La mostra ha appena chiuso i battenti ma era davvero interessante e straziante anche: vedere il degrado della città attraverso i suoi palazzi fa male e non solo ai catanesi. “Quanto sarebbe bella Catania se …” era il titolo del convegno sul “Decoro urbano”, non per tecnici ma per cittadini, che si è tenuto a conclusione della mostra. E’ stato possibile ammirarne il materiale, nove pannelli di grandi dimensioni,  fino a pochi giorni fa, nella Sala delle Conferenze del Palazzo della Cultura di Catania.

Tutto nacque col concorso che SiciliAntica-sede di Catania bandì, nella primavera del 2013, per il miglior disegno, eseguito a mano o al computer, a colori o in bianco e nero, con una raffigurazione sempre ortogonale, delle facciate di edifici che si affacciano sulle principali strade catanesi. Il concorso era rivolto a singoli o a gruppi di lavoro formati da un massimo di 4 giovani, studenti iscritti o neolaureati in Architettura, Ingegneria Edile Architettura e Accademia di Belle Arti .

L’obiettivo che SiciliAntica si prefiggeva era “quello di accendere i riflettori sull’aspetto degradato che viene offerto in quasi tutto il Centro Storico cittadino dalle facciate di edifici che, originariamente disegnati con grande finezza architettonica da spesso ignoti progettisti della seconda metà del Settecento e dell’intero Ottocento”, sono state poi deturpate dai successivi proprietari.

Costoro le hanno colorate nei colori più disparati o vi hanno sovrapposto senza ritegno climatizzatori e parabole televisive che avrebbero trovato più adeguata collocazione nei cortili interni.

Hanno fatto anche di peggio coloro che stanno ristrutturando palazzo Pancari Ferreri, proprio all’incrocio tra via Etnea e via Umberto, l’ombelico di Catania. Alcune delle balaustre in pietra del bel palazzo dell’architetto Sada sono state tagliate, sacrificate sull’altare di non meglio precisate esigenze commerciali, come Argo ha già denunciato.

“I disegni realizzati -hanno scritto gli organizzatori della mostra- hanno dimostrato quanto sarebbero gradevoli le facciate degli isolati, se fossero ricondotte alle condizioni in cui si trovavano quando furono realizzate. I cittadini si renderanno così conto della ricchezza del patrimonio architettonico di Catania, molto spesso ignorato da chi transita distrattamente lungo le strade cittadine al chiuso di un’autovettura, patrimonio che, se ben evidenziato, non può che stimolare la fruizione turistica della città, con conseguenti ritorni economici, oltre che, molto semplicemente, gratificare chi ci vive”.

I lavori dei giovani (l’immagine dei prospetti originari) sono stati poi affiancati a 26 scatti fotografici effettuati dai soci di SiciliAntica . Ancora 16 scatti fotografici riguardano il “Piano del Colore”, miraggio mai raggiunto, che dovrebbe stabilire i colori facenti parte della tradizione edilizia catanese e il materiale da usare per ripristinare gli intonaci delle facciate.

A chiusura della mostra il convegno nel quale si è parlato degli ostacoli che si frappongono al ritrovamento del “decoro urbano” della nostra città. “Bisogna pur cominciare –hanno detto gli organizzatori- se vogliamo che Catania si dia un aspetto che la metta al pari delle principali città europee, dove lo sgradevole spettacolo offerto dai 26 scatti fotografici esposti farebbe inorridire cittadini e amministratori e dove invece i palazzi si offrono alla vista puliti e ordinati come i giovani partecipanti al concorso li hanno disegnati”.

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2 Responses to “Le facciate “indecorose” di Catania”

  1. Comitato Cittadino Porto del Sole
    gennaio 3rd, 2014 at 09:52

    Perchè meravigliarci dopo avere eletto i sindaci che hanno permesso e permettono ancora tali oltraggi ai loro elettori ?

  2. …Senza degrado..abbandono..ignoranza amministrativa..Catania sarebbe fra le più belle città europee !
    Metà barocca,metà Liberty…mare..spiagge..Etna..!
    Potremmo vivere di turismo !!!
    Avete letto :Goethe..Il viaggio in Italia…i commenti su Catania?
    La cultura serve!
    Non è vero che con la cultura non si mangia…..(per citare qualcuno che
    dovrebbe tornare a scuola)…

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