Più di quattro milioni di euro al Teatro Bellini per promuovere sicurezza e legalità tra i giovani, da gestire in partenariato con altri enti e associazioni, ma assegnati senza bando. Una bella contraddizione, visto che la promozione della legalità non si fa solo a parole. Ma non basta.

L’Ente Autonomo Regionale Teatro Massimo Bellini, una istituzione che non si è distinta per l’utilizzo oculato dei soldi pubblici ricevuti, è davvero il più adatto a svolgere un ruolo educativo tra i giovani dei quartieri a rischio per favorirne l’inclusione sociale? Dove sono, al suo interno, le competenze e l’esperienza?

I soldi sono quelli del PON (Programma Operativo Nazionale) Sicurezza, co-finanziati dall’Unione Europea e destinati alle regioni del Sud Italia nelle quali il Prodotto Interno Lordo pro-capite risulta inferiore alla media comunitaria. L’obiettivo del finanziamento è quello di “arginare e ridurre l’impatto criminale” e avviare un percorso che porti queste regioni in deficit di sviluppo verso condizioni di sicurezza e legalità simili a quelle esistenti nel resto del paese e nella UE, non a caso si parla di Obiettivo Convergenza.

In questo caso i progetti finanziati sono due e rientrano nella ‘linea 3’ del PON Sicurezza dedicata alla formazione dei giovani attraverso l’arte.

Al primo, denominato ‘Sistema’, è stato destinato un milione e mezzo di euro per promuovere la ‘pratica musicale in quartieri difficili di Palermo e Catania (Ballarò, Zen, Capo, Brancaccio, Librino)’ e prevede la nascita di due centri permanenti di formazione per l’infanzia e l’adolescenza a Catania e Palermo e la creazione di due orchestre giovanili. Ha come destinatari “studenti che hanno abbandonato la scuola, giovani in carico ai servizi sociali, minori dell’area penale, fino a 18 anni”.

Partner del Bellini, in questo progetto, è l’Associazione Amici della Musica di Palermo, fondata nel lontano 1925 e organizzatrice, come apprendiamo dal sito, di eventi musicali di rilievo.

Per gli studenti delle suole medie ed elementari l’associazione prevede mini abbonamenti a costo ridotto, ma nulla abbiamo trovato sul  suo ‘Progetto Scuola’ se non un vago riferimento a un “nuovo percorso di formazione musicale realizzato in collaborazione con la Fondazione Don Giuseppe Puglisi di Brancaccio, l’Istituto Comprensivo Statale ‘Madre Teresa di Calcutta’ e altre istituzioni scolastiche della città di Palermo”.

Posto che la musica è comunque un valore e le istituzioni musicali e che i Teatri vanno salvaguardati e potenziati (anche se tenuti sempre sotto controllo per evitare gli sprechi), rimangono aperte alcune domande. Destinando queste somme al Teatro Bellini, non se ne sta facendo un uso distorto rispetto alle finalità del Programma? In quali esperienze di educazione dei giovani alla legalità il Bellini si è distinto per meritare questa assegnazione?

La domanda è posta da chi, come Alfia Milazzo, si adopera, da alcuni anni per far crescere l’Orchestra sinfonica infantile Falcone e Borsellino de La città invisibile, che attraverso la pratica del sistema Abreu, coinvolge bambini e ragazzi di quartieri marginali e ha suonato anche quest’anno in memoria di Falcone. Ma sono presenti sul territorio siciliano altre piccole realtà che potrebbero essere individuate e valorizzate.

Perchè non permettere a queste associazioni di concorrere ad un bando con evidenza pubblica piuttosto che assegnare dall’alto il finanziamento senza nessuna trasparenza?

Il secondo progetto, ‘Legalit-Ars Progetto di formazione e diffusione delle arti e dei mestieri dello spettacolo per lo sviluppo della legalità’, a cui sono stati assegnati 2,8 milioni di euro, prevede percorsi formativi ai mestieri dello spettacolo dal vivo con attività di formazione destinate a giovani tra i 18 e i 25 anni. Beneficiaria del progetto, è “l’Associazione temporanea di scopo formata dal Teatro Massimo Bellini di Catania, dall’Accademia Teatro alla Scala di Milano (partner con delega alla gestione), dal Teatro San Carlo Napoli, dal Teatro Petruzzelli di Bari e dal Teatro Massimo di Palermo. La previsione è di coinvolgere 240 allievi (60 per ogni città).

Un obiettivo importante e un progetto da monitorare. Senza verifiche rischiamo di creare nuove strutture vuote, dopo aver chiuso con molto rumore alcuni degli attuali carrozzoni della formazione regionale.

E sarà difficile allontanare il sospetto che si stiano usando per scopi impropri i finanziamenti destinati all’inclusione sociale.

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One Response to “Musica e progetti di legalità, ma la trasparenza è un optional”

  1. Complicatissimo commentare questo che sembra più un esposto alla magistratura che un articolo di giornalismo d’inchiesta.

    Invero, destinare un milione e mezzo di euro al I° progetto, “Sistema” (la scelta del nome, dopo aver saputo cosa sia ” ‘O sistema” da Saviano, non è molto felice) con lo scopo di “promuovere la ‘pratica musicale in quartieri difficili di Palermo e Catania (Ballarò, Zen, Capo, Brancaccio, Librino)’ e prevede la nascita di due centri permanenti di formazione per l’infanzia e l’adolescenza a Catania e Palermo e la creazione di due orchestre giovanili”, quando a Catania di Orchestra giovanile composta da ragazzi provenienti dai quartieri disagiati di Librino e San Cristoforo, NE ESISTE GIA’ UNA, SA PROPRIO DELLA BEFFA. Per non dire altro…

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