Oggi andiamo a Gangi per ricordare l’ingresso trionfale di Cristo a Gerusalemme. I Vangeli descrivono una folla festante che accolse Gesù come Messia, agitando rami di ulivo e di palma.

Come tutti sanno, le celebrazioni della Settimana Santa, di quei giorni cioè che precedono la domenica di Pasqua, hanno inizio con la domenica delle Palme. In Sicilia, specialmente nei piccoli centri, si susseguono riti e processioni che rievocano l’ingresso di Gesù a Gerusalemme e, nei giorni successivi, la sua passione e la sua morte.

La domenica precedente la Pasqua, a Gangi, suggestivo centro delle Madonie, si svolge una delle più interessanti celebrazioni dell’isola: i rappresentanti delle varie confraternite sfilano per le strette vie del paese, indossando caratteristici antichi abiti.

L’originalità della manifestazione sta nel fatto che ogni confraternita porta una “grande palma”, formata da più palme incastrate in un supporto di legno fatto a “cunocchia“. La palma è sormontata da rametti di datteri e fiori di vari colori ed anche da una piccola croce “d’azalora” alla quale si attribuisce un potere magico-religioso.

Ogni confraternita è preceduta da due “tamburinara“. I tamburi, con un ritmo incessante, annunciano l’arrivo della processione e cadenzano il passo dei partecipanti. Il loro ingresso nella Chiesa Madre ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, ma il cammino delle confraternite prosegue poi  toccando tutte le parrocchie del paese.

E’ interessante notare come a far parte di queste confraternite non siano solo gli anziani, ma anche i giovani, i quali si mostrano orgogliosi di raccogliere l’eredità paterna e dei nonni, imparando ad intrecciare ed ornare le palme che anche loro raccolgono. Le portano in questa “sacra” processione, un rito antico rivissuto con spontanea partecipazione anche dagli adolescenti.

Questo l’immutabile protocollo. Le confraternite verso le ore 7,00  della mattina della domenica delle Palme, si danno appuntamento nella chiesa della Confraternita di turno (scelta, fin dall’antichità, in base ad un sorteggio che prevede un rigido ordine ciclico) dove si procederà alla spartizione delle palme (assegnate con estrazione a sorte) e quindi all’allestimento delle “Grandi Palme” da portare in processione. con fiori, rami di datteri e simboli sacri realizzati artigianalmente, utilizzando le stesse palme, più le “Crocette d’azona” (legno di rovo) preparate fin dalla prima domenica di Quaresima.
Contemporaneamente si assiste alla vestizione dei confrati, alcuni con una tunica bianca coperta da un mantello (che ha un colore diverso per ogni singola confraternita), altri con il classico “abitino”, mentre “i tamburinara” indossano le preziose “Rubriche”, antichi abiti settecenteschi ricamati a mano con l’utilizzo di oro e argento.
Finiti i preparativi, verso le 9,30 parte la processione, che si snoda secondo un rigido protocollo: in testa la confratenita più giovane (quella di San Giuseppe dei Poveri), per ultima la più antica (quella del SS.Salvatore). Dietro ogni “Grande Palma”, portata a spalla, sfilano i confratelli preceduti dai “tamburinara” che annunciano l’arrivo della processione.

Il tragitto per le vie del paese vede come prima tappa la Chiesa Madre, dove le Palme vengono benedette, dopo di che la processione riparte per raggiungere la chiesa del S.S. Salvatore, sede della Confraternita più antica. La processione si conclude a mezzogiorno nuovamente nella Chiesa Madre, dove prima di assistere alla Santa Messa, i “tamburinara” daranno luogo ad una spettacolare esibizione ritmica mentre si assiste al suggestivo ingresso delle grandi palme sotto gli archi di accesso della Chiesa Madre.

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