Il chiosco non c’è più. Montato nel silenzio generale, nel silenzio è stato smontato. A gennaio del 2013, quando ancora il montaggio non era avvenuto, era stato Argo a denunciare la volontà, da parte della società Nuova Epoca, di accaparrarsi uno spazio pubblico come piazza Nettuno, costruendovi un chiosco e chiedendo la concessione demaniale di 100 mq sui quali disporre i tavoli.

Insieme alla notizia, Argo ha pubblicato la documentazione (progetto, relazione tecnica, scheda istruttoria e provvedimento di autorizzazione dell’Ufficio Urbanistica) ottenuta con richiesta di accesso agli atti, beccandosi anche una querela, rapidamente archiviata per mancanza di ‘elementi’, come del resto ci avevano già preannunciato i Carabinieri che ce l’hanno notificata e l’avvocato che comunque abbiamo dovuto scegliere per l’eventuale difesa.

Strana una querela in assenza di elementi diffamatori. Come si configura? Come una bacchettata, un rimprovero, indice alzato e voce grossa, in modo da far paura e persino indurre al silenzio?

Argo ha comunque perseverato nella ricerca di informazioni, superando le difficoltà create dai tempi lunghi, dallo smarrimento delle richieste, dalle resistenze opposte da pubblici funzionari costretti a barcamenarsi tra le indicazioni di trasparenza provenienti dalla legge e, chissà, qualche pressione proprio per impedire la diffusione di quegli atti.

Il chiosco in questo momento non c’è più, ma potrebbe ‘riapparire’ alle porte dell’estate. E’ stato infatti smontato in seguito ad una ordinanza di sgombero emessa dal Demanio marittimo dopo la decisione di non concedere alla società Nuova Epoca di Giovanni Vasta l’ambita concessione annuale.

La concessione stagionale ottenuta in precedenza non aveva infatti soddisfatto l’impresa. Forse perchè la stagionalità costituiva solo un primo passo?

L’istanza avanzata per ottenere la concessione annuale sembrava essere in dirittura d’arrivo visto che  Genio Civile e Sovrintendenza avevano espresso al Demanio il loro parere positivo (difficilmente se ne risparmiano qualcuno…).

Questa volta il bastone tra le ruote l’ha messo di fatto il Comune, che non ha espresso alcun parere. Il Demanio ha così negato l’annualità della concessione e imposto l’immediato smontaggio, dal momento che siamo in pieno inverno.

Quello che avverrà tra qualche mese non è ancora chiaro. L’assessora Angela Mazzola, con delega alle Attività Produttive, pare sia intenzionata a fermare la tentata proliferazione dei chioschi che minacciano di invadere il lungomare (e non solo), negando nuove autorizzazioni in attesa della definizione del ‘Piano Chioschi’.

Come sceglierà di agire nei confronti delle autorizzazioni che sono state già concesse in barba alle indicazioni del proprio ufficio?

Abbiamo già scritto, infatti, che la Direzione delle Attività Produttive, interpellata dalla Direzione Urbanistica, si era espressa in senso negativo (nel luglio 2012) a proposito della realizzazione di un chiosco a piazza Nettuno anche perchè -in assenza di una pianificazione e di un regolamento in materia di ‘posteggi su area pubblica’ – non sarebbe stato possibile assicurare a tutti i richiedenti le medesime condizioni, senza fare particolarità.

Il Dirigente del Servizio Attuazione della Pianificazione della Direzione Urbanistica, avvocato Gullotta, aveva deciso però di dare ugualmente l’ok, ignorando il parere negativo delle Attività Produttive.

Non solo, il consenso da lui espresso contraddiceva anche il parere del responsabile del procedimento nominato dalla stessa Direzione Urbanistica. Un nulla osta, quindi, dai contorni poco chiari, come si può constatare dalla lettura dei documenti pubblicati sul nostro sito.

Attualmente il Piano Chioschi è ancora in elaborazione e non sappiamo se il chiosco sarà rimontato. Ci auguriamo comunque che la nuova assessora si dimostri interessata alla tutela dei beni comuni, come piazza Nettuno, il Lungomare e tutti gli spazi di cui la collettività deve poter usufruire liberamente.

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One Response to “Piazza Nettuno, il chiosco non c’è più”

  1. bene denunciare per fermare questi abusi che deturpano l’ambiente. E come non indignarsi per ciò che è stato realizzato su v.le Africa lato mare,una serie di eleganti palazzine che impediranno di godere del lungo mare sulla scogliera che sarà a beneficio esclusivo di pochi concittadini,danarosi.Chi è stato l’artefice di questo “furto” ?

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