Lungomare liberato. Da cosa? Da chi? Certamente dalle automobili, dal traffico, dallo smog. E l’amministrazione comunale ha detto di sì. In via sperimentale oggi, 1 giugno, pedoni, ciclisti, pattinatori, skater, potranno godersi il lungomare, passeggiare, correre, organizzare manifestazioni spontanee, fare musica, leggere poesie e prendere anche un gelato dimostrando ai commercianti dell’area che gli affari si possono fare anche ‘a piedi’.

Navette, autobus di linea, trenini turistici percorreranno l’area e permetteranno di raggiungerla lasciando l’automobile a casa o nei parcheggi circostanti, segnalati dalla stessa amministrazione.

Ma c’è un’altra liberazione che i cittadini si aspettano ed è quella dalla privatizzazione, variamente mascherata, che rischia di sottrarre alla fruizione collettiva e gratuita questa zona bellissima e appetibile della città.

Del Lido Tribeach della società Buy2Build, di cui ci siamo spesso occupati, abbiamo oggi le macerie non sgomberate, in attesa che si risolva un contenzioso ancora aperto, i graffiti sulle porte semidistrutte, i vetri pericolosamente abbandonati.

Del chiosco di piazza Nettuno, della società Nuova Epoca, non sappiamo ancora se sarà rimontato dopo il rifiuto dell’ampliamento della concessione da stagionale ad annuale (attendiamo ancora, da mesi, di essere ricevuti dall’assessora).

La stagionalità e lo smontaggio delle strutture sono problemi che riguardano tutti i lidi della scogliera, ormai concepiti e accettati -anche dall’opinione pubblica- come ‘privati’ sebbene ricadano in zona demaniale e non dovrebbero costituire una barriera per l’accesso, la vista e il godimento del mare oltre che, in alcuni casi, generare problemi di sicurezza.

Ci sono poi casi particolari su cui vale la pena di mantenere alta l’attenzione.

Tralasciamo di soffermarci sul parcheggio interrato di piazza Europa, su cui molto -e inutilmente- si è scritto e discusso, anche a proposito delle sentenze emesse dalla magistratura.

Parliamo invece della Tortuga, il porto turistico realizzato all’interno del golfo di Ognina, in cui la magistratura ha riconosciuto -con due sentenze che pubblicheremo a breve- la presenza di opere abusive da demolire, ma che rimangono saldamente al loro posto.

E ancora, cosa ci fa una ruspa sulla spiaggetta sotto la terrazza Balsamo di piazza Mancini Battaglia? Anticipa forse nuovi progetti di appropriazione?

Potremmo continuare con le domande, interrogandoci ad esempio sulla regolarità dei ‘prolungamenti’ all’esterno, coperti e non, di alcuni noti bar e risoranti del suddetto lungomare e del vicino borgo marinaro.

Potremmo anche interrogarci sull’operato delle istituzioni da cui dipendono autorizzazioni e controlli e chiedere conto sia di decisioni assunte sia di interventi non effettuati.

Preferiamo però lasciare a voi lettori lo spazio per riflettere, fare osservazioni, inviare foto, per partecipare tutti insieme ad una ‘liberazione’ che è ancora tutta da costruire.

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7 Responses to “Lungomare liberato, da cosa e da chi?”

