Inesorabile è tornato l’otto marzo. E, infine, anche quest’anno è passato, tra manifestazioni, cene e squallidi spogliarelli maschili. Ci fermiamo alle manifestazioni, naturalmente. Ma per favore non chiamatela festa. Chiamatela giornata internazionale della donna. C’è ancora tanto da fare, tanto da costruire, e tanto da lottare, tanto da difendere le conquiste, poche, raggiunte. Altro che festeggiare!

Anche in Sicilia si sono moltiplicate le iniziative, quelle nella cadenza ufficiale  di ieri e quelle a cavallo della data fatidica. Troppe per citarle tutte. Tenteremo di fare una sorta di “pastone” ricordandone alcune che si sono svolte a Catania.

Contro violenze e militarizzazione il corteo de La Ragna-tela che si è snodato da villa Bellini a piazza Università “Con le donne migranti e le Mamme no Muos/ Per porre fine a ogni violenza alle donne migranti/ Per la smilitarizzazione dei nostri territori”. Alla manifestazione hanno aderito moltissime sigle : GAPA, La Città Felice, Kerè, Penelope, Circolo Olga Benario, ARCI-Catania, LILA, Centro Koros, Akkuaria, ANPI, Rete antirazzista catanese, Lab3P-Progettazione e Processi Partecipati, che costituiscono la Ragna Tela e inoltre UDI Catania, Arcigay Catania QueeRevolution, Associazione antimafia Rita Atria, Comitato di base NoMuos/NoSigonella, Open Mind, Sunia, Zenzero Quotidiano, Associazione Astra Volontari per la protezione civile, Coordinamento donne GCIL,  Circolo Graziella Giuffrida, Cobas Scuola, Co.P.E., Casablanca-Le Siciliane, Comitato Mamme NO MUOS Niscemi, Mamme No Muos Caltagirone, le voltapagina , Snoq Catania.

Tanti gli slogan. Alcuni con i sapori e i profumi della nostra cucina come “Le basi che vogliamo sono di pizza e torte/Non quelle militari, non quelle della morte!!” E poi: “Niente sfruttamento, niente violenza,alle donne migranti, vera accoglienza!!” /” I nostri desideri sono tanti…con le Mamme No Muos e le donne migranti!!”. “Le donne catanesi, – dice il volantino- del Calatino e dell’Ennese, insieme alle donne migranti e alle mamme No-Muos si pongono quali forza di cambiamento, con la lotta e la ricerca del “PRIMUM VIVERE”: l’affermazione del senso della vita, delle relazioni e della libertà. Consapevoli che rispetto al primato della vita, spetta alle donne dire…la prima parola e l’ultima”.

Non erano solo donne a dar vita al corteo ma anche parecchi uomini. Uno portava addirittura un cartello sulla schiena:”Semplicemente uomo/ Nè macho né virile/ contro ogni violenza/ amar senza possesso/ fa la differenza.

Hanno scelto da tempo la lotta contro il femminicidio e la difesa della legge 194, le Voltapagina e Snoq Catania che hanno fatto sventolare sul balcone di palazzo degli elefanti il loro striscione contro il femminicidio mentre hanno sostenuto in corteo quello a difesa della 194 e contro l’aborto clandestino al quale ricorrono adesso anche tante donne migranti :”Mai più clandestine – Sul mio corpo decido io”.

Poco prima di sfilare in corteo l‘Open Mind glbt ha donato alla Villa Bellini un alberello di mimosa che è stato poi messo a dimora all’interno dell’aiuola accanto al piazzale centrale. “Un gesto così’ semplice e cosi’ importante per ricordare le lesbiche e le donne oggetto di violenza patriarcale, perche’ l’8 marzo non e’ un giorno di festa ma di Memoria e Lotta”.

Open Mind glbt ha dedicato la giornata a Sizakele Sigasa, lesbica sudafricana e attivista per i diritti LGBT, vittima di “stupro correzionale”, pratica criminale molto diffusa in quel paese. “Aggredita da 10 uomini fra cui 4 minorenni nel 2007, – ha ricordato la presidente Sara Crescimone- e’ stata torturata, stuprata e uccisa con un colpo di pistola alla testa, il suo corpo ritrovato legato ad un palo e ricoperto da un indumento intimo pieno di escrementi. Ancora adesso la sua morte non ha avuto giustizia, anche se la polizia conosce perfettamente gli autori del gesto”.

“Ma il nostro pensiero -ha aggiunto – corre anche a chi subisce pregiudizio omofobico e muore dentro giorno dopo giorno e questo avviene anche nel nostro civile paese, in cui ancora non si e’ pienamente compreso e attuato il concetto di laicita’ dello Stato. Ricordiamo anche l’attacco alla legge 194 e in genere al diritto ed alla libera autodeterminazione femminile. Un tenero abbraccio a Stefania Noce, studente e femminista, che porteremo sempre con noi nelle nostre lotte”.

Alla fine davanti alla piccola mimosa fiorita ha letto alcuni brani l’attrice Lucia Fossi che , proprio in questi giorni, veste i panni di Rossana nel Cirano attualmente in scena al Musco.

