Quello che vi presentiamo oggi è un breve filmato ma “tra realtà e immaginazione, ci restituisce il ritratto di don Giugginu, icona della città di Modica, che ha accompagnato diverse generazioni, con i suoi coni da passeggio e le sue granite al limone”. E’ questa la motivazione con la quale la giuria della tredicesima edizione del festival del cinema di Frontiera di Marzamemi per la sezione Con-corto lo ha premiato nel luglio scorso, oltre che “per la felicità del linguaggio documentaristico”.

Don Giugginu, alias Giorgio De Rosa, 83 anni, è un gelataio ambulante ed è il protagonista di “Gelati e granite” il corto vincitore di Ivano Fachin. Nel video racconta la sua storia. Racconta degli anni 50, quando un gelato da passeggio costava solo dieci lire.

Quel furgoncino frigorifero acquistato dai parenti allontanò da lui lo spettro dell’emigrazione in America e gli concesse di restare nella sua Modica. Era il 1954; Giugginu si mise subito al lavoro lungo le strade del Ragusano e raggranellò 300.000 lire, quelle che ci vollero per sposarsi.

Da allora ad oggi di strada ne ha fatta il gelataio De Rosa, il martedì al mercato settimanale di Scicli, mercoledì in quello di Ragusa, e poi a san Giorgio dove i turisti sono ghiotti delle sue granite e infine a Modica alta.

Ancora adesso, dopo aver preparato come sempre la granita all’alba nella sua casa di via Fontana a Modica, a bordo di una 127 furgonata e traformata in gelateria ambulante, si annuncia con la musica della radio, il fischietto e la sua voce al megafono,”La vuoi la granita?”

Ora con la crisi, molti dei bambini che si avvicinano al furgone non hanno i soldi. Cosa fa Giuggino? Prende un’ostia, ci mette un po’ di gelato e la dà al bimbo sprovvisto di denaro. Commenta la moglie: “Accussi si nni vanu cuntenti, sempri picciriddi sunu…”

Ma forse la notorietà dà alla testa se è vero come è vero che pochi mesi fa don Giuggino nel tentativo di accedere all’area del mercato di piazzale Caitina sprovvisto di autorizzazione, ha lanciato il suo glorioso mezzo contro un vigile urbano che tentava di impedirglielo. Trauma alle ginocchia e prognosi di sette giorni per la guardia municipale e per il vecchio gelataio una denuncia alla Procura della Repubblica per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e inottemperanza all’obbligo imposto dagli agenti di non accedere nella zona.

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