  1. l’attuale devastazione della nostra costa è imputabile esclusivamente alle autorità preposte alla custodia e tutela dell’ambiente. Trattasi nella sostanza di ufficio dove hanno trovato posto soggetti compromessi o collusi con i signori che intendono trasferire le loro attività sul cuolo pubblico. In tal moso si ottiene solo un abbrutimento del suolo ed una devastazione dell’ambiente.La colpa la darei in primo luogo agli uffici che hanno il primario dovere di custodie i beni pubblici. La Capitanmeria di porto e gli uffici UDEMA. Cosa fanno? Hanno i segreti nascosti nei loro cassetti e pensano solo come accordare permessi ai devastori cittadini. Le sentenze contro la TORTUGA costituiranno una prova lampante delle colpe di questi signorotti. Ma Bianco cosa ci sta a fare? E gli assessori D’Agata e Licandro? Stanno a guardare. Farebbero bene a rassegnare le loro dimissioni prima che il popolo li butti a mare. La verità si è che Ognina sta diventando una seconda San Cristoforo , impraticabile e pericolosa.Sia bene precisare che nelle due sentenze contro la Tortuga il Comune di Catania si è costituito parte civile ed ha ottenuto il diritto al risacxtrmneot del danno oltrecchè alla demolizione del manufatto. Ma il Sindaco fa finta di non capire. E’ quindi responsabile penalmente per due motivi e precisamente per aver tollerato una devastante distruzione della scogliera e per non aver ottemperato all’ordine di demolizione.

  2. Mi chiedo dove stanno gli avvocati penalisti di sinistra. Sono affetti da cretinismo? Perchè non ci aiutano a denunciare penalmente non solo le autorità (cosidette) che non intervengono ma anche le società che operato le distruzioni della costa. Avete visto il porticciolo gestito da Rossi? Pare che questo signorotto abbia spianato un tratto di terreno attiguo alla scogliera per consentire il posteggio delle auto ai suoi danarosi clienti. Il Sindaco e la locale Procura della Repubblica cosa ci sta a fare? Le concessioni se ci sono , sono affette da radicale nullità perchè non sono state rispettate le regole della gara ai fini della concorrenza e perchè sono stati accordati permessi su aree demaniali indisponibili. Il Questore e la Procura della Repubblica stanno a guardare.

  3. Forse deturpare i rari posti panorami che sono rimasti a Catania, dove la famiglia media catanese, puo’ camminare e rilassare e’ il nuovo stile architettonico del sindaco, la giunta e dei vari compari.

  4. domenico stimolo
    giugno 1st, 2014 at 13:51

    Una volta al mese! Un giorno su 30. Cioè, il 3,33 per cento al mese, per dirla in percentuale. Puro folclore di immagine. Giusto per dar notizia agli “affamati” organi d’informazione.
    La questione vera sarebbe la liberazione della costiera, Bene pubblico e quindi comune, proprio a partire da piazza Europa….fin su verso Acicastello, passando per la “ Scogliera” – ….tralasciando il dopo -, da tutti i vincoli, “ lacci e laccioli” che ne impediscono il libero uso ai cittadini.
    Il Bene comune è stato tutto recintato. Il mare incarcerato da lunghissime inferriate e pesanti lucchetti.

  5. Come cittadina catanese camminando e vedendo le varie strutture abbandonate e semi-demolite attorno a un posto panoramico come lungomare mi bollisce il sangue. Non riesco a capire come le persone che hanno dato a questi “impreditori” i permessi di costruire e di deturpare questo spazio possano dormire la notte.

    Non si puo’ non fare niente di fronte a tale scempio. Il momento in cui si accetta il deturpamento degli spazi che sono di tutti cittadini da godere e proteggere e veramente la fine della nostra civilta’ e di quello che ci rende Catanesi. Fare le passeggiate a lungomare e’ una tradizione Catanese.

    Come e’ possibile che il primo cittadino di Catania e i suoi vari consiglieri, permettono di infierire impuniti sulla questi spazi da difendere?? Come si puo’ pensare che il lungomare puo’ essere migliorato impiantando dei lidi commerciali? se non lo rispettano questo ambiente forse non lo amano.

    Lo vedono solo come un’opportunita’ di arrichirsi e di andare avanti per le loro stessi e le loro famiglie e non per i catanesi. Certamente ci sono delle forze sinistre in questo giro di affari perche’ ogni persona che ha in cuore la salvaguardia e protezione degli spazi catanesi non avrebbe permesso questo genere di cose di succedere.

