Anche quest’anno, come ogni anno, ma forse un po’ più sottotono, nonostante la presenza del presidente del Senato Piero Grasso. La cerimonia per la consegna del premio intestato a Maria Grazia Cutuli, la giornalista catanese uccisa il 19 novembre del 2001 in Afghanistan, stavolta è apparsa contratta e frettolosa. Anche perché il teatro in cui si svolgeva, il Sangiorgi, dépendance del Teatro Massimo Bellini, doveva abbassare le saracinesche entro le 21, per far sì che non venisse prorogato ulteriormente l’orario di lavoro dei dipendenti dell’ente autonomo regionale da mesi senza stipendio. Ne ha fatto le spese il recital di Mario Incudine “stritolato”, alla fine, tra i saluti e la suddetta chiusura del teatro.

Premiati quest’anno gli inviati, sia che si trovino sul fronte delle guerre, sia su quello degli sbarchi dei migranti. Sono Marc Marginedas, per la sezione Giornalisti stranieri, Lucia Goracci, per la sezione Giornalisti italiani, Laura Silvia Battaglia, per la sezione Giovani siciliani emergenti; un premio speciale del presidente della fondazione è andato a Elvira Terranova.

La vicenda umana e professionale di Marginedas rimanda a quella di Maria Grazia o di Quirico, a tutti quegli inviati che si recano in zone difficili e pericolose per raccontare i fatti a noi che siamo lontani. Il cronista spagnolo è infatti da due mesi sequestrato in Siria dai ribelli jahadisti e a ritirare il riconoscimento sono stati al suo posto i fratelli Cristina e Jorge Marginedas.

Ha ricevuto il premio della Fondazione Cutuli onlus, giunto ormai alla nona edizione, Lucia Goracci, la bravissima inviata del Tg3 che , fra l’altro, ha lavorato a lungo in Sicilia.

Laura Silvia Battaglia è una giovane giornalista siciliana emergente freelance (rivendica con orgoglio di essere una libera professionista e rifiuta il termine precaria) esempio di giornalismo sul campo. Si occupa di Islam e ha seguito la primavera egiziana e quella libica.

Menzione speciale per Elvira Terranova, corrispondente dalla Sicilia dell’agenzia Adnkronos. Fu testimone nella notte tra il 7 e l’8 maggio 2011 di un massiccio sbarco di migranti alcuni dei quali contribuì a salvare, facendo così – sono sue parole – «il più grosso scoop» della sua vita.

Premiati anche gli studenti universitari autori di tesi di laurea legate al modello di giornalismo cui si ispirava Maria Grazia Cutuli. Ne abbiamo avuto una dimostrazione ascoltando la voce  dell’attrice Galatea Ranzi che ha letto un articolo di Maria Grazia, un esempio di giornalismo ma anche di passione morale e civile.

La serata, condotta dalla giornalista Emma D’Aquino, ha seguito per lo più il solito cliché. In apertura una tavola rotonda sul tema delle migrazioni ha messo a confronto il direttore de Il corriere della sera, Ferruccio De Bortoli, la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini e il presidente del Senato Pietro Grasso.

La Fondazione, infatti quest’anno ha voluto dedicare il premio anche alle tragedie del Mediterraneo.

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