Il mare e la navigazione a vela come occasione di crescita umana e psicologica, come esperienza di libertà e insieme di rigore, come momento di condivisione così formativo da potersi trasformare in uno strumento di riabilitazione per chi ha sbagliato e si è trovato a fare i conti con la giustizia.

Ci hanno creduto i volontari del Centro Koros e hanno offerto ad un ragazzo dell’area penale minorile la possibilità imparare a navigare in barca a vela e di fare nuove esperienze, per lui inimmaginabili, all’interno del progetto InvelataMente.

Il risultato è stato molto positivo e ne è nato anche un video, che oggi vi proponiamo, dal titolo Lo decide il vento.

Quest’anno l”esperienza ha coinvolto non uno ma quattro ragazzi, che potrebbero divenire anche di più se il progetto potesse contare non solo sull’impegno e sulla disponibilità dei propri soci ma anche su qualche finanziamento.

“La prevenzione dovrebbe essere fatta a monte, prima che i ragazzi vengano coinvolti in giri illegali” ci dice Francesca Andreozzi, psicoterapeuta e presidente del Centro. Si aprirebbero per i ragazzi dei quartieri a rischio nuove prospettive, potrebbero sperimentare un altro modo di fare gruppo,

Partner del progetto è l’ l’USSM (Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni) di Catania. Il passo successivo è stato quello di coinvolgere le associazioni che si occupano di legalità, Addiopizzo, Libera, nomi e numeri contro le mafie, la Fondazione Fava.

Guarda il video. Nessuna retorica, solo la forza delle parole ‘vere’ con cui i ragazzi esprimono la loro cultura di partenza e il modo in cui sta cambiando. E la potenza delle immagini.

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2 Responses to “Invelatamente, il vento della legalità contro la devianza”

  1. Quello che Francesca Andreozzi dice e’ assolutamente vero. Questi sono progretti straordinari per i giovani. C’e’ ne devono essere di piu’ (non solo la vela, ma altri tipi di programmi)e disponinbili a tutti i giovani. Cosicche’ i giovani possano vedere che non esiste solo la strada.
    Quando mancano questi programmi la mafia diventa un modo per sostituire attivita’ sane e normali. La mafia e criminalita’ non devono sostituire questi programmi. Complimenti.

  2. Comitato Cittadino Porto del Sole
    maggio 31st, 2014 at 19:52

    Non a caso il nostro porto fu definito “porto delle nebbie” in Commissione Parlamentare Antimafia, da sempre pieno di containers vuoti e vuoto di barche da diporto, di crociere e di pesca turistica.
    Francesca Andreozzi , nipote del martire Fava, fa onore alla sua famiglia ed a tutta Catania con tale iniziativa che speriamo venga seguita da altre senza il solito zampino che la attuale casta politica tenterà di imporre per farsene un credito elettorale.
    Suggeriamo pertanto al Centro Koros ed alla famiglia Andreozzi Fava , di intimare al Sindaco Bianco la rivendica Comunale del nostro porto, ultimo in tutta Italia per indice di efficienza mercantile per come rilevato dal Ministero dei Trasporti ed ottenere la stessa concessione demaniale, oggi mistificata da darsena traghetti in volo sulla Plaia, che da alcuni anni risulta annullata dalle proteste dei cittadini e dalle manette ai polsi del dott. “disonoris catanaensis causa” Caltagirone Bellavista.
    Con l’incasso dai posti barca gestiti senza scopo di lucro con tale concessione , Koros ed altre associazioni potrebbero togliere dalla strada migliaia di disoccupati ed in particolare quelli costretti a delinquere.

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