    RIP Lungomare, con queste persone che sono state elette a proteggerti non hai nessuna speranza.

  6. Salvatore Castro
    giugno 2nd, 2014 at 20:12

    Non mi fido. questo è il primo commento che ho fatto a me stesso appena appresa la notizia prima anticipata in pompa magna.
    Non mi fido perché il credito riposto, non ricordo più quanti anni fa, a quella che oggi è l’attuale amministrazione, si esaurì dolorosamente per l’uso (abuso) su “URBAN 1” e venne fuori in quella occasione il volto nascosto di grandi interessi a discapito della città (intesa come comunità).
    Se ci fosse mai stato, finì l’incanto davanti ad un modo subdolo di fare politica amministrativa a Catania, spesso a tutto vantaggio di alcuni insaziabili soggetti.
    Non ho esultato, insieme ad altri, per la possibilità di vedere il lungomare senza auto, così come non ho esultato davanti alla realizzazione di fantomatiche piste ciclabili, di “water front” o Dehors che tradotti in italiano vogliono dire: “guarda come mi approprio privatamente del suolo pubblico” (quel suolo che non sarebbe cedibile neanche con le concessioni, fra l’altro).
    ho temuto e temo che la nostra anestetizzata città, prima ancora delle “autorità preposte”, abbia digerito tutti gli abusi e gli espropri, contentandosi di stendersi al sole su popolatissimi “solarium” concessi con i soldi di tutti come fosse un favore ed un grande sinonimo di democrazia partecipata; felice di trovarsi davanti a sbarramenti “militarizzati” per il 90% della scogliera.
    Un poco come la festa del paese, quando i notabili padroni di tutto per tutto l’anno, si affacciano come benefattori dai balconi dei palazzi per prendere il merito dell’organizzazione e dei costi della festa padronale – UNA TANTUM e tutti a plaudire e levarsi il cappello dimentichi della rapina subita continuamente.
    E la questione del Teatro Massimo Bellini, Dei teatri a Catania, della disoccupazione giovanile, della fuga all’estero per mancanza di opportunità, e l’abbandono delle strutture pubbliche, etc. etc.?
    COSA ABBIAMO LIBERATO???????

  7. ANTONELLA SPAMPINATO
    giugno 24th, 2014 at 09:10

    Non capisco perchè tutti si accaniscano contro la “privatizzazione” del lungomare, se questa porta pulizia ed ordine.
    Nessuno sembra vedere gli innumerevoli camion dei paninari e di venditori di cd e similari (in piazza Nettuno un camioncino di questi gode di antenna della televisione piazzata bellamente sugli scogli). il retro dei camion dei panini, che dovrebbero per legge essere ambulanti anzichè stanziali, è trasformato in wc a cielo aperto, gli avventori lasciano ogni ben di Dio a terra, comprese macchie indelebili di salse varie che con il sole diventano rancide e puzzolenti.
    Provate la sera ad imboccare la via Anfuso (la strada che costeggia l’istituto nautico): impossibile, è un parcheggio a servizio dei paninari (2) stanziali all’ingresso della strada.
    Vogliamo parlare dei tavoli, delle sedie e delle macchine posteggiate sulle strisce pedonali piene allegra famigliole che mangiano panini?
    Che male potrebbe fare un chiosco di bibite in una piazza degradata, transennata, dove sono sistematicamente distrutti gli attrezzi posti dall’amministrazione comunale per consentire ai volenterosi di fare un poco di ginnastica? e che male poteva fare un lido, che avrebbe tenuto pulita e verde una scogliera piena di spazzatura? Cosa avrebbe tolto ai catanesi? la vista di scogli pieni di fazzolettini, lattine vuote e varie altre porcherie.
    Andate a Malta, per esempio, guardate il lungomare e prendete spunto.
    e per il momento godetevi il bello spettacolo del nostro. CATANIA, UNA CITTA’ DI MARE SENZA MARE.

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