COMUNICATO STAMPA

 

Stamattina dalle ore 11 abbiamo avuto modo di assistere al proseguimento di una vergognosa violazione dei diritti umani e del diritto d’asilo dei quasi 100 profughi siriani che da mercoledì notte sono stati trasferiti al PalaCannizzaro. Come già denunciato nei precedenti sbarchi, i siriani che fuggono dalla guerra, che riescono a sopravvivere ai naufragi, quando arrivano nelle nostre coste s’illudono di trovare un’accoglienza umana, si trovano invece ad avere subito a che fare con uomini in divisa che impongono loro cosa fare; proprio in quest’ultimo sbarco al porto abbiamo avuto un’animata discussione con un tutore dell’ordine che ci ha fatto allontanare, poiché avremmo intralciato il suo lavoro e che ha rifiutato di comunicare il suo nome, nonostante gli antirazzisti presenti avessero fornito il loro.

I profughi siriani sempre più di frequente rifiutano di essere identificati perchè non vogliono iniziare la procedura d’asilo in Italia e rivendicano la possibilità (prevista dal Regolamento Dublino III , che entrerà in vigore l’1 gennaio 2014) di chiedere il ricongiungimento familiare con i parenti che risiedono in altri paesi europei.

Per questi motivi oltre 70 siriani/e da venerdì scorso hanno iniziato uno sciopero della fame. Stamattina si è tentato di risolvere il problema con un’operazione di polizia, per fortuna non andata in porto; erano presenti alcune decine di agenti antisommossa, più carabinieri, guardia di finanza, polizia provinciale , oltre a 2 autobus dell’AMT per trasferire i migranti altrove (forse nell’accogliente Cara di Mineo?).

I migranti sono ben informati dei lunghissimi tempi delle procedure d’asilo e delle vergognose condizioni del megaCara di Mineo, dove dall’inizio dell’anno sono raddoppiate le presenze/reclusioni (da 1800 ad oltre 3500 persone) con conseguente ulteriore prolungamento dei tempi per il riconoscimento del diritto d’asilo (da uno a 2 anni), e con conseguente aggravamento delle condizioni di isolamento e ghettizzazione al suo interno.

I profughi siriani hanno semplicemente urgenza di ricongiungersi ai loro familiari in altri paesi europei e se fuggono dai militari nel loro paese è una vergogna che altri militari in Italia intralcino e violentino quest’elementare urgente bisogno.

Sia da Pozzallo che da Siracusa a centinaia i siriani fuggono dalle minacce e dalle violenze nella speranza che venga loro riconosciuto il diritto d’asilo a livello europeo. Già da fine agosto è stata lanciata da numerose associazioni antirazziste la campagna per il diritto d’asilo europeo e proprio sabato scorso alcuni di noi hanno partecipato all’assemblea nazionale antirazzista a Firenze ( www.prendiamolaparola.org ), dove è stata assunta la nostra campagna.

E’ compito dell’associazionismo antirazzista, a livello locale e nazionale, esprimere l’incondizionata solidarietà alla giusta lotta dei profughi siriani del PalaCannizzaro e dei media darne informazione affinchè venga loro garantito il diritto alla vita ed a un futuro migliore, prospettiva annientata per la donna siriana morta pochi giorni fa nello sbarco a Siracusa, ai cui funerali siete invitati.

Dopo l’ennesima strage nell’agosto scorso di migranti nella Plaia di Catania, conseguenza delle vergognose leggi liberticide della fortezza Europa, garantire l’accesso alle procedure per il riconoscimento del diritto d’asilo nei paesi dei familiari rappresenterebbe una necessaria assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni italiane ed europee , di fronte ad una situazione così drammatica.

Ct 23/9/2013

Rete Antirazzista Catanese

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