Sempre ieri dalle 9,30, per il settimo anno consecutivo, nel settore donne del carcere di piazza Lanza c’è stata una “festa” con un momento di riflessione sulla condizione femminile attraverso uno “spettacolo di recitazione poetica e di lettura narrativa di aforismi e brani pertinenti“, il concerto di due violiniste e la testimonianza personale della scrittrice Emma La Spina. A conclusione una recita semiseria delle detenute iscritte alla scuola media.

Da registrare ancora che in occasione dell’8 marzo, in contemporanea in tutta Italia, Unicef Catania ha lanciato l’hashtag #8marzodellebambine, un cartone animato sui matrimoni precoci e una video gallery animata con 3 storie sui temi degli abusi sessuali, mutilazioni genitali femminili, matrimoni precoci.

Sono stati diffusi anche dei dati allarmanti. Sono 31 milioni le bambine che, nel mondo, vengono escluse dalla scolarizzazione primaria e che hanno maggiori probabilità di sposarsi precocemente.

Le spose bambine sono 14,2 milioni ogni anno, cioè 37.000 bambine sposate ogni giorno. Almeno 50.000 ragazze tra i 15 e i 19 anni muoiono a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto. Le bambine sotto i 15 anni hanno 5 volte più probabilità di morire durante la gravidanza e il parto rispetto alle donne tra i 20 e i 29.

Nel mondo circa il 20% delle donne hanno subito abusi sessuali da bambine. Ancora oggi, più di 125 milioni di bambine e donne sono state sottoposte a mutilazioni genitali femminili/escissione in tutto il mondo. Nei prossimi dieci anni, 30 milioni di bambine rischiano ancora di subire questa pratica.

Ma torniamo a ieri e a Catania. Le note di Bizet , Haydn, Mozart, sono state portate all’interno del palazzo di Città dal quintetto di fiati “Le muse” composto da giovanissime musiciste dell’Istituto musicale Vincenzo Bellini, Stefania Sgroi (flauto),Francesca Scavo (oboe),Adalgisa Poidomani (clarinetto), Chiara Zito (corno) e Laura Leotta (fagotto).

Domani 10 marzo, avrebbe dovuto esserci la posa di una targa e l’intitolazione di un’aula a Stefania Noce, la studente universitaria femminista di Licodia uccisa dal fidanzato che diceva di amarla tanto. Ma l’Università ha poi rinviato, all’ultimo minuto, la manifestazione, al 27 marzo, alle 17.

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2 Responses to “8 marzo 2014, le donne di Catania insieme contro tutte le violenze”

  1. …Giusto chiamarla..Giornata Internazionale della Donna e non festa,perché da festeggiare abbiamo ben poco!

  2. Lettera della professoressa Anna Di Salvo de La Città Felice di Catania

    L’8 marzo 2014 “Libere da…violenza e militarizzazione” è nato dal desiderio della rete La Ragna Tela e delle 11 associazioni che la compongono….

    C’è da dire BRAVA!! alla Ragna-Tela e alle realtà che ostinatamente tessono giorno per giorno i suoi fili: la Città Felice, Penelope, GAPA, ANPI, Rete Antirazzista Catanese, LILA, Cobas Scuola, Area Kerè, Akkuaria, Centro Koros, ARCI Catania…per aver saputo organizzare con pazienza e puntualità durante i mesi che hanno preceduto la mattina dell’8 marzo, la manifestazione creativa e partecipatissima “Libere da…Violenza e militarizzazione”. Iniziativa che la Ragna -Tela ha voluto condividere con altre donne e uomini di Catania e non solo, chiedendo adesione, impegno e serietà (in forma di fedeltà ai temi che davano vita al corteo ma che purtroppo non da tutte/i sono stati rispettati…) e all’importanza di continuare ad approfondire pratiche e riflessioni in merito alle conseguenze negative della militarizzazione della nostra Sicilia che si abbattono sotto forma di violenze inaudite sulle donne migranti trattenute nei centri d’accoglienza (vedi Cara di Mineo).
    A queste si aggiunge l’inaccettabile inquinamento magnetico e altri guasti provocati dall’installazione delle antenne e parabole satellitari del MUOS nella sughereta protetta di Niscemi in merito al quale si oppongono giustamente indignate, le Mamme No Muos di Niscemi e Caltagirone presenti in gran forza e in gran numero all’8 marzo della Ragna -Tela.
    E’ da precisare infine che l’idea di dedicare a queste spinose tematiche la giornata di festa e di lotta delle donne è nata (come sempre avviene quando si fa VERA politica delle donne), dalle pratiche, dalla consapevolezza e dal senso dell’esperienza che le 11 associazioni che compongono la Ragna-Tela hanno maturato grazie alle sollecitazioni della rete Antirazzista catanese, durante un lungo periodo di incontri e riflessioni con le donne e gli uomini migranti dinanzi ai cancelli del Cara di Mineo, con le Mamme No MUOS e alle manifestazioni d’opposizione al MUOS di Niscemi.
    Un’idea intelligente e preziosa, sicuramente frutto anche delle iniziative e degli interventi politici avvenuti a Lampedusa nel corso degli anni, tra La Città Felice di Catania e le associazioni Askavusa e Colors Revolution, che operano attivamente nella stupenda isola pelagica e organizzano ogni estate il “Lampedusa in festival”.

    Catania 10 marzo 2014

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