Revocata la revoca. Se i fatti non fossero drammatici si potrebbe giocare con le parole. Il governatore Crocetta, infatti, è tornato clamorosamente indietro sul MUOS di Niscemi, dando il via libera al completamento dei lavori, che, peraltro, la marina statutinitense aveva “tranquillamente” proseguito nonostante la revoca delle autorizzazioni.

Di “intransigente difesa del diritto alla salute dei siciliani” aveva parlato il presidente della Regione, determinando un conflitto con il Ministero della Difesa.

Alle frasi retoriche e roboanti è purtroppo seguito, come aveva più volte denunciato una parte del Movimento No MUOS (che da diversi mesi ha rallentato con i blocchi davanti ai cancelli i lavori), un accordo che, sulla pelle dei cittadini di Niscemi, pone fine al conflitto istituzionale.

Nell’operare tale scelta il governo regionale richiama il parere dell’ ISS (Istituto Superiore di Sanità) che, seppure in maniera contraddittoria, ritiene che “non sono prevedibili rischi dovuti agli effetti noti dei campi elettromagnetici”.

Un parere contestato dal Coordinamento regionale dei Comitati No MUOS che sottolinea come la Regione “basi il suo atto su uno studio di cui non prende minimamente in considerazione la parte realizzata dai tecnici da lei stessa nominati, e che sono in totale disaccordo e contrasto con quanto affermato dagli scienziati dell’ISS”.

Una decisione improvvisa, questa del via libera, che contrasta clamorosamente con quanto recentemente statuito dal TAR che, in seguito alla relazione di un tecnico nominato per l’occasione (il professor Marcello D’Amore, dell’Università La Sapienza di Roma), applicando il cosiddetto principio di precauzione, aveva respinto la richiesta del Ministero della Difesa affinché la Regione permettesse la prosecuzione dei lavori.

L’improvvisa decisione di Crocetta rende, quindi, inutile, essendo venuto meno l’oggetto del contendere, l’udienza che oggi, 25 luglio, si sarebbe dovuta svolgere presso il CGA (Consiglio di giustizia amministrativa che, in Sicilia, ha le funzioni proprie del Consiglio di Stato).

Si capisce, quindi, perché Crocetta ha avuto tanta fretta: se il CGA avesse confermato l’orientamento del TAR sarebbe stato molto complicato completare i lavori.Evidentemente, mantenere buoni rapporti con il governo nazionale e con quello statunitense è più importante che garantire la salute e la sicurezza dei siciliani.

Immediata è stata la risposta del movimento No MUOS. A Niscemi è stata occupata l’aula consiliare ed è stato chiesto, come si legge in un comunicato del Movimento “ai consiglieri e alla giunta di dimettersi in blocco in segno di protesta nei confronti del governo nazionale e regionale”.

Una delegazione sarà presente, oggi, a Palermo nei pressi della sede del CGA e gli avvocati del Coordinamento (Paola Ottaviano e Sebastiano Papandrea) terranno una conferenza stampa.

Tra le forze politiche va segnalata la posizione del Movimento5Stelle per il quale, come si legge sul sito de La Repubblica, “la scelta operata dal governo della Regione, senza nemmeno attendere l’udienza del 25 luglio 2013 innanzi al Cga adito dal ministero della Difesa, rappresenta un grave violazione dei diritti dei siciliani ed è assolutamente irrispettosa del pronunciamento dell’Autorità giudiziaria amministrativa.

Se Crocetta rappresenta ancora i siciliani torni indietro sui suoi passi e venga immediatamente a riferire in Aula, perché il Muos non è una questione privata tra governo e Ministero della difesa, ma riguarda tutti i siciliani”.

Sugli sviluppi della vicenda nella giornata di oggi, guarda il video

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