COMUNICATO STAMPA

 

La sezione siciliana dell’ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione),  l’Associazione Borderline Sicilia Onlus e la Rete Antirazzista Catanese denunciano le gravissime violazioni del diritto d’asilo messe in atto da alcune Questure siciliane, attraverso la prassi dei respingimenti differiti.

Siamo venuti a conoscenza di diversi episodi che hanno visto protagonisti gruppi di migranti salvati a mare dall’Operazione Mare Nostrum, identificati sulle navi militari e poi sbarcati nel porto di Augusta.  Da lì alcuni sono stati trasferiti al centro Umberto I di Siracusa, altri al CSPA di Pozzallo e poi respinti e lasciati sul territorio.

Un primo gruppo di Gambiani arrivato in Sicilia i primi di gennaio, è stato, dopo il respingimento effettuato dalla Questura di Siracusa, trasferito al CIE di Milo (Trapani). Stesso provvedimento per un altro gruppo di Gambiani e Nigeriani arrivati il 24 gennaio, che dopo la notifica dell’atto,  sono stati lasciati sul territorio e la loro accoglienza gestita dalla buona volontà di associazioni e singole persone.

Gli ultimi due episodi risalgono a ieri:

  • il primo riguarda il respingimento da parte della Questura di Siracusa nei confronti di un gruppo di dodici Nigeriani poi trasferiti al CIE di Ponte Galeria a Roma, e di quarantadue Senegalesi lasciati per strada
  • il secondo riguarda quaranta Nigeriani  che si trovavano nel CSPA di Pozzallo, ai quali la Questura di Ragusa ha notificato i provvedimenti di respingimento differito, lasciando anche loro di sera per strada.

Nel gruppo presenti anche due donne, di cui una al terzo mese di gravidanza. Il CSPA, in cui devono iniziare dei lavori di ristrutturazione, fino a ieri conteneva centoventi persone, di cui ottanta provenienti dal Gambia che sono stati affidati alla Caritas della provincia, e quaranta Nigeriani,  i quali invece, non si sa bene in base a quale criterio, sono stati costretti a lasciare il centro con in mano un foglio di cui ignorano il contenuto.

L’ASGI ha già impugnato alcuni provvedimenti sollevando la questione di legittimità costituzionale dei respingimenti differiti.

Si tratta di prassi assolutamente arbitrarie e lesive di fondamentali diritti, che sembravano ormai cessate, dopo le varie denunce fatte negli scorsi anni, e che invece vengono di nuovo attuate, lasciando al caso e alla discrezionalità delle Questure il destino di potenziali richiedenti asilo. Basti pensare come alcune persone della stessa nazionalità vengano ospitate presso gli SPRAR ed altre respinte.

Stiamo parlando di persone che dopo essere state costrette a lasciare il proprio paese affrontando un viaggio pericolosissimo, arrivano in Italia e, senza avere avuto la possibilità di accedere alla protezione internazionale, vengono condannate al circuito dell’irregolarità.

La sezione siciliana dell’ASGI, l’associazione Borderline Sicilia e la Rete Antirazzista Catanese chiedono che il Governo italiano ponga immediatamente fine a tali prassi illegittime e discriminatorie, che nel frattempo saranno denunciate e impugnate nelle competenti sedi giudiziarie.

20 febbraio 2014

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