Fare affari con interventi edilizi in pieno centro storico? E’ questo l’obiettivo che i ‘nostri’ costruttori stanno cercando di perseguire? Se così fosse il Regolamento edilizio, già approvato dalla Giunta e in attesa di approvazione da parte del Consiglio Comunale, potrebbe divenire una sorta di cavallo di Troia per mettere mano a operazioni piuttosto pesanti.

A partire da interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria), risanamento o ristrutturazione, si potrebbero di fatto realizzare delle vere e proprie varianti urbanistiche in grado di modificare il nostro centro storico, in linea teorica bloccato dal vecchio Piano Piccinato che prevedeva solo il restauro conservativo delle strutture.

Di per sé il Regolamento non è uno strumento urbanistico, dovrebbe integrare il PRG, limitandosi a dettare norme relative alle modalità di costruzione, all’igiene, alla qualità dei manufatti, all’efficienza energetica, alla sostenibilità ambientale, alla messa in sicurezza antisismica. Perchè allora l’amministrazione ha deciso di approvarlo così velocemente, prima di discutere ed eventualmente approvare il Piano Regolatore?

Potrebbe tranquillizzarci il fatto che il Regolamento proposto dalla Giunta sia diverso da quello che, durante la precedente amministrazione, l’ANCE, con l’accordo degli ordini professionali degli Ingegneri e degli Architetti, aveva tentato di rifilare al Comune, con l’obiettivo di far passare in modo surrettizio una sorta di variante del Piano Regolatore che permettesse di attuare interventi pesanti, anche di demolizione e ricostruzione, sul centro storico.

Fu allora l’assessore Luigi Arcidiacono, ormai scomparso, a rendersi conto dei rischi contenuti in questo ‘dono’ non certo disinteressato, che venne respinto.

Restano poco chiari i motivi per cui oggi la nuova Amministrazione abbia deciso di accelerare i tempi. Vuole saggiare le intenzioni del Consiglio? o dare l’impressione di stare facendo qualcosa in materia urbanistica?

Date le difficoltà insite nella redazione di un PRG, la scelta di procedere con il Regolamento potrebbe servire anche ad aggirare l’ostacolo e a fornire -nel contempo- appigli, magari nascosti dietro formulazioni volutamente vaghe e quindi suscettibili di contenziosi e interpretazioni a maglie più o meno larghe. C’è anche il rischio che, introducendo o modificando -per questa via- norme urbanistiche di pertinenza del PRG (ad es. le cubature) si abbiano profili di illegalità.

L’Amministrazione, non dotandosi degli strumenti normativi fondamentali, rischia però di abdicare alle sue stesse funzioni di governo del territorio, e del centro storico in particolare, lasciando il peso della sua difesa alle esigue e non sempre agguerrite forze della Sovrintendenza.

Che il testo presenti alcune formulazioni che lasciano spazio ad interpretazioni, e quindi ad interventi pericolosi non è solo un’ipotesi. I passaggi in questione sono già stati individuati e posti all’attenzione dell’amministrazione e della cittadinanza dall’ingegnere Alfio Monastra, intervenuto -per conto di Italia Nostra- alla presentazione della bozza di regolamento fatta in 17 gennaio a Palazzo Platamone.

Entrando nel merito, ecco alcuni degli aspetti del Regolamento che potrebbero lasciare spazio a interpretazioni troppo estensive:

  1. A proposito del risanamento conservativo, viene ammesso il consolidamento statico con variazione della posizione e delle quote. Questo potrebbe implicare la demolizione e ricostruzione di tutti i solai di un edificio e lo sfruttamento dell’altezza interpiano dei palazzi storici per ricavare un maggior numero di piani (e di miniappartamenti).
  2. All’interno degli interventi di restauro e risanamento conservativo, si potrebbe dare adito ad aumento delle superfici utili, modificando di fatto le caratteristiche dell’edificio preesistente incluso in ambito di tutela e aumentando il carico urbanistico di aree già densamente popolate. In tutti questi casi si tratta di materie che attengono al Piano Regolare Generale e alla Norme di attuazione, e non al Regolamento, che non è uno strumento di pianificazione.
  3. Il trasferimento di cubatura da un lotto all’altro, se non regolato, rischia di tradursi in uno spostamento indiscriminato di cubature dalle aree di minor pregio a quelle di maggior pregio, vanificando di fatto la stessa idea di pianificazione urbanistica. Questi spostamenti dovrebbero essere consentiti solo su lotti contigui
  4. Nel prevedere parcheggi interrati con sopra aree pubbliche a verde bisogna porre quanto meno dei limiti che non vadano oltre il 50% della superficie disponibile, per non pregiudicare il tasso di permeabilità dei suoli
  5. Analoga limitazione al 20% dovrebbe essere imposta nel caso di realizzazione di spazi di giochi e di impianti sportivi sulle aree a verde.

Sui premi di cubatura aggiuntiva (30%) previsti per gli interventi che abbattono i consumi energetici, l’Amministrazione pare sia già intervenuta eliminando questa premialità su richiesta dell’assessore Rosario D’Agata.

La notizia sarà confermata solo quando il testo del Regolamento approvato dalla Giunta verrà finalmente pubblicato sul sito del Comune e reso quindi disponibile a tutti i cittadini.

E comunque da più parti si è sottolineato l’opportunità di prevedere una premialità solo in termini di riduzione degli oneri di concessione e non in termini di aumento di volumi.

In ogni caso dovrebbe essere precisato che la premialità vada commisurata alla effettiva diminuzione dei consumi e non alla semplice istallazione, o peggio alla sola dichiarazione dell’intervento di risparmio energetico.

Bianco ha annunciato l’intenzione di fare approvare il Regolamento dal Consiglio entro l’inizio di marzo, per avviare subito dopo la discussione sulla variante al vecchio PRG riguardante il Centro storico, con cui si dovrebbe individuare, caso per caso, dove e come sarà possibile intervenire. Il Regolamento dovrebbe essere subordinato anche a questo atto.

La città è ancora in attesa -nonostante quanto annunciato in un comunicato stampa- che venga pubblicata, sul sito del Comune, la versione del Regolamento definitivamente approvata dalla Giunta.

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2 Responses to “Regolamento edilizio, perchè tanta fretta?”

  1. la fretta risponde agli interessi di un pugno di PREDATORI che aspettano un modesto regolamento per riempire di cemento una città ormai decaduta. Lo avete capito? La Procura non risponde perchè ha bisogno di sollecitazioni mirate per impedire che vengano consumati delitti nelle stanze degli uffici tecnici comunali.

  2. Salvatore Castro
    marzo 5th, 2014 at 19:31

    Sbaglia definizione la mia apprezzabile concittadina quando si riferisce alla città definendola decaduta; forse voleva dire DECEDUTA, come sostengo da anni, e gli unici movimenti che si notano sono solo quelli sotterranei degli interessi privati che agiscono come le malattie insanabili, come le cose indicibili prive di ogni valore morale in una corsa cieca e sfrenata che ha ridotto sempre più questo ex- tessuto urbano storico di immeritata bellezza in qualcosa di osceno e di assoluta volgarità. Ritengo che la rinascita di una città si fondi sull’esercizio della “bellezza”, ben lontano quindi, dall’attuale criterio di utilizzo delle lacune normative.
    Vorrei segnalare a proposito che anche in via Etnea angolo via Ingegnere, un qualche regolamento ha permesso la demolizione di un edificio ad un livello e la ricostruzione di uno nuovo oltre che sgradevole nell’aspetto, ben più ampio del demolito.

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