Tutti cercano di apparire e di diventare famosi? Loro scelgono l’anonimato. I più cercano ricchezza e vantaggi economici? Loro si dedicano all’arte disinteressata della poesia. Martellanti slogan pubblicitari, nella politica e nel commercio, cercano di condizionare la mente dei cittadini? Loro si affidano alla forza intrinseca dei versi, diffusi -con la pratica dell’attacchinaggio- sui muri della città. Sono i giovani che aderiscono al MeP (Movimento per l’Emancipazione della Poesia), da alcuni mesi presente – unico gruppo a sud di Roma – anche a Catania.

Nella nostra città, a differenza degli altri gruppi dislocati in varie città del Nord, sono ragazzi molto giovani, non universitari ma alunni di scuola media superiore. Argo ha incontrato alcuni di loro e, rispettando la loro scelta di anonimato, non ne pubblica i nomi.

Scrivono poesie che vengono pubblicate, contrassegnate solo da una lettera e da un numero, sul sito del Movimento. Entrano così a far parte di una sorta di ‘archivio’ da cui vengono tratti i testi poetici da diffondere in giro per la città, stampati su fogli A4 che potrete trovare sui muri delle strade, nelle piazze e persino sulle vetrine dei negozi.

L’attacchinaggio è infatti il metodo che questi ragazzi hanno scelto per far circolare non i “loro” versi, ma “i versi”, perchè -ci dicono- “non è importante mettere in evidenza l’autore ma la poesia, di cui solo l’anonimato rende possibile l’autenticità”. Sono infatti le parole stesse ad avere in sé la forza di attrarre e di comunicare, indipendentemente da chi le abbia scritte.

E, se qualcuno si fermerà a leggere o addirittura staccherà il foglio che i ragazzi del MeP hanno affisso sul muro, c’è sempre la speranza che quelle parole e i sentimenti che esse esprimono abbiano conquistato il cuore di un lettore, siano state lo specchio in cui egli si è riconosciuto.

La poesia è infatti – dicono – “il più autentico mezzo di espressione dei propri sentimenti”, individuali sì ma potenzialmente universali.

E se qualcuno staccasse quei fogli solo per buttarli via, per distruggerli? “Sarebbe comunque un modo per dimostrare interesse, sia pure negativo, e noi avremo raggiunto comunque il nostro obiettivo, la sensibilizzazione”.

Il Movimento, nato a Firenze nel 2010, ne ha suscitato già parecchio di interesse. Ne hanno parlato giornali locali e nazionali e si è anche discusso della illegittimità di questo attacchinaggio, un metodo di cui i giovani del Movimento non nascondono la “prepotenza”, giustificandola “poiché contrariamente a una lenta e pacifica opera di sensibilizzazione, azioni di forte impatto sono in grado di sortire immediatamente il proprio effetto”.

Come dire, qualcuno ha composto questi versi, ha vissuto queste emozioni, non potete fare finta che non esistano. La poesia c’è, è qui.. Non releghiamola nel chiuso delle biblioteche, “restituiamole il ruolo che le compete”, portiamola in mezzo alla gente, scriviamola sui muri come invitava a fare anche Aldo Palazzeschi.

Il Movimento per l’Emancipazione della Poesia ha anche una pagina Facebook in cui si alternano versi e immagini, in genere fotografie che testimoniano le azioni dei vari gruppi.

Chi volesse mettersi al fianco di questi ragazzi che hanno il coraggio di sfidare il pensiero di massa, può contattare il gruppo di Catania entrando nel sito nazionale del MeP, che riserva uno spazio per ogni gruppo locale con relativa mail per i Contatti.

Non è necessario avere meno di 18 anni e nemmeno essere giovani, non ci sono limiti e barriere a priori, se non l’impegno di rispettare le regole che il Movimento si è dato.

Che il gusto e l’interesse per la poesia si diffondano può solo far bene ai giovani, alla società e alla poesia stessa. Per questo ci auguriamo che questi ragazzi non perdano l’entusiasmo e trovino risposta tra i loro coetanei (e non), non necessariamente con l’adesione di folle oceaniche ma suscitando l’interesse e la solidarietà di chi ancora coltiva -in modo disinteressato-l’amore del bello.

Quanto a noi, guardiamoci sempre attorno, sui muri della nostra città, violentati spesso da scritte e locandine pubblicitarie appariscenti e grossolane, potrebbe capitarci di trovare un foglio con una poesia, firmata MeP, in cui specchiare il nostro sentire.

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