Lettera aperta al Sindaco avv.Enzo Bianco

 

La sentenza n.04768/2013 del Consiglio di Stato ha censurato le presidenze illegittime alle Autorità Portuali di funzionari sprovvisti di preventiva “ qualificazione nei settori dell’economia dei trasporti e portuale” prescritta dall’art.8, L.28.1.94 n.84 .

Dal 2012 il nostro porto risulta ancora affidato ad un commissario ministeriale sprovvisto di tale qualificazione ma, non a caso, ben provvisto di esperienza finanziaria-immobiliare per avere diretto, sotto i governi regionali Cuffaro-Lombardo, la vendita di immobili regionali e la loro riconduzione in affitto a carico di noi tutti Siciliani.

Tale ex dirigente regionale oggi commissario portuale, ha infatti applicato la sua esperienza nel presentare al Consiglio Comunale un piano di edificazione sulle banchine per metri cubi 1.509.450 di fabbricati privi della prescritta specifica di una loro corretta e totale destinazione per pubblici scopi istitutivi portuali, privi di specifica delle fonti finanziarie occorrenti per oltre due miliardi di Euro e perfino privi di specifica di effettiva destinazione per pubblica utilità dei nuovi e rilevanti canoni demaniali che verrebbero incamerati dall’ente portuale .

Lo stesso ex dirigente oggi Commissario, è noto per avere devoluto all’Arcivescovo di Catania per beneficenza una mensilità della propria pensione ottenuta, per assistere la madre malata, dopo 22 anni di servizio alla Regione Siciliana; è altresì noto nel vantarsi della fiducia ottenuta dai Ministri Passera e Cancellieri e nell’attendere di ottenere la sua promozione a Presidente della Autorità Portuale anche se sprovvisto della suddetta qualificazione preventiva prescritta dalla Legge e ribadita dalla suddetta sentenza..

Dopo oltre un anno e mezzo di commissariamento ancora in atto, non è dato sapere se tale funzionario abbia rimosso le anomalie che hanno causato le passività dei bilanci portuali rilevate dal Ministero dei Trasporti come le sole passività in media tra il 2005-2011 nelle gestioni di analoghi enti portuali in tutta Italia.

A tale silenzio si accompagnano oggi le cadute dei settori crociere, diporto e pesca professionale e turistica, che confermano così il vero ed unico scopo di tale commissario in funzione della propria esperienza finanziario-immobiliare: tramutare le banchine portuali in aree edificabili per la suddetta volumetria e per il suddetto abnorme controvalore di “finanza creativa”.

Non può essere estraneo a tale tramutazione di destinazione di pubblici beni, il silenzio degli attuali governi nazionale e regionale sulle recenti Interrogazioni al Senato, alla Camera ed all’Assemblea Siciliana in ordine alle suddette, perduranti anomalie di gestione del porto di Catania.

Aggrava tale silenzio un recente DDL proposto dal Senatore D’Alì del PdL di Trapani, che intenderebbe legittimare in tutta Italia il dispendioso ed inutile mantenimento di enti portuali incapaci di pareggiare i bilanci con le attività proprie istitutive, le mercantili in testa.

Tale DDL non prevede la normale riconsegna alle locali Capitanerie dei porti dalle attività insufficienti come il porto di Catania e non prevede mezzi di sviluppo di economia e di occupazione attraverso i normali settori sostenibili delle crociere, del diporto, della cantieristica, della pesca professionale e turistica e delle varie attività nautiche e subacquee.

Prevede infatti lo stesso DDL in tutti i 24 enti portuali autonomi d’Italia, la duplicazione di funzioni urbanistiche analoghe a quelle delle città da cui gli stessi enti sono ospitati e così prevede per gli interessi settoriali portuali il loro affrancamento dal rispetto dovuto al prioritario interesse generale delle città per come attualmente prescritto dalla vigente L.84/94.

L’ art. 3 c.6 del nuovo DDL infatti recita : “L’intesa ( sui rispettivi piani regolatori delle città e dei loro porti) si intende raggiunta qualora il comune o i comuni interessati non comunichino all’autorità portuale un motivato diniego entro novanta giorni dalla ricezione della richiesta”.

Catania, città a cui il mare è stato da troppo tempo negato, ne è già vittima e non può oggi perire del tutto con nuove sottomissioni a poteri oscuri come quelli rimasti finora impuniti con il vecchio trucco del “silenzio-assenso” che con l’ecomostro “Mulino S.Lucia”, ha già sbarrato l’unica via di fuga e di soccorso per la popolazione lato mare in caso di evento sismico.

La nuova mostruosa edificazione portuale esente da imposte comunali predisposta dal suddetto commissario portuale deve essere impedita dal Sindaco Enzo Bianco a cui spetta il compito di chiedere al Ministero, che ha già rilevato le ripetute passività di risultati della gestione autonoma mercantile del porto di Catania, la dovuta ed opportuna riconsegna amministrativa del porto alla città di cui lo stesso porto è parte fisica e storica.

Solo in questo caso e senza alcun furbo “silenzio-assenso” da terzo mondo, le banchine potranno divenire comunali ed edificabili nel rispetto dell’urbanistica paesaggistica e monumentale di Catania ed i nuovi edifici potranno apportare legittimamente nelle casse comunali rilevanti somme a tutto vantaggio delle tasche dei cittadini oggi vuote per gli attuali pesanti carichi impositivi.

COMITATO CITTADINO PORTO DEL SOLE – Iniziativa di partecipazione democratica per la rinascita di Catania e del nostro Porto

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