta incisione era assoggettata alle norme del R.D. 523/1904 e gli ordinava di
    – Il sindaco Giuffrida Angelo, ora sindaco di nuovo dal 2009, con nota 19523 del 30-10-96 prendeva l’impegno di rimuovere il materiale in eccesso e di liberare la sede torrentizia.
    Non manteneva pero’ detto impegno e le acque di precipitazione meteorica allagano sistematicamente la via Adua, il parco ed il fondo adiacente.
    = Nel 1995 i due tecnici comunali Conte Santo e Zappala’ Tommasa, predisponendo un falso rilievo planimetrico, avevano intanto occupato mq. 17.090 per la realizzazione del parco, anziche’ mq. 17.678 ed in particolare:
    a) mq. 466 in piu’ rispetto ai mq.3514 oggetto di esproprio nel fondo Cuva .
    b) . 1.054 in meno rispetto ai mq. 14.164 oggetto di esproprio nei fondo altrui
    = Nel 1997 l’impresa Maniace Antonio appaltatrice dei lavori occupava ulteriore terreno in piu’ nel fondo Cuva ed il Comune di Motta S.A., alla richiesta delle Cuva di verificare la superficie di terreno occupato in piu’e di restituirlo, inviava i vigili urbani ed i carabinieri per cercare di intimidirle. Si opponeva al ricorso ex art. 703 c.p.c. e due giorni prima della fissata CTU precipitosamente faceva costruire un muro non previsto in progetto, mai approvato da alcuna delibera, e senza l’approvazione dei calcoli da parte del genio civile, sul lato ovest del parco, cioe’ nel fondo Cuva, ed abbatteva il vecchio muro di confine.
    Per quasta violazione l’impresa veniva incriminata e chiedeva il rito abbreviato.
    = La C.T.U. del dr. Arcangelo Piazza documentava l’occupazione di mq. 639, 58 di terreno in piu’nel fondo Cuva e di mq. 878 di terreno in meno nei fondi altrui: ma il Comune presentava soltanto ricorso in appello avverso la sentenza che ordinava la restituzione di parte del terreno occupato illegittimamente nel fondo Cuva.
    = Il Comune continuava invece a non occupare detti mq 878 di terreno, riportati occupati nei documenti di immissione in possesso, ma li inseriva negli elenchi di pagamento, e li pagava

    ***
    = Il Comune andava ancora oltre:
    Dopo la C.T.U. riduceva ulteriormente la superficie occupata sui lotti dei proprietari posti sul lato ovest del p.u., gia’ pagati.
    Nel contempo faceva occupare ulteriore terreno in piu’ nel fondo Cuva.
    Alterava persino la forma geometrica del parco per restituire a Gioia Salvatore ed alla moglie Arena Caterina i mq. 511 oggetto di esproprio, occupati e pagati, vi faceva realizzare al confine un muretto di divisione e “regalava” loro anche una piccola porzione del fondo Scudero corrispondente alla part. 2698 di mq 33.
    La restituzione di detti 511 mq e’ lapalissianamente evidente e non camuffabile nemmeno con false rappresentazioni perche’ ha totalmente alterato la forma geometrica del parco. Ed il sindaco Giuffrida? sapeva, ma non agiva.
    La deliberazione GM n. 27 del18/4/2007 documenta che Arena Caterina ( il marito non e’ menzionato) ha un debito, nei confronti del Comune di Euro 3.396,02
    Il Comune non li ha mai richiesti indietro. Come mai?
    = Per detto parco venivano spesi due miliardi e mezzo e quindi venivano richiesti un altro miliardo e 700 milioni di vecchie lire.
    La prima denuncia del 6-7-1994, e le successive dichiarazion,i evidenziavano detto ingiustificabile spreco, tra cui il costo eccessivo degli alberi ( per esempio, un carrubo alto m.1,50 veniva a costare L. 514.000, oltre ai costi pure esorbitanti per il suo impianto.), e gli onorari all’arch. Aquino, la scelta errata della zona, alla luce dell’adiacente lotto pianeggiante accessibile da via Terre Nere; l‘utilizzazione esagerata ed irrazionale di cemento, l’inaccessibilita’ al p.u da parte di qualsiasi cittadino ed ancor piu’ da parte dei disabili e degli anziani, l’omesso esproprio delle aree riservate a parcheggio.
    Le indagini della Guardia di Finanza confermavano quanto denunciato.
    **
    Con Nota sindacale n. 72 del 04-01-2000, e pertanto ad opera ultimata da anni, e totalmente danneggiata subito dopo la sua realizzazzaione per i lavori fatti male ( teatro ) e per atti di vandalismo, il sindaco pro tempore geom.Tinnirello Salvatore incaricava il geom. Ventimiglia Salvatore di effettuare il rilievo del P.U. e di catastarlo.
    L’atto di aggiornamento ( Frazionamento e Mappale) redatto dal geom. Ventimiglia ed approvato al Catasto col n. 2190.1/2000 (prot. n. 86589) (All. 2) documentava in modo ufficiale, e riportava al catasto, che la superficie totale del p.u. era di mq 16.358, di cui:
    = mq. 12.175 nei fondi altrui e pertanto mq 1.989 in meno dei.mq 14.164 mq pagati,
    = almeno mq 4.200 nel fondo Cuva ( includendo la part. 2687) e pertanto mq 686 in piu’rispetto a quella di mq 3514 oggetto di esproprio
    Da quanto sopra di deduce che:
    a) Nel 2000 la superficie totale reale del P.U. era di mq. 16.358 per cui erano stati occupati soltanto 12.175 mq nei fondi altrui, anziche’ i. 14.164 mq pagati, cioe’ ben 1.989 mq erano stati pagati .senza far parte del p.u.
    Se si aggiungono a detta superficie i 511 mq di proprieta’ Gioia-Arena il Comune, fino al 2000, aveva pagato, ma non acquisito, mq 2.500 di terreno.
    ***
    b) = Con la raccomandata del 29-09-2000 le Cuva evidenziavano anche al nuovo sindaco pro tempore Geom. Tinnirello gli atti illeciti commessi a loro danno ed a danno dell’interesse pubblico e chiedevano gli opportuni rimedi.
    = Il sindaco geom Tinnirello Salvatore, che da assessore aveva approvato il progetto del P.U. nelle amministrazioni precedenti ed era inquivocabilmente a conoscenza di detta omessa occupazione di terreno, comunicava la propria “ disponibilita e comprensione per la risoluzione del problema” ma non faceva niente per porre rimedio a detti atti illeciti a danno delle sorelle Cuva ed a favore di altri.
    ***
    Il Comune di Motta S. A. non era ancora soddisfatto e col nuovo sindaco Santagati nel 2006 affidava all’Espro Services del geom D’Amico Salvatore ( quanto spreco di denaro pubblico per portare avanti atti illeciti!!!) . . D’Amico proponeva di emettere l‘Atto di acquisizione per mq. 18.993,41, includendo anche le part.lle residue 2696 di mq.865 e 19 di mq 760, di proprieta’ Scudero ed al di fuori del parco.
    Con verbale di deliberazione n. 27 del 18/4/2007 la Giunta Municipale composta dal sindaco Santagati Antonino, e dagli assessori geom. Tinnirello Salvatore, Occhipinti C., Santagati S. , deliberava di acquisire al patrimonio del Comune mq. . 18.993,41 e di pagarli. .Il parco e’ pero’ rimasto com’era.
    Ad oggi il Comune di Motta S.A. ha ufficialmente acquisito mq 18.899 di terreno e ne ha pagato mq.19.410, se a detti mq 18.899 mq si sommano i 511 mq che il Comune ha restituito..a Gioia Salvatore ed Arena Caterina.
    Questo significa che sono stati pagati almeno 3.052 mq.di terreno non acquisiti ed ancora in possesso degli originari proprietari.
    Anche gli incendi nel parco, oltre a tutti gli altri atti di vandalismo, sono frequenti ( l’ultimo qualche mese fa). Non e’mancato niente in relazione a detto sedicente parco, tranne una cosa: il buon senso e la volonta’ di agire nel vero interesse pubblico.

  2. ma quando aprirà il parco comunale di motta sant’anastasia ?

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