Dopo averla vista presso l’Ufficio del Demanio, non credendo ai nostri occhi, abbiamo fatto una richiesta di accesso agli atti per ottenerne una copia da parte del Servizio Attuazione della Pianificazione dell’Ufficio Urbanistica, che l’aveva emessa. Stiamo parlando della nota inviata al Demanio marittimo, in cui si affermava, in data 30 ottobre 2012, che il parere dell’Urbanistica sul lido Tribeach della società Buy2Build era decisamente positivo.

Una dichiarazione in totale contrasto con quanto affermato nella precedente nota del 12 giugno 2012, in cui non soltanto si esprimeva un parere negativo ma si diffidava la ditta dallo svolgere i lavori, soprattutto in assenza di regolare autorizzazione edilizia, non essendo sufficiente la dichiarazione di inizio lavori presentata dalla ditta.

Perchè, ad ottobre, si afferma invece che le strutture mobili previste dal progetto e le opere di ‘sistemazione precaria’ non rendono necessarie particolari autorizzazioni edilizie?

Gli arredi mobili non sono stati introdotti in un progetto successivo alla nota di giugno. Erano già presenti nel progetto presentato anteriormente al 29 marzo, data in cui una  nota dello stesso ufficio, a firma dello stesso dirigente, avvocato Francesco Gullotta, esprimeva un parere favorevole determinato proprio dall’introduzione di arredi mobili, pur sottolineando la necessità che fosse presentata una richiesta di autorizzazione edilizia.

Dal confronto di queste tre note emergono palesi contraddizioni. Non solo relativamente ai  pareri (favorevole a marzo, negativo a giugno, nuovamente favorevole ad ottobre), ma anche relativamente alla necessità di richiedere ed ottenere l’autorizzazione edilizia (considerata necessaria a marzo, non più ad ottobre), pur in presenza dello stesso progetto.

Anche l’affermazione secondo cui le opere di sistemazione ‘non comportavano trasformazioni intense del territorio‘ non corrisponde a verità. Non soltanto l’amministrazione ha voluto ignorare che, sotto i tavolati con cui è stata coperta la roccia lavica, sono stati passati tubi per collegamenti idrici ed elettrici non facilmente amovibili, ma soprattutto non ha preso in considerazione l’intervento invasivo fatto sulla vegetazione, intervento non sanzionato d’altra parte nemmeno dalla Sovrintendenza, nonostante la presa di posizione delle associazioni ambientaliste.

Cosa può giustificare l’incoerenza tra le varie note, soprattutto tra quella di giugno e quella di ottobre? Cosa è intervenuto in quel lasso di tempo?

Qualcosa in effetti è avvenuta: nell’agosto del 2012 l’Assessorato Territorio e Ambiente (Servizio V – Demanio Marittimo) ha revocato l’autorizzazione per la parte privata dell’area, comunque vincolata, e la concessione della parte pubblica su cui sorge il Lido.

La posizione negativa assunta a giugno dal Comune e il vincolo sulla recinzione, imposto dalla Soprintendenza e non rispettato, sono espressamente indicate tra le motivazioni della revoca. Sarà stata la Buy2Build a sollecitare una diversa presa di posizione del Servizio Attuazione della Pianificazione? O sarà stato lo stesso dirigente della Pianificazione a non volersi assumere la responsabilità conseguente al diniego??

Volendo comunque vederci chiaro, abbiamo inoltrato la richiesta di accesso agli atti per avere una copia del documento. Dopo diversi mesi, non avendo avuto risposta, ci siamo più volte recati presso l’ufficio, abbiamo avuto modo di interloquire anche con il dirigente Francesco Gullotta, e di averne assicurazione sulla possibilità di … rintracciarlo.

Il documento, infatti, è risultato introvabile. Nel faldone riservato agli atti relativi alla società Buy2Build e al progetto del lido Tribeach non c’è. Sparito. Solo dal Protocollo risulta che, in data 30 ottobre, un atto è stato inviato al Demanio.

Oggi siamo in grado di rimediare alla carenza pubblicando il documento (ricevuto dall’Ufficio del Demanio) anche per consentire al Servizio di Attuazione della Pianificazione di ripristinarne una copia all’interno del faldone.

La revoca della revoca, di cui abbiamo dato notizia due giorni fa, sembra aver posto la parola fine alla vicenda, consegnando ai privati un luogo di cui prima poteva usufruire la collettività. Siamo consapevoli che la pubblicazione di questa nota non basterà certo a cambiare le cose.

Può servire tuttavia a renderci più determinati nella vigilanza perchè questa storia dimostra che, anche senza compiere gesti esplicitamente illegali, i dipendenti pubblici possono favorire, consapevolmente o inconsapevolmente, gli interessi privati piuttosto che quelli collettivi.  Sapere che il loro operato viene, per quanto possibile, controllato, dovrebbe aiutarli ad essere più lineari e meno disponibili alle concessioni.

Be Sociable, Share!

Tags: , , , , ,


4 Responses to “Buy2Build e il documento scomparso”

  1. la vogliamo mettere in atto questa famosa RIVOLTA CIVILE? nON NE POSSIAMO PIù DI LEGGERE ATTI E CONTRATTI E DISPETTI GIOCATI SUI BENI PUBBLICI DEMANIALI. A quando la fine di tutto ciò? A quando l’abbandono o la revoca del progetto della ferrovia che dovrebbe distruggere mezza città ? A quando Catania si ribella e manda a carte 48 questa genia di perversi amministratori ? Cosa fa il compagno Rosario D’Agata e Orazio Licandro della Bellezza condivisa ? Solo pena e nulla più.

  2. Comitato Cittadino Porto del Sole
    settembre 11th, 2013 at 08:53

    In piccolo, è lo stesso grave comportamento della pubblica amminisitrazione a Catania nel caso del “porto delle nebbie”che vede in parte coinvolti stessi soggetti. Entrambi i casi dimostrano il pericolo di sovversione che corre lo Stato di Diritto in Italia non per contrasti fra politici ma per l’assuefazione dei cittadini alle loro corruttele.
    Continuiamo ad avere fiducia nella Magistratura che impedisca per tempo tale assuefazione.

  3. comitato popolare anticocorso
    settembre 11th, 2013 at 23:00

    A fine mese, alla terrazza Ulisse (chissà perchè)Il nostro stimato Sindaco con la Benedizione del Presidente della Regione, che pare vogliano dettare la via per un partito nuovo (e già si vedono sculaccioni al PD), parleranno, presente anche la Camusso, delle prospettive per il rilancio economico. Un forte apporto lo darà l’amministratore di RFI che, mostrando un amore sconfinato verso la nostra città ha deciso che il progetto del passante non si modifica punto (e come dargli torto se con la potenza dei nostri soldi diventa inarrestabile). Ovviamente il tutto sotto una buona Stella (polare) si potrà raccontare alla Camusso che a Catania per i prossimi decenni si importeranno lavoratori. Per intanto togliamo i ponti che tanto la benzina in più la spendiamo Noi e prepariamoci ad ascoltare lo studio su scuola e lavoro che l’assessora Fuori Corso presenterà in terrazza; intanto il conto dei suoi lavoratori è di -10.000 (tutto la Fp e gli Sportelli Multifunzionali) e le forze politiche tacciono. Insomma si ripresenta il solito copione: di progettazione partecipata non se ne parla proprio e da una vecchia intervista pare che il S. abbia intenzione di abolire alcuni lacci burocratici (forse tra questi ci sono i vincoli paesaggistici, le valutazioni ambientali di impatto e strategiche). dimenticavamo che corso Martiri e S. Berillo vanno via come l’acqua (un colpo di penna, un appalto a scanso di penali da pagare). Una sola domanda: Il cittadino è solamente una entità astratta? serve solo a dare voti in buona fede per poi essere messo da parte? Egregi Amministratori abbiate il coraggio di chiamare questa cosa col nome corretto che non è Repubblica e neanche Democrazia. non crediamo che la Magistratura, da sola, possa opporre una resistenza colpo su colpo, anche perchè, ancora una volta come nei periodi più bui, i posti di lavoro sono usati come scudo umano nella contrattazione sociale. Tempi duri anche per la Camusso, insomma.

  4. ho la netta sensazione che uno strano filo corre tra certi gruppi che hanno le mani sulla città e che appartengono ai ” ceti alti” e gli organi apicali della pubblica amministrazione ivi comprendendo anche le procure della Repubblica. Questo mio sospetto è legato al fatto che tante situazioni che dimostrano con evidenza la mano di interessi calcolati e modellati ad uso e consumo di questi ceti , non vengono toccati ma riescono a proliferare ed a risorgere financo dalle macerie. E’ il caso del lito della Buy2bylding che addirittura l’autorità marittima di Catania rimette in sella. Chi vuol vedere tra le carte dell’autorità marittima? Pare che siano cambiati i vertici. E chi dirige? Chi risponde?

Lascia un commento

Puoi usare questi tag HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>