Sono stati in vita poco più di due anni ed ora rischiano di essere cancellati e scomparire per sempre dalla vita della Rai e da quella della nostra società. Sono i 13 articoli dell’appello Donne e media che hanno impegnato l’emittente italiana nel contratto di servizio pubblico in vigore da giugno 20111 e che disegnavano una Tv che sapesse raccontare le donne. Ora nel silenzio generale, se ne rischia la cancellazione. L’appello con invito a firmare una petizione è di Gabriella Cims promotrice del primo appello (Donne e media) ed è stato accolto da molte associazioni e anche dall’Udi di Catania.

Ecco come deve essere la Rai voluta dalle donne. Occorre intanto un’offerta complessiva di qualità, rispettosa dell’identità, dei valori e degli ideali diffusi nel Paese, della sensibilità dei telespettatori e della tutela dei minori, rispettosa della figura femminile e della dignità umana, culturale e professionale della donna.

La Rai, contro ogni femminicidio mediatico, deve valorizzare la rappresentazione reale e non stereotipata della molteplicità di ruoli del mondo femminile ed è tenuta a improntare i contenuti della propria programmazione a criteri di

Gabriella Cims

decoro, buon gusto, assenza di volgarità, anche di natura espressiva, assicurando –tra l’altro – una più moderna rappresentazione della donna nella società e valorizzandone il ruolo.

Adesso che queste clausole sono in pericolo, la Cims si è fatta promotrice di un un nuovo appello, una mail da inviare al Presidente della Repubblica, al Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza, alla Presidente e al Direttore Generale della Rai,

  • “perché vengano confermati nel Contratto di servizio Pubblico radiotelevisivo, in via di rinnovo, i 13 articoli inseriti su iniziativa dell’Appello Donne e Media e la nuova”Linea editoriale”  per una rappresentazione realistica delle donne nella programmazione Rai”;
  • perché si dia “tempestiva attuazione al programma sul ‘Talento della donne“, annunciato pubblicamente il 7 marzo 2012 nella sede Rai, alla presenza del Governo e delle associazioni impegnate nell’affermazione dei diritti delle donne”;
  • perché venga convocato “quanto prima un ‘tavolo di lavoro’ per dare impulso alla rieducazione di genere nei media”.

Qui i link per saperne di più

Appello Donne e Media: nel nuovo contratto di servizio la Rai accolga le riforma proposte

e per raccogliere l’appello

coesione.sociale@quirinale.it,

com_rai@camera.it, fico_r@camera.it, annamaria.tarantola@rai.it, luigi.gubitosi@rai.it

per cc: g_cims@hotmail.com

